Regia: Primo episodio: Morten Tyldum

Sceneggiatura: Nick Antosca

Cast: Javier Bardem, Amy Adams, Patrick Wilson, Joe Anders, Lily Collias, Malia Pyles, Amanda Dunn, CCH Pounder,  Anna Baryshnikov, Juliette Lewis, Margarita Levieva, Blaise Reyes.

Durata: primo episodio 55’ –

10 episodi

Origine: U.S.A.

Anno: 2026

Piattaforma: Apple TV+

 

Savannah, Georgia, Anna Bowden e il marito Tom sono due legali di successo: lei collabora con un’associazione che si occupa di “correggere” errori giudiziari facendo scarcerare degli innocenti. La coppia ha due figli adolescenti, Natalie e Zack. Sotto la patina della famiglia agiata (il negativo delle primissime sequenze) si intuisce già una crepa: Zack è chiuso in sé stesso per un episodio scolastico accaduto l’anno precedente.

In un altro luogo, una donna, chiusa in una stanza tappezzata di articoli su un uomo condannato all’ergastolo di nome Max Cady, confessa l’omicidio di cui quest’ultimo era accusato come messaggio d’addio prima di spararsi. Sopravvive, sfigurata, e al telefono rassicura un interlocutore maschile di aver eseguito ciò che le era stato chiesto, poi si spara una seconda volta.  Cady viene così scarcerato dopo diciassette anni per l’omicidio della moglie incinta. Anna, al tempo il suo avvocato difensore, patteggiò la condanna con il procuratore, che poco dopo divenne suo marito.

Anna, ancora ignara delle sorti di Cady, sta rilasciando un’intervista quando viene ritrovata in piscina una nidiata di quattro puzzole morte — genitori e cuccioli, un’immagine che sembra rispecchiare in modo sinistro il nucleo familiare stesso — e Zack scompare misteriosamente.

Alla cena di beneficenza organizzata dall’associazione per cui lavora Anna, si presenta Cady, che prende il microfono e improvvisa un intervento paragonando l’ergastolo a una progressiva sottrazione del corpo — prima un dito, poi un altro, fino a restare privi di tutto — e insinua che il legame sentimentale tra Anna e Tom abbia condizionato in modo scorretto l’esito del suo processo. Da quel momento la tensione domestica cresce attraverso una serie di segnali sempre più minacciosi: una pantera compare nel loro giardino, seguita da Cady, che fa presente di aver visto Zack all’ingresso; rimasto solo con Anna, le dice di non aver tradito il segreto che li lega. Zack si scopre essere stato drogato e al piede destro gli è stato amputato un dito. Anna capisce che il discorso di Cady sulle dita non era solo una metafora…

 

Morten Tyldum dirige il pilot di questo adattamento seriale del romanzo di John D. MacDonald, prodotto da Martin Scorsese e Steven Spielberg. A differenza dei due film (1962 e 1991), dove Max Cady è una minaccia evidente fin dall’inizio, in questa versione Cady rimane inizialmente fuori campo. La paura si costruisce gradualmente attraverso indizi: la pantera in giardino, le puzzole morte in piscina, gli articoli di giornale.

L’episodio si snoda su due linee narrative principali: il ritorno di un uomo che si ritiene vittima di un sistema giudiziario classista (non a caso, Zack critica i genitori rispetto al loro passaggio dalla difesa degli indigenti alla rappresentanza di clienti facoltosi) e la crescente minaccia alla sicurezza dei Bowden. Anna, incinta all’epoca del processo come la moglie di Cady, rappresenta per quest’ultimo una sinistra incarnazione di tutto ciò che ha perduto, a prescindere dalla sua innocenza o colpevolezza. Questo alimenta l’aspettativa che Cady voglia vendicarsi portando i Bowden sull’orlo del baratro.

I colori saturi della sigla rendono il clima oppressivo e minaccioso, mentre l’uso del negativo termico sembra suggerire un lato oscuro latente e potenzialmente esplosivo legato a un sistema di non detti e segreti.

Javier Bardem eredita un ruolo iconico, già segnato dalle interpretazioni di Robert Mitchum e Robert De Niro, e lo affronta con un registro più controllato e magnetico. Il suo ingresso è segnato da una macchina da presa che lo riprende di spalle fino al suo debutto, quando il suo volto esce dall’ombra, Anna è sul palco, nella serata di beneficenza per l’associazione che si occupa proprio di scarcerare le vittime degli errori giudiziari.

Il suo volto esce dall’ombra e nei movimenti di macchina si lascia che siano la sala e il volto di Anna, e non l’azione fisica, a certificarne il carisma e la pericolosità. È un Cady che seduce lo spettatore prima ancora di minacciarlo. Il prologo, con la donna che si sfigura seguendo le istruzioni telefoniche, introduce il tema del controllo psicologico a distanza. Questo prepara lo spettatore a interpretare ogni evento successivo come una potenziale manipolazione, soprattutto nella dinamica di potere tra Cady e Anna.

Amy Adams costruisce il suo personaggio su un registro di fragilità trattenuta più che di panico esplicito, mentre Patrick Wilson dà a Tom un’ambiguità morale latente — un uomo a suo agio nel razionalizzare le proprie scelte professionali, ma che affida all’uso di droghe l’assetto di calma apparente. La dinamica di coppia è costruita per reggere il peso drammatico delle puntate successive, più che per esaurirsi nel pilot.

Questo adattamento seriale, almeno dal pilot, sembra dare maggiore risalto, rispetto alle versioni cinematografiche, alle dinamiche di classe e alle ipocrisie che permeano il sistema giudiziario americano. Dove chiunque può essere sacrificato, a torto o ragione, per interessi personali.

 

Maria Antonietta Vitiello

★★★

 

 

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