
Regia: Guy Ritchie
Soggetto: Andy Lane
Sceneggiatura pilot: Matthew Parkhill e Peter Harness
Genere: Mystery
Cast: Hero Fiennes Tiffin, Dónal Finn, Max Irons, Zine Tseng, Colin Firth, Natasha
McElhone, Joseph Fiennes
Durata: 1 stagione, 8 episodi da 42’/54’
Origine: UK-USA – 04/03/2026
Piattaforma: Amazon Prime Video
The Case of the Missing Scrolls – Il caso dei rotoli scomparsi
Inghilterra, 1871. Il diciannovenne Sherlock Holmes si trova nella prigione di
Londra, arrestato per un furto mal riuscito. Non appena viene liberato da suo
fratello maggiore Mycroft Holmes, e portato a Oxford per tenerlo lontano dai
guai, viene inserito come scout all’interno del college della città. Tuttavia, non
si lascia abbattere e, grazie alla sua iperattività unita alla curiosità e all’amore
per il sapere, coglie ogni occasione pur di farsi notare e stupire i professori: è
ancora ben lontano dall’essere l’infallibile Sherlock Holmes di Arthur Conan
Doyle, ma è proprio questo il punto. «Nulla ha il potere di ampliare la mente
quanto l’abilità di investigare», dice il docente Sir Bucephalus Hodge, anticipando
implicitamente un lato della personalità del giovane detective, che ci viene
introdotto sì come acerbo, ma al tempo stesso già perspicace, agli inizi di una
carriera che nemmeno lui immagina di avere davanti.
Il primo degli otto casi che Sherlock dovrà affrontare riguarda Gulun Shou’an,
principessa della dinastia Qing e studentessa di Oxford, coinvolta nella
scomparsa di un prezioso rotolo di pergamena. In questa avventura il
protagonista si troverà nuovamente sul filo del rasoio: non mancano
scazzottate, inseguimenti degni dei chase movie, né provvedimenti disciplinari
e di polizia. A condividere il caso con lui è James Moriarty, altro brillante
studente del college, nonché sua futura nemesi, come racconta lo stesso Arthur
Conan Doyle ne “L’ultima avventura” (1893). I due formulano ipotesi, conducono
indagini e, tornando sui propri passi, provano a risolvere il mistero, ignari del
fatto che ben presto saranno invischiati in qualcosa di molto più grave.
Davanti a questa prima puntata, non solo le aspettative sono alte, ma è forte
anche la voglia di continuare.
Partendo dalla superficie, l’attenzione si concentra sul cast, e in particolar
modo su Hero Fiennes Tiffin, che è un piacere vedere alle prese con un ruolo
diverso dal consueto bad boy da rom-com adolescenziale. Il consiglio è di
provare a guardare Young Sherlock in lingua originale, anche solo per il gusto di
ascoltare un autentico accento britannico perfettamente inserito in questo
contesto. A proposito di ambientazioni, inoltre, ci sono ottime notizie per i fan
di Harry Potter: la serie, infatti, come un tuffo nel passato, ci fa immergere nella
biblioteca del college di Oxford, tra corridoi che sembrano infiniti, giardini dai
prati verdissimi, la mensa e buie camere da letto. Nessuna magia o incantesimo,
ma le tonalità cupe e vintage contribuiscono a calare lo spettatore in
quell’atmosfera familiare tipicamente inglese.
Scendendo più in profondità, risultano efficaci alcune scelte di montaggio: dal
cliffhanger ai due flashback dell’infanzia del protagonista, che incorniciano la
puntata creando un alone di mistero e curiosità. Altri aspetti degni di nota sono
il reverse, grazie al quale ragioniamo insieme a Sherlock per tornare sui suoi
passi, e il ritmo sostenuto che, oltre a riflettere il carattere istintivo ed
impulsivo del protagonista, mantiene alta l’attenzione dello spettatore.
Tuttavia, se questo elemento da un lato funziona, dall’altro si avverte la
mancanza di una maggiore dose di suspense, che ci si aspetterebbe da un
prodotto di genere mystery.
La domanda che infine ci si può porre è: riuscirà Young Sherlock a sostenere il
confronto con i precedenti film diretti da Guy Ritchie sullo stesso detective?
Francesca Daccò
Voto: ★★★★