Regia: Orlando von Einsiedel

Sceneggiatura: Orlando von Einsiedel

Genere: Documentario

Cast: André Bauma (sé stesso, custode dei gorilla); Emmanuel de Merode (sé stesso, direttore del Parco Nazionale Virunga); Mélanie Gouby (sé stessa, giornalista freelance); Rodrigue Katembo (sé stesso, Parco Nazionale di Virunga); Vianney Kazarama (sé stesso, porta voce dei ribelli M23); Julien Lechenault (sé stesso, manager SOCO)…

Durata: 130′

Origine: Gran Bretagna, Congo – 2014

Piattaforma: Netflix

 

Africa, Congo. Il Parco Nazionale dei Virunga, nella regione del Kivu a nord-est del paese, è l’unico posto al mondo dove vivono ancora i gorilla di montagna ridotti, dal bracconaggio, a soli 800 esemplari. L’orfanatrofio per gorilla sorge all’interno del Parco e ospita quei pochi cuccioli che i custodi sono riusciti a salvare dopo che i genitori sono stati uccisi dai bracconieri. André Bauma, il custode di questi magnifici animali, ha votato loro la sua vita dopo essere fuggito dall’esercito nel quale era stato arruolato di forza da ragazzino. Nel 2008, Emmanuel de Merode è stato nominato direttore del Parco dal governo di Kinshasa. Oltre ad assicurare la protezione del Parco, Emmanuel de Merode si occupa anche dello sviluppo sostenibile delle sue risorse naturali. Mélanie Gouby, una giovane giornalista freelance, vive da un anno nella regione per seguire il mai sopito conflitto fra i ribelli della milizia armata M23 e l’esercito del governo di Kinshasa.Nel 2010 viene scoperto il petrolio sotto il lago Édouard, che si estende in gran parte nel Parco e la società inglese SOCO International, intende sfruttarlo, con l’avvallo del governo di Kinshasa malgrado che il Parco sia Patrimonio Mondiale dell’Umanità e qualsiasi attività legata al petrolio è illegale sia per la legge congolese che per quella internazionale.

 Sviluppato su tre fronti ma con la stessa finalità, il documentario mostra quanto sia fragile la ragione di chi si impegna per la difesa della pace di fronte all’avidità di chi vive solo per il profitto. Il fronte di André Bauma a difesa dell’orfanatrofio dei gorilla, quello di Emmanuel de Merode deciso a proteggere il Parco e a far rispettare la legge e quello di Mélanie Gouby che indaga sugli gli eventi non solo da un punto di vista giornalistico ma per raccontare una storia di umanità, nella speranza (forse vana) che il mondo prenda coscienza e reagisca.

Azioni coraggiose quelle di Emmanuel de Merode che, invece di usare la forza, documenta con riprese nascoste gli incontri con rappresentati della SOCO per poi poterle portare davanti polizia congolese e all’Inghilterra. Altrettanto coraggiose le azioni della giornalista Mélanie Gouby che documenta, sempre con riprese nascoste, gli incontri con il manager della SOCO Julien Lechenault e con il colonello Kazarama portavoce della milizia M23. Così come sono coraggiosi i colloqui di André Bauma con alcuni sostenitori locali della SOCO.

Ovunque emerge la corruzione, l’interesse personale, il disprezzo per una realtà unica e preziosa.

Virunga è un mix di documentario naturalistico e di giornalismo investigativo, al centro dell’azione, con una fotografia che alterna magnifici paesaggi a scene crude, violente e dolorose non solo in termini visivi ma anche verbali e di condizioni umane.

E non ci si può esimere dal tracciare un parallelismo fra le motivazioni che hanno portato a quanto avvenuto 14 anni fa in Congo con quelle che oggi sono quotidianamente sotto i nostri occhi a dimostrazione che l’arroganza degli avidi prevarica ancora le ragioni umane.

 

★★★★

 

Giorgina Gaffurini