1° Episodio

Regia: Issa López

Sceneggiatura: Issa López, Nic Pizzolatto

Genere: Thriller

Cast: Jodie Foster, Kali Reis, Fiona Shaw, Finn Bennett, Isabella LaBlanc, John Hawkes

Durata: 59’

Origine: USA

Anno: 2024

Piattaforma: Sky

Ennis, cittadina dell’Alaska sopra il Circolo Polare Artico. Dopo l’ultimo tramonto del sole ha inizio il lungo periodo di buio totale. Gli otto scienziati che lavoravano alla Centrale di Ricerca Tsalal Arctic scompaiono senza lasciare traccia. Unico elemento: una lingua mozzata che è appartenuta a una persona nativa. La detective Liz Danvers è incaricata delle indagini a cui intende partecipare anche la collega Evangeline Navarro la quale è convinta che la sparizione degli uomini sia collegata all’efferato omicidio di una donna, con taglio della lingua, avvenuto anni prima.

True Detective giunge alla sua quarta stagione avendo come obiettivo ormai chiaro quello di non continuare a far rimpiangere la prima  dato che la seconda è stata un disastro e la terza ha iniziato la risalita. Questa volta le premesse per riuscirci sembrano esserci, a partire dal pilot. Alla regia c’è Issa López che pare aver lasciato meno spazio del solito al creatore della serie Pizzolatto. Va rilevata una differenza sostanziale rispetto alla prima stagione. Là agivano con un’alchimia perfetta e un’ottima adesione alla sceneggiatura  due attori entrambi più che noti come Woody Harrelson e Matthew McConaughey che dimostravano come le star potessero trasferirsi nelle serie senza perdere di status ma anzi testimoniandone l’alto livello di scrittura ormai raggiunto. In questo caso la coppia è costituita da due interpreti estremamente lontane sul piano professionale. Se Jodie Foster è attiva dal lontano 1959 nel mondo dello spettacolo, Kali Reis ha lasciato il mondo della boxe per il set solo nel 2021. Questo potrebbe essere un ostacolo ed invece sembra funzionare proprio perché le due hanno questo tipo di storie nel loro passato.

Il primo episodio fondamentalmente lavora sulla creazione del clima della vicenda. A partire dall’improvvisa fuga delle renne da un pericolo non specificato  collocata in apertura veniamo progressivamente invitati a conoscere il passato professionale delle due agenti nonché la loro situazione privata. Tutto ciò però inserito in un contesto in cui l’elemento, se non del sovrannaturale certamente dell’inspiegabile, inizia a manifestarsi e anche le tensioni sociali del luogo (legate alla presenza dell’attività mineraria e alle contestazioni di essa da parte della donna massacrata nel recente passato) vengono progressivamente portate alla luce. È come se la sceneggiatura volesse al contempo fornirci una molteplicità di coordinate per far sì che, una volta definite, il cliffhanger di fine episodio consentisse l’apertura della detection nonché della serie. È un metodo efficace per consentire a chi scrive la sceneggiatura di chiudere o di lasciare aperti dei sub plot mentre il nucleo centrale resta determinante ma non totalizzante.

Giancarlo Zappoli

Voto: ★★★ ½