Soggetto: Kurt Sutter

Regia pilot:  Otto Bathurst

Genere: Western, action drama

Cast: Lena Headey, Gillian Anderson, Nick Robinson, Diana Silvers, Aisling Franciosi, Lucas Till, Lamar Johnson, Natalia del Riego

Musica: Jeff Danna

Durata: 35-52 minuti per episodio, 1 stagione x 7 episodi

Origine: US

Anno: 2025

Piattaforma: Netfli

Western al femminile che vede due matriarche scontrarsi per una questione di territorio. Da un lato Constance Van Ness, vedova e madre di tre figli a capo di una ricca famiglia in cerca di espandere il proprio territorio, dall’altra Fiona Nolan, madre adottiva di quattro orfani adulti, due ragazze e due ragazzi, coi quali gestisce la propria fattoria di cui i rivali vorrebbero impossessarsi. Quando uno dei figli Van Ness si vendica per l’insulto di una delle figlie protette da Nolan e cerca di usarle violenza, la famiglia della ragazza lo sorprende e per difenderla lo uccide. Inizia così una contesa aperta e l’escalation degli attacchi porta al formarsi di un vero e proprio schieramento dei piccoli proprietari terrieri contro l’usurpatrice.

Ambientato a metà Ottocento, nell’Old West, il racconto si distingue per volersi porre come riscrittura di uno dei generi considerati più “maschili” nel panorama cinematografico. Ponendo come personaggi principali due donne forti e determinate, ribalta il genere mantenendo però lo stesso schema d’azione e i principi morali dello stile western, come l’orgoglio, le lotte per il territorio e la rivalità tra gruppi armati. Ambisce inoltre a proporsi come strumento di analisi della disparità economica e le due matriarche sono due poli di potere che rappresentano il contrasto tra due stili di vita e sistemi di valori opposti.

La ricostruzione storica è piuttosto fedele sia nelle scenografie che negli oggetti di scena e nei costumi, sebbene a volte risulti tutto un po’ troppo pulito e curato rispetto alla realtà dell’epoca. Come per tutti i prodotti Netflix la tendenza alla spettacolarizzazione è preponderante e l’esagerazione si nota anche nei comportamenti e negli sguardi marcati dai personaggi nonché dal lessico utilizzato nei dialoghi; grazie all’ottimo cast però queste scelte narrative non risultano eccessive ed anzi il racconto risulta scorrevole e coinvolgente.

La premessa narrativa forte è merito dell’ideatore Kurt Sutter, noto ai più per la serie Sons of Anarchy. Durante la produzione però Sutter ha abbandonato il progetto probabilmente a causa dei diversi compromessi richiesti dalla distribuzione, e i risultati si vedono. L’interessante contrapposizione delle due realtà rappresentate dalle matriarche si costella di espedienti narrativi proposti unicamente per attrarre gli spettatori ma con poca funzionalità nel racconto.

Molto interessante la freddezza che caratterizza entrambe le due donne, un modello di femminilità forte che ribalta non solo il genere filmico ma anche la struttura di potere, proponendo uomini deboli, aizzatori e incapaci di assumersi responsabilità. In questo modo la spietatezza vendicativa tipica del contesto western viene completamente lasciata in mano alle donne che guidano gli altri personaggi alla guerra tra famiglie, in modo deciso ma ragionato.

I personaggi sono ben delineati e l’episodio pilota pone le basi per un ottimo sviluppo narrativo, tracciando le premesse per un racconto interessante e coinvolgente. Riprendendo il genere western, i cui presupposti, personaggi e pubblico sono sempre stati principalmente maschili, ma scegliendo però di riscriverlo con personaggi femminili e di concentrarsi sull’aspetto più umano della trama, The Abandons è un prodotto audiovisivo che si muove su tracciati conosciuti con un linguaggio nuovo e auspica a proporsi come serie adatta a un pubblico vasto, non limitato solo agli amanti del genere ma a tutte e tutti.

Isabella Corsini

Voto : ★★ e 1/2