Origine: Gran Bretagna 2017

Regia:  Michael Keillor, Kieron Hawkes, Charles Sturridge

Soggetto: dai romanzi omonimi di  Robert Galbraith pseudonimo di J.K. Rowling

Sceneggiatura: Ben Richards, Tom Edge

Interpreti principali: Tom Burke (Cormoran Strike), Holliday Granger (Robin Eliacoth)

Distribuzione: Tom Crime

Uscita: dal 22 ottobre 2020

La terza stagione, divisa, come la seconda, in due parti, affronta tematiche fondamentali di particolare interesse pubblico che costringono lo spettatore a un’attenta disamina della società e delle sue peculiari dinamiche.

Nell’intro, prima dei titoli di testa, Strike è in procinto di incontrare una giovane ma anonima cliente che ha espressamente richiesto di confrontarsi con lui presso una stanza di un edificio adibito all’affitto di uffici. La ragazzina, tuttavia, giunta al luogo prestabilito, viene sorpresa nell’oscurità da due mani coperte da guanti neri che l’afferrano soffocandola.

Qualche giorno dopo un uomo consegna un misterioso pacco indirizzato a Robin presso l’ufficio di Strike. Al suo interno si trova una terrificante gamba mozzata, presumibilmente appartenente a un’adolescente, che presenta una cicatrice sulla caviglia. Questa ricorda a Strike quella molto simile di una ragazzina di nome Brittany Brockbank che qualche tempo primaera stata interrogata dalla polizia per via di una sua stessa affermazione circa ripetuti stupri da parte del padre, un maggiore dell’esercito noto per la sua insana crudeltà. La giovane, terrorizzata dalle minaccia del padre di tagliarle la gamba se avesse confessato, aveva ovviamente negato tutto scagionando l’uomo che però da quale momento iniziò a odiare Cormoran, coinvolto nell’indagine come agente investigativo. Un secondo possibile sospettato sembra invece essere uno scozzese di nome Donald Laing, che aveva scritto tempo prima lettere minatorie al detective. Sotto alla gamba, ad ogni modo, viene trovato anche un biglietto riportante una strofa di una canzone della band preferita dalla defunta madre di Strike, Leda, uccisa dal suo secondo marito, Jeff Whittaker, che dunque viene identificato come terzo sospettato. Nel frattempo, Robin scopre che Matt, insensatamente geloso di Strike, l’ha in realtà tradita più volte con Sarah, una loro amica. La ragazza è dunque disperata e non si accorge di essere seguita di nascosto da un uomo in giro per la città. Più tardi la giovane, in lacrime, si confida con Cormoran confessando di aver lasciato l’università alcuni anni prima dopo aver subito una terribile violenza sessuale per strada, che tuttavia l’aveva condotta a trovare il suo aggressore e a farlo sbattere in prigione.

Il giorno dopo la polizia rinviene il corpo mutilato di una giovane ragazza, mancante di mani e gambe e identificata, tramite i filmati delle telecamere di sorveglianza, con la misteriosa cliente che aveva voluto incontrare Strike giorni prima ma che poi era scomparsa nel nulla. A questo punto, l’investigatore diventa il primo sospettato di omicidio essendo stato anch’egli ripreso dalla videocamera quel giorno stesso nei pressi del medesimo edificio in cui è stato scoperto il cadavere della ragazzina. Ma, ad ogni modo, l’uomo non viene arrestato e dunque prosegue le indagini insieme a Robin, venendo a conoscenza di alcune utili informazioni riguardo a Brockbank, residente a Londra insieme alla compagna e alle sue due figlie (da lui abusate sessualmente), Laing (apparentemente innocuo e impossibilitato a spostarsi a causa dell’artrite psoriasica) e Whittaker (rocker rozzo e drogato, nonché particolarmente violento). In seguito, Robin si riappacifica con Matt e accetta nuovamente di sposarlo. Mentre la giovane si trova a casa dei genitori per i preparativi del matrimonio, il fidanzato, una mattina, trova un dito mozzato nel frullatore del loro appartamento a Londra, segno dell’intrusione di qualcuno in casa durante la notte.

Robin, una volta tornata a Londra, rincasando verso sera viene aggredita da un uomo robusto incappucciato che cerca di ucciderla. La ragazza, tuttavia, riesce fortunatamente a sfuggirgli. Nonostante questo, la giovane vuole ancora lavorare e quindi si dirige insieme a Shanker (l’amico-scagnozzo di Cormoran), contro l’assoluto divieto del protettivo Strike, a casa di Brockbank e della sua compagna, che viene così a conoscenza della reale natura da pedofilo dell’uomo. Questo cerca di scappare ma viene in seguito arrestato comunque.

Alla fine, Strike deduce (una volta esclusi gli altri due sospettati) che il vero colpevole è in realtà Donald Laing, particolarmente accanito nei confronti dell’investigatore, che lo aveva fatto arrestare e imprigionare molti anni prima per l’omicidio della moglie. Per questo motivo aveva smembrato (insieme a molte altre donne) la ragazzina (fan sfegatata di Strike nonché sorellina minore della compagna di Laing) e tentato di uccidere Robin.

Nell’ultima scena della stagione, Strike va a trovare un’ormai cresciuta Brittany Brockbank, ora residente in un campo per senzatetto, per comunicarle la notizia tanto attesa dell’arresto del padre. Dopodiché, giunge nello Yorkshire in tempo per il matrimonio tra Robin e Matt.

Al centro di questa stagione affiora nuovamente la figura della donna dipinta, in questo contesto, in quanto vittima innocente della feroce “fame” carnale dell’uomo, mirante a sopraffarla e possederla con atroce violenza e senza alcun ritegno. A questo proposito, la serie TV offre un drammatico spunto per una pregnante riflessione su problematiche sociali purtroppo ancora attuali (pedofilia, stalking e violenza sessuale sopra tutte); alla luce di ciò, il personaggio di Robin (anche grazie alla convincente interpretazione di Grainger che riesce sempre a conferire un lato profondamente umano ai propri personaggi) acquista conseguentemente sempre maggior spessore e allo stesso tempo una particolare nitidezza, in quanto avviene la rivelazione del tragico passato che la vede protagonista e che la lega indissolubilmente al caso in questione, che per lei, ad un certo punto, diventa una questione personale. Per la giovane donna, ottenere giustizia per tutte le bambine e le donne abusate psicologicamente e fisicamente dai sospettati si tramuta  in una missione da prendere fedelmente a cuore al fine di dimostrare che l’odio e la malvagità possono essere in ultima istanza sconfitti dalla determinazione e dalla forza di resistenza, anche a scapito della propria salute. I veri mostri, sembra suggerire la trama e la stessa Robin, sono coloro che ci sono più vicini e che all’improvviso possono colpire in modo inesorabile appropriandosi per sempre di un pezzetto della nostra anima e del nostro corpo.

In questo senso, se il rapporto tra Matt e Robin sembra deteriorarsi progressivamente, a causa del coinvolgimento eccessivo, a detta del fidanzato, della ragazza nel caso, quello tra la giovane e Strike al contrario si rafforza sempre più, sviluppandosi significativamente: entrambi, infatti, hanno alle spalle un passato turbolento e tragico che non fa che avvicinarli reciprocamente.

Nell’ottica di un ripensamento riguardante problematiche e temi sociali di interesse più che altro femminile, vengono presentate tre figure emblematiche di uomini (tutti e tre violenti in diversi modi) che si oppongono concettualmente e astrattamente ai tre personaggi femminili presenti invece nella seconda stagione. D’altronde, “il sonno della ragione genera mostri”; infatti, per questa tipologia di uomini, mentalmente disturbati e instabili, “le donne sono oggetti da usare”: Brockbank abusa sessualmente di bambine a partire dalla sua stessa figlia, Laing ha ucciso brutalmente la moglie dopo averla picchiata e si è reso in seguito colpevole dell’omicidio di molte altre donne, e infine Whittaker è l‘emblema del chitarrista trasgressivo e drogato che malmena le proprie fidanzate, le quali si sentono però quasi “dipendenti” da lui e da ciò che rappresenta.

D’altra parte, il personaggio di Cormoran, così come, in parte, quello di Matt, contrasta con il carattere aggressivo e manipolatore delle altre figure maschili, essendo protettivo e preoccupandosi costantemente della salute di Robin, da lui rispettata in quanto donna e amica  ma soprattutto in quanto collega di lavoro (per cui è, tra l’altro, particolarmente portata). L’affinità tra il detective e la ragazza è ormai un dato di fatto, ma allo stesso tempo è interessante come non si voglia finora far virare la loro relazione verso la meta sentimentale/amorosa, ma si voglia al contrario sottolineare la loro sintonia a prescindere dalla tipica attrazione tra i due protagonisti di sesso opposto di una qualsivoglia serie TV o film.

 

Helena Cairone