Origine: Gran Bretagna 2017

Regia:  Michael Keillor, Kieron Hawkes, Charles Sturridge

Soggetto: dai romanzi omonimi di  Robert Galbraith pseudonimo di J.K. Rowling

Sceneggiatura: Ben Richards, Tom Edge

Interpreti principali: Tom Burke (Cormoran Strike), Holliday Granger (Robin Eliacoth)

Distribuzione: Tom Crime

Nella seconda stagione della serie TV, intitolata Il baco da seta e suddivisa in due parti, Cormoran e Robin hanno a che fare con la misteriosa sparizione di un noto scrittore, Owen Quine, per cui la moglie, Leonora, è particolarmente preoccupata. L’uomo è infatti sparito misteriosamente senza lasciare tracce poco dopo la stesura del manoscritto del suo ultimo romanzo intitolato Bombyx Mori, giudicato inappropriato e impubblicabile a causa dei suoi contenuti blasfemi, perversi e violenti. All’interno del libro, l’autore sembra prendersi gioco, tramite “un’allegoria malcelata”, di coloro che gli sono stati più vicini (oltre alla moglie, denominata “Succube”): l’agente letterario Liz Tassel (“Zecca”), i redattori Daniel Chard e Jerry Waldegrave (“Tagliatore”), l’amante di Quine, Kathryn Kent (“Arpia”) e Andrew Fancourt, celebre scrittore e vecchio amico di Quine, con cui però aveva avuto alcune divergenze a causa del suicidio della moglie Ellie, toltasi la vita in seguito alla pubblicazione di una parodia del suo romanzo probabilmente a opera dello stesso Owen. Jerry si licenzia dopo aver letto il manoscritto e averne appreso l’inquietante contenuto, mentre Liz, interrogata da Cormoran, ammette di aver licenziato Owen per la medesima ragione.

Nel frattempo, l’investigatore fa la conoscenza di Matt, il fidanzato di Robin, che però non nutre una particolare stima nei suoi confronti. Successivamente, Strike viene a sapere che Quine era in possesso di un’altra abitazione, situata sempre in città e condivisa con Fancourt. Qui, il detective rinviene il cadavere sviscerato e ustionato dall’acido dello scrittore scomparso (proprio come il protagonista del suo romanzo), per cui viene incriminata Leonora, prima sospettata dell’omicidio in quanto a conoscenza delle tresche del marito e precedentemente esperta nello sbudellare i maiali presso un macello. Contemporaneamente alla scoperta del corpo di Quine, la madre di Matt muore improvvisamente a causa di un ictus fulminante. Il ragazzo, distrutto, chiede quindi alla fidanzata di aiutarlo a organizzare il funerale presso la sua casa di famiglia fuori Londra; Robin è però restia a partire proprio nel mezzo delle indagini, per cui comunica a Matt di essere molto impegnata con il caso e di avere un appuntamento (fittizio) inderogabile. La giovane in realtà deve accompagnare in macchina Strike nel Devon per interrogare Daniel Chard, il quale informa i due che Liz, <<una donna che fa tante scelte sbagliate>>, era in passato fortemente infatuata di Andrew. Ad ogni modo, alla fine della prima parte Leonora viene arrestata e i due investigatori decidono di aiutarla in ogni modo.

Innanzitutto, i sospetti iniziano a convergere più che altro sul superbo e glaciale Fancourt, noto, inoltre, per descrizioni notevolmente raccapriccianti di scene di violenza all’interno delle proprie opere. Mentre Robin lo pedina, Cormoran si incontra nuovamente con Liz per chiederle più informazioni soprattutto in merito alla scelta inusuale di rappresentare Quine e non Andrew, nonostante quello che provava per quest’ultimo. La donna, a questo proposito, si irrigidisce e si offende, tacciando Strike di ben poca sensibilità e andandosene via.

Anche Jerry racconta la propria versione dei fatti, in relazione in particolare al rapporto tra Liz e Fancourt. Cormoran scopre così che Liz preferì rappresentare Owen al posto di Fancourt a causa del rifiuto di Andrew di cedere alle sue avances. L’editore suggerisce poi l’idea secondo la quale Bombyx Mori sia stato in realtà scritto da più autori e non solo da Quine. A questo riguardo, Robin trova in seguito alcune pagine strappate del manoscritto di Quine a casa sua, e più tardi insieme a Strike si avvale di un esperto letterario che, comparando vari scritti tra di loro, afferma che chi ha scritto la parodia del romanzo di Ellie Fancourt è lo stesso autore di Bombyx.

Nell’ultima, fatidica scena Cormoran giunge finalmente alla conclusione che fu Liz Tassel, piena di rancore, a scrivere sia la parodia sia Bombyx Mori, nonché la colpevole dell’omicidio di Quine. Questi l’aveva infatti minacciata di rivelare a tutti il suo misfatto ai danni della moglie di Fancourt e ricattata per tale motivo per oltre trent’anni.

Questa seconda stagione è mirata fin da subito a un più dettagliato approfondimento rispetto alle dinamiche interpersonali che coinvolgono i personaggi, quali quelle inerenti al rapporto a tratti complesso tra Robin e Matt, che non sembra comprenderla fino in fondo, e all’altrettanto difficoltoso legame intrattenuto da Strike con l’ex fidanzata Charlotte Campbell, ora in procinto di sposarsi con un altro. Inoltre, è malcelata la minacciosa incombenza dell’ombra del tempestoso passato del protagonista, tormentato dal fantasma di un padre rockstar assente.

Alla trama più “personale” si aggiunge quella poliziesca che costituisce senza dubbio l’oggetto tematico fondamentale della stagione, che in tale frangente si configura, in particolare, come più marcatamente macabra e splatter. Sono infatti presentati alcuni motivi volutamente inquietanti e truculenti, come la spietata modalità di uccisione di Quine nonché i riferimenti alle sadiche e perverse pratiche, quali il cannibalismo e le efferate torture fisiche, descritte in Bombyx Mori. L’intreccio assume in questo modo un carattere spiccatamente conturbante che non può non avere il primario scopo di svelare il reale elemento di disturbo e la più autentica fonte di turbamento, ovvero il precario e folle equilibrio psicologico che può caratterizzare l’uomo (in questo caso specifico, Liz Tassel, condotta, a causa di molteplici eventi, a compiere atti di angosciante e torbida natura al fine di ottenere, invano, un parziale riscatto per le proprie disgrazie). In questo senso la stagione appare come il ritratto alquanto realistico del limite oltre il quale la mente umana può spingersi se perennemente e ripetutamente frustrata e disillusa.

Infine, è interessante come siano introdotte tre diverse figure di donne tra le quali sussistono molte differenze ma anche tanti punti in comune. La prima si identifica senza dubbio con Robin, emblema della donna determinata e appassionata, che ama il proprio lavoro e cerca costantemente di implementare le proprie conoscenze e competenze, anche a scapito della sua stessa vita privata, in cui si scontra a questo proposito con il fidanzato che non vede originariamente di buon occhio un incarico come il suo. Tuttavia, la ragazza non vuole rinunciare alla sua ambizione, per cui riesce a risolvere l’impasse giungendo a un significativo compromesso tra i due aspetti della sua vita. Il secondo tipo di personaggio femminile invece è incarnato da Leonora, una tipica moglie frustrata e succube, la  quale non è in grado di dimostrare la propria dignità di fronte alla figura di un marito fedifrago (recidivo) che non la rispetta in quanto donna o madre (di una bambina, Orlando, con la sindrome di Down). In questo caso specifico, dunque, la vita privata di Leonora ha completamente soppiantato e seppellito qualsiasi eventuale aspirazione d’altro genere (anche a livello espressamente estetico), pur secondo la sua stessa volontà. D’altro canto, la vita è sempre una questione di scelte, e se Robin ha deciso, in modo sicuramente più equilibrato, di destreggiarsi al meglio tra pubblico e privato, altrettanto non si può dire della moglie di Quine, annullatasi teneramente per seguire soprattutto la  figlia in tutto e per tutto. Infine, un’ultima figura emblematica è quella di Liz Tassel, donna di successo nel mondo letterario ma non nella vita sentimentale, che l’ha delusa ripetutamente e con particolare meschinitá. I molteplici insuccessi amorosi, di conseguenza, hanno pesantemente inciso sulla sua psiche, in cui la parte razionale ha ceduto tristemente il passo a quella più inconscia, rispondente al disperato bisogno di una rivincita. In questo senso, Liz rappresenta l’estremizzazione delle medesime istanze che hanno condotto sia Robin sia Leonora a operare le rispettive scelte.

Helena Cairone