Regia: Kim Hye-young

Sceneggiatura: Hichijo Misaki, adattamento del film giapponese del 2022

Genere: K-Romance, Drammatico, romantico

Cast: Choo Young-woo, Shin Si-a, Jo Han-chul, Jo Yoo-jung

Durata: 108 minuti

Origine: Corea del Sud

Anno: 2026

Piattaforma: Netflix

 

In seguito ad un incidente, la mente di Seo-Yoon non riesce a trattenere informazioni nuove. L’unico modo per non dimenticare è trascrivere ogni sera quello che le capita durante il giorno e rileggerlo il mattino dopo. Con pazienza e precisione la ragazza ricompone quotidianamente la sua realtà, che il sonno ogni volta azzera. Si tratta di amnesia anterograda, una diagnosi di cui sono al corrente solo i genitori e un’unica amica.

Jae-Won vive solo con il padre da quando, cinque anni fa, la madre è morta. Si occupa di tutto lui in casa, perché il padre è bloccato, incapace di tornare alla sua vita e alla sua passione di fotografo. Silenzioso, metodico e con un problema al cuore congenito, Jae-Won sta spesso in disparte, ma interviene tuttavia sempre, quando qualcuno è in difficoltà. Non esita quindi a difendere un compagno che viene bullizzato e accetta come prova di coraggio di chiedere a Seo-Yoon (che dice sempre no) di uscire con lui. Quando lei sorprendentemente dice sì, i due iniziano a frequentarsi, rispettando però le tre regole che lei impone: mantenere comunicazioni brevi, parlarsi solo dopo la scuola, e non innamorarsi. Dopo una lunga giornata trascorsa insieme, rientrando in bus, lei si addormenta sulla sua spalla, ma quando si sveglia si spaventa non riconoscendolo. Ma Jae-Won non desiste e il suo desiderio di renderla felice ogni giorno gli suggerisce di proporle di cancellare questo episodio, evitando di trascriverlo nel suo diario, così che il giorno dopo tutto possa ripartire come finora. Ma quanto potranno continuare a vivere bene nel presente, dovendo ricominciare ogni giorno da capo?

 

 

Ha qualcosa di irreale ma al contempo rassicurante e avvolgente questo film che è il remake di un film giapponese del 2022, ispirato all’omonimo romanzo di Hichijo Misaki, ripreso ora da Netflix in versione K-drama adolescenziale. La relazione d’amore che nasce fra i due giovani – nella prima parte del film – coinvolge e fa stare bene anche chi il liceo l’ha lasciato diversi decenni fa; il destino a cui i due giovanissimi vanno incontro – nella seconda parte – è quanto di più vicino alla vita e a tutti noi ci sia – in Giappone, in Corea del Sud o in Europa. Questa storia travalica i confini geografici e linguistici, e i sottotitoli in più di 30 lingue ne sono la prova.

L’assenza – o la dissolversi – di una presenza fisica non comporta l’annullamento di un collegamento profondo e duraturo con la persona amata. E nemmeno la mancanza di ricordi consapevoli equivale ad una perdita definitiva: Jae-Won assorbe e conserva nel corpo, cioè che la sua mente non sa trattenere.

Il film è esteticamente raffinato e delicato; leggero coma una bolla di sapone: i colori sono tenui e la musica rilassante. L’assoluta naturalezza di interpreti e personaggi ci mantiene presenti in un tempo precario ma profondamente eterno. È fuori dal comune (trattandosi di una storia d’amore fra giovanissimi) anche la cura premurosa dell’amica che agisce silenziosa, mossa solo da un istinto protettivo.

Il finale mescola presente e passato: un flashback fornisce un’ultima chiave di lettura, suggerendoci e dandoci la speranza che ogni incontro significativo possa trasformarsi in un ricordo che sarà sempre con noi, ovunque esso decida di depositarsi.

★★★★

Claudia Bersani