Retribution

Valutazione: 5.5/10

Creatore della serie: Harry Williams e Jack Williams

Genere: crime/thriller

Regista pilot: William McGregor

Sceneggiatori: Harry Williams e Jack Williams.

Interpreti: Joanna Vanderham (Claire Elliot), John Lynch (Bill Douglas), Joe Dempsie (Rob Elliot), Julie Graham (Moira Douglas), Georgina Campell (Anna), Laura Fraser (Juliet), Juliet Stevenson (Louise Elliot), Gary Lewis (Alastair), Steve Evets (Andrew), Christian Ortega (Jamie Douglas), Chris Fulton (Jay).

Produzione: Two Brothers Pictures, BBC Studios, Netflix

Network: BBC One e Netflix

Durata episodio: 59 minuti

Origine: Regno Unito, Scozia

Anno: 2016

Uscita: 13 settembre 2016 prima su BBC One, 30 gennaio 2018 prima internazionale su Netflix

Titoli di testa: i titoli di testa presentano i personaggi e i principali luoghi della serie. Le immagini sono cupe, così come lo è la musica che le accompagna. L’atmosfera generale che viene evocata è di mistero, paura, tristezza e inquietudine, soprattutto perché, per la prima volta, appaiono subito dopo l’assassinio di una giovane coppia di sposi.

Script: i dialoghi sono piuttosto irreali, la sceneggiatura ha del potenziale che potrebbe essere soddisfatto nelle successive puntate della serie ma, per ora, non è niente di entusiasmante.

Ritmo narrativo: la prima puntata è molto densa di eventi: la coppia muore e il loro assassino poco dopo. Vengono abbozzati velocemente tutti i personaggi principali della serie, vengono affrontati diversi temi protagonisti dell’agenda contemporanea, come l’eutanasia, il concetto di giustizia.

Locations: il pilot è ambientato nei terreni delle fattorie appartenenti alle famiglie Douglas ed Elliot, in alcune scene intravediamo Edimburgo. Tutti gli ambienti sono cupi, scuri, tristi e (ovviamente, dato che siamo nel Regno Unito), piovosi.

Recitazione: i dialoghi irreali non aiutano una recitazione che spesso appare forzata, incongruente alle situazioni proposte. Nelle scene drammatiche, che nel primo episodio monopolizzano il minutaggio, i personaggi sembrano sempre fuori contesto soprattutto per quanto riguarda la gestione delle emozioni: non viene lasciato alcun spazio al lutto vero e proprio.

Musica: le musiche ricalcano l’atmosfera cupa e triste che l’intero prodotto vuole trasmettere, spesso connotano un’aura di mistero.

Originalità delle soluzioni narrative/formali: la narrazione non è originale, tanto meno lo sono le modalità con le quali gli sceneggiatori hanno deciso di presentare ognuno (o quasi) dei personaggi.

Grace Douglas e Adam Elliott, amici di infanzia, si sposano: un televisore ne sta riproducendo il filmino, mostrando il ricevimento e facendoci capire che la donna è incinta. La macchina da presa si sposta e ci rivela la giovane coppia, nel loro salotto, stesa inerme, assassinata, e il suo carnefice, in preda al panico davanti ai loro corpi.

I Douglas stanno tornando a casa dopo la messa domenicale, fuori dalla loro porta incontrano il poliziotto della città che li informa della morte della figlia e del coniuge. Lo stesso poliziotto informa anche Louise Elliot, la madre del ragazzo.

L’assassino (Lee) di Grace e Adam è un tossicodipendente senza tetto, ci viene mostrato mentre rovista negli oggetti rubati nella casa dei ragazzi. Di fronte alla foto del matrimonio, Lee si arrabbia e la strappa in mille pezzi: probabilmente era geloso dell’unione tra i due.

Claire Elliot, la sorella maggiore, lavora come infermiera in una casa di riposo; Rob Elliot, il terzo fratello, sta seguendo un uomo per le strade di Edimburgo quando riceve la chiamata della sorella, che lo informa della morte di Adam e di Grace.

La famiglia Douglas e la famiglia Elliot possiedono due fattorie nelle campagne del Derbyshire, a Braeston per l’esattezza, sono vicini di casa da tempo ma i rapporti (soprattutto tra le due madri di famiglia) sono piuttosto tesi, nonostante la recente unione tra i loro figli.

Lee sta cercando di raggiungere Braeston per “finire qualcosa che aveva cominciato”, ruba una macchina e si dirige verso la sua destinazione. A causa di un forte temporale, l’uomo si schianta proprio nella proprietà delle due famiglie. Gli Elliot soccorrono il ragazzo moribondo ma presto scoprono che è ricercato dalla polizia perché, molto probabilmente, potrebbe essere l’assassino di Grace e Adam. Rob finge di chiamare la polizia, le due famiglie decidono di rinchiudere l’uomo (che ora ha perso i sensi) nella gabbia del cane così che possano essere tutti al sicuro se mai dovesse risvegliarsi. Il mattino seguente, si scopre che Lee è stato ucciso. I Douglas accusano subito Rob, dopo aver scoperto che aveva mentito riguardo alla chiamata alla polizia, e minacciano di denunciarlo per il crimine. Alastair, il guardiano della fattoria dei Douglas, rivela a Bill e Moira di aver visto il loro figlio minore (Jamie) dirigersi verso il fienile dove Lee era intrappolato. Il ragazzo ammette di essere andato dall’assassino, ma dice di non essere stato lui ad averlo ucciso. Le due famiglie, di comune accordo, decidono di non denunciare nessuno (per il momento) e di collaborare per nascondere il corpo del morto e salvaguardarsi. Bill riceve una chiamata: il detective sta arrivando dalla stazione di polizia di Edimburgo.

Retribution è una miniserie scozzese, composta da quattro episodi, che tratta di omicidi e di assassini da scovare (o di capri espiatori da sacrificare?). I Douglas e gli Elliot sono due famiglie di fattori afflitte da un recente, terribile e sanguinoso lutto. La morte dell’assassino dei loro figli, per mano di uno dei membri delle due famiglie, porterà alla formazione di un’alleanza tra le due, per evitare che la polizia scopra del nuovo delitto, ma che, per come sono stati presentati i personaggi nel pilot, sarà tutt’altro che sincera e reciproca.

Nel primo episodio ci vengono presentati tutti i personaggi: ognuno di loro pare misterioso, con qualche scheletro nell’armadio e con qualche motivo per il quale odiare l’altra famiglia. Il pilot introduce i protagonisti e ci suggerisce il ruolo che occuperanno negli episodi a venire: Claire Elliot è la “brava ragazza” che, anche davanti all’assassino del fratello, non riesce a frenare il suo bisogno di curarlo e di proteggerlo e che continua a condannare l’ancora sconosciuto, omicida del ragazzo; Rob Elliot è, invece, il suo opposto, il “cattivo ragazzo”, colui che vorrebbe vedere morto Lee e che non avrebbe problemi ad ucciderlo con le sue stesse mani ma che, nonostante questo, non lo fa; Jamie Douglas è, fino ad ora, il personaggio più ambiguo ed interessante di tutti, è il potenziale assassino di Lee, ha una cotta segreta per Claire ed ha accesso a tutti i suoi social network, anche lui ha qualcosa da nascondere ed è, inoltre, l’unico personaggio che non viene coinvolto in tutte le decisioni che vengono prese dalle due famiglie a seguito della duplice tragedia.

Ognuno di loro ha qualcosa da nascondere ma non sarà troppa la carne al fuoco per poter essere risolta in soli quattro episodi?

Nonostante la probabile difficoltà nell’affrontare così tanto materiale in così poco tempo, è interessante notare come le due famiglie siano state descritte: i Douglas, apparentemente più ricchi e sofisticati, sono posti all’interno di un contesto che solitamente non è rappresentato come tale; e gli Elliot, mostrati in opposizione ai primi, vengono disegnati come più poveri, più rozzi, più veri e sinceri. È sicuramente un interessante metodo di impostazione delle personalità dei vari personaggi, e di tutte le faide e le difficoltà che (ça va sans dire) le loro differenze potranno generare.

Tutti nascondono qualcosa, nessuno può fidarsi di nessuno. Questo concetto, piuttosto banale e che sa di già sentito, soprattutto nei prodotti etichettati come “crime” o “thriller”, viene ulteriormente sottolineato nel momento in cui Bill Douglas si rivolge agli altri personaggi per cercare di capire chi abbia ucciso Lee: l’uomo continua a ripetere “è stato uno di noi”, ciò giustificherebbe l’originario titolo della miniserie (“One of us”) e, probabilmente, anche il contenuto delle putate successive.

Un altro grande punto di domanda che andrà risolto nei prossimi episodi, sarà sicuramente quello riguardante la motivazione per cui Lee abbia deciso di voler uccidere anche tutti gli altri membri delle famiglie, oltre a capire tutto quello che effettivamente si cela dietro a questi personaggi così ambigui e misteriosi.

Gaia Antonini

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