Origine: Italia 2019

Produzione: Indigo Film

Regia: Gianluca Maria Tavarelli

Soggetto e Sceneggiatura: Lisa Nur Sultan in collaborazione con Gianluca Maria Tavarelli

Interpreti: Alessandro Preziosi, Greta Scarano, Fiorenza Pieri, Paolo Briguglia, Claudia Potenza, Duccio Camerini, Simone Colombari, Riccardo De Rinaldis Santorelli, Stefano Fregni, Alessio Piazza, Diego Verdegiglio, Elia Schilton, Asmaa Bourzama, Matteo Martari, Valentina Carnelutti, Alessandro Tedeschi.

Distribuzione:  Mediaset RTI

Durata: 100 minuti (puntata) –  tre puntate

Uscita: 17 febbraio 2019/3 marzo 2019 Canale 5

 

PRIMA PUNTATA

Una giovane donna sta pagaiando con la canoa sulle acque di un grande fiume mentre un uomo adulto e di bell’aspetto corre al parco. L’occhio della macchina da presa si solleva e svela il luogo dove vivono i due personaggi: la città di Torino contemporanea.

La giovane donna è Laura, un’insegnante di liceo che ha appena terminato una relazione sentimentale con un caro amico di nome Tommaso. L’uomo di bella presenza è Andrea, un importante cardiochirurgo che lavora in ospedale, assieme a Caterina la sorella di Laura,  ed è padre di Luca, un diciassettenne che frequenta la scuola dove insegna Laura.

Un giorno Andrea accompagna il figlio a scuola ed incontra Laura: dopo uno scambio di battute, le chiede di uscire per trascorrere una serata informale e continuare la loro conversazione.

La lezione che quel giorno Laura tiene alla classe suona come un presagio di quanto accadrà più avanti: si parla dell’incontro di Dante con i falsari e tra questi quelli di parola, ovvero i bugiardi, e si cita l’episodio della moglie di Putifarre che aveva accusato Giuseppe di violenza mentre per la Bibbia e per Dante il fatto non era vero. Terminata la lezione, Laura ripensa all’invito di Andrea e chiede consiglio alla sorella Caterina che conosce bene il medico e la sprona ad accettare senza indugi. L’interesse a trascorrere del tempo insieme è comune ad entrambi, così, dopo uno scambio di messaggi al cellulare, i due si accordano per vedersi a cena.

Andrea decide di stupire Laura con una  prenotazione studiata in ogni dettaglio: un ristorante elegante del centro, un tavolo con una splendida vista sulla città e dell’ottimo vino per brindare all’incontro. Durante la serata, la sintonia tra i due appare perfetta e  si potrebbe pensare  che dopo cena ci sia stata una notte di intimità.

Al risveglio però, Laura è da sola e appare confusa e sconvolta. Così cerca il conforto della sorella e le racconta l’accaduto. Le dice che con Andrea c’è stata la cena, l’invito a salire in casa per aspettare il taxi, il bacio ma che successivamente per lei non c’è stato il consenso ad un rapporto intimo e che quindi vuole denunciare l’uomo per stupro.

Per la sorella tutta la vicenda sembra assurda: infatti, fatica a credere che lo stimato collega possa aver fatto volutamente del male a Laura ma, nonostante le perplessità, si schiera dalla parte di Laura, la accompagna in Pronto Soccorso e alla polizia per denunciare il fatto.

A questo punto, Andrea viene interrogato dalla polizia e la sua deposizione risulta essere però contraria rispetto al racconto fatto da Laura, perché narra di un rapporto intimo consenziente tra i due adulti. L’uomo si sente perciò ingiustamente accusato e crede di vivere in un incubo fatto di bugie raccontate a suo danno dalla donna.

La prima puntata si chiude lasciando aperta ogni possibile interpretazione su chi dei due stia realmente mentendo.

SECONDA PUNTATA

La città lentamente si sveglia e il sonno di Laura appare agitato da incubi. Al contrario, nella routine quotidiana del mattino, Andrea sembra tranquillo e, prima di andare al lavoro, riceve la visita del sig. Ferraro, un preside che anni prima era stato accusato di molestie dalla stessa Laura. Il preside propone al medico un’alleanza tra uomini secondo lui messi ingiustamente alla gogna dalla medesima donna e per smascherarla si offre per andare a deporre contro di lei.

Davanti ai poliziotti il sig. Ferraro afferma che Laura Nardini è una persona instabile, una mitomane che passa il tempo ad infangare gli uomini per bene che lavorano tutto il giorno. Ma il sig. Ferraro in realtà mente e con Andrea si lascia andare a pesanti discorsi maschilisti contro le donne e contro Laura che smentiscono l’onestà delle sue parole anche per lo stesso Andrea.

A seguito di quella  deposizione e a causa delle scarse prove a carico del noto medico, la procura decide di non proseguire nel caso. Solo l’ispettore, una donna, prende a cuore la vicenda di Laura perché pensa che Andrea sia un uomo senza umanità, con alle spalle il suicidio della moglie, e che sia un individuo molto pericoloso da tenere lontano.

Intanto, la vita di Laura prosegue con difficoltà: la voce dello stupro arriva anche tra i banchi di scuola dove a farne le spese è Luca, il figlio di Andrea, che viene bullizzato dai compagni.

Come se non bastasse, Marika, la ragazza di Luca, ha un malore a scuola e viene portata da Laura in ospedale dove incontra Andrea. Qui si scopre che la giovane ha voluto interrompere una gravidanza e ha preso delle pillole di nascosto. I genitori non devono però saperne nulla e così Marika chiede a Laura e ad Andrea di mentire sull’accaduto; in questa occasione, e per il bene della minorenne, entrambi mentono dicendo la stessa versione dei fatti.

Nonostante l’episodio, Laura vede comunque Andrea come un uomo senza umanità e più avanti, dopo essersi accorta che è entrato di nascosto in casa sua, lo riconosce anche come un individuo molto pericoloso. Così decide di agire per trovare le prove che lo possano incastrare. Per ottenerle scava nel passato dell’uomo e si reca a Roma dove incontra la madre di Maria, la ex moglie del medico, ma l’anziana donna, con molta fermezza, difende il genero da ogni accusa e lo fa per amore del nipote Luca.

In seguito, Laura parla con Carola, la migliore amica di Maria, e scopre che anche lei nel passato aveva subito violenza da Andrea e che la confessione di quel gesto aveva contribuito  alla depressione e al suicidio di Maria.

Ora Laura ha la prova che Andrea non è un uomo per bene, ma che al contrario è uno spietato manipolatore che ha distrutto la moglie Maria e che ha ingannato e violentato altre donne. L’unico modo per fermarlo è denunciarlo alla polizia, Carola sembra intenzionata a procedere assieme a Laura ma alla fine rinuncia per salvaguardare la vita di Luca.

Nel mentre Andrea ha in mente una preda difficile da ottenere: l’ispettore di polizia. Dopo un chiaro rifiuto da parte della donna, l’uomo decide di agire di nascosto a suo danno: ne studia le abitudini, si reca nel suo appartamento, mette il ghp, la droga dello stupro, in una bevanda e poi – mentre la donna dorme – la violenta. Agli occhi dello spettatore, Andrea ora è un mostro capace di ogni atrocità che si nasconde dietro l’apparenza di una vita per bene.

Laura ha però intenzione di incastrarlo e così si procura con l’aiuto di Tommaso, un amico poliziotto, una fiala di ghp. I due si incontrano sulla riva del fiume Po e la seconda puntata si chiude senza svelare cosa Laura abbia in mente di fare con quella fiala di droga.

TERZA E ULTIMA PUNTATA

La terza puntata si apre in riva al fiume Po, qui Laura confessa la sua paura a Tommaso e poi dice di voler far avanzare le indagini incastrando Andrea con una fiala di ghp da nascondere nel suo armadietto in ospedale. Secondo Tommaso il piano non può funzionare e in più il medico ha l’appoggio di avvocati molto potenti che farebbero subito saltare tutto. Rimasta sola, Laura prova a mettere in atto un piano alternativo per incastrarlo: così, gli da appuntamento in un locale, gli dice  di voler ritirare la denuncia, si finge ubriaca e con l’inganno lo droga e lo porta in luogo fuori città. Ma anche in questa occasione Andrea riesce ad avere la meglio.

Oltre a Laura, anche l’ispettrice di polizia vuole incastrarlo, l’uomo ormai è braccato. Due mesi dopo, Laura cerca nei social altre notizie su Andrea e scopre che frequenta una nuova donna, una certa Irene, così decide di incontrarla per avvertirla del pericolo a cui sta andando incontro. A sua insaputa, Irene è invece una poliziotta che finge di avere una relazione con lui per poi incastrarlo. Purtroppo però anche questa operazione non va a buon fine.

Laura cerca allora altre prove sull’uomo e pensa che ci possano essere dei filmati delle violenze che Andrea ha nascosto; così con l’aiuto della sorella e di Tommaso riesce ad impossessarsi del suo telefono e scopre che nella casa della anziana madre dell’uomo c’è un capanno dove lui nasconde qualcosa.

Qui infatti, Laura trova una videocamera con i filmati delle donne violentate.

Grazie a queste prove la polizia può finalmente formulare un mandato d’arresto contro  il noto cardiochirurgo Andrea Molinari ma l’uomo è latitante e la tv trasmette la notizia. A questo punto, la polizia cerca di capire se nella scomparsa dell’uomo possa essere coinvolta in un qualche modo Laura che finalmente si è buttata tutto alle spalle.

La terza e ultima puntata si chiude con Laura che torna a pagaiare con la canoa sul fiume Po, poi lo sguardo della macchina da presa si solleva e fa vedere dall’alto il corpo di Andrea, disteso immobile lungo la riva del fiume, ma nessuno sa se quel corpo sia vivo oppure morto.

 I titoli di testa scorrono sulle immagini di Torino attraversata dal grande fiume Po che scorre da sempre, con tutta la sua imponenza, sotto ai ponti della città.

Siamo nella Torino contemporanea, una città moderna, non di grandi dimensioni, dove può essere facile incontrarsi di giorno nei luoghi di lavoro e di sera nei locali.

Siamo in un’epoca, quella dei social network, in cui la reputazione costruita nella vita di tutti i giorni viene influenzata anche dalle relazioni mediate dai social che diffondono velocemente ogni tipo di notizia sia vera che falsa.

La città di Torino non è solo sfondo alla narrazione ma è anche una mappa che interagisce attivamente con le vite dei personaggi: questi ultimi si muovono tra luoghi di lavoro, abitazioni, locali serali, parchi urbani e rive del fiume.

La città è presente dal centro abitato fino alle zone limitrofe dove tutto finisce, dove si perde ogni riferimento e non si trova più nulla.

Le vicende dei personaggi si articolano attorno a questi luoghi urbani e la serie si presenta come un thriller psicologico dove le menzogne oscurano continuamente la verità.

A partire dal racconto incrociato della serata vissuta dai due protagonisti, Andrea (Alessandro Preziosi) e Laura (Greta Scarano), si fanno strada due versioni opposte della medesima vicenda. Da un lato, Laura si sente vittima di uno stupro e vuole smascherare la figura di uno stupratore seriale che si nasconde dietro ai panni di un uomo per bene. Dall’altro Andrea, un uomo stimato per il suo lavoro, che cerca di incolpare la sue vittime di un’assurda persecuzione.

Dapprima i faccia a faccia, poi i sensi di colpa e il sospetto, fino ad arrivare alla crudeltà, così vittima e carnefice mentono a vicenda per scacciare paure e demoni nascosti.

La miniserie affronta un tema di grande attualità, quale è quello delle molestie sessuali e psicologiche e in modo più ampio si avvicina al tema della patologia del narcisismo perverso a causa del quale figure, sia maschili che femminili, divengono spietate con le proprie vittime. Il manipolatore è colui che cattura le sue prede, per poi annientarle e alimentare così il proprio ego per soddisfare un insano senso di potere.

In questo caso, Andrea è il narcisista perverso che ha come preda la donna indipendente e le fa violenza per distruggerla.

Ma Andrea trova in Laura una donna che non si arrende al ruolo di vittima ed è intenzionata a smascherarlo.

Punire i colpevoli di stupro è per Laura un dovere che va oltre ogni paura e difficoltà personale e denunciarli alla polizia è indispensabile affinché non possano più fare male ad altre persone.

Ma se denunciare un abuso non è facile, meno ancora è arrivare alla conclusione della vicenda giudiziaria che ne consegue.

La miniserie punta provocatoriamente lo sguardo sulle difficoltà che hanno le vittime ad arrivare alla soluzione di casi che riguardano vicende di stupro e di abusi. Nel mondo adulto le scelte hanno delle conseguenze ma ci vogliono delle prove per punire qualcuno e la parola della vittima spesso per la giustizia non è sufficiente.

Il titolo Non mentire è spunto allora per una riflessione sugli scenari, spesso contraddittori, e molto attuali, che si possono aprire ogni qualvolta si parli di casi di abusi. La verità e le menzogne sono parole che vengono continuamente dette attorno a vicende di questo tipo.

La miniserie si apre e si chiude con le immagini della protagonista Laura che pagaia sulle acque del fiume e come queste acque scorrono così scorrono gli avvenimenti uno dopo l’altro in un continuo divenire nonostante le bugie che sono state dette. Si tratta di un evidente cliffhanger per consentire l’eventuale realizzazione di una seconda stagione

La miniserie è stata voluta da Daniele Cesarano, direttore di Fiction Mediaset, come adattamento della serie britannica Liar. La riuscita della fiction, diretta da Gianluca Maria Tavarelli, è il risultato di un progetto ben orchestrato tra tensione narrativa, recitazione, cura delle riprese, dell’accompagnamento musicale e del montaggio. Gli ascolti sono passati dai 3.560.000 della prima puntata ai 3.273.000 della terza con uno share che è andato dal 15,50% al 14,10%.

Chiara Bastia