
Regia: Marco Petry
Sceneggiatura: Jane Ainscough, Marco Petry, Hortense Ullrich
Cast: Alexandra Marie Lara, Rurik Gislason, Anna Herrmann, Doga Gurer, Devid Striesow, Kerim Waller e i loro cani Brenda, Gaga, Torsten e Roxy
Durata: 91 minuti
Origine: Germania, 2026
Monaco di Baviera, nel presente. È evidente sin dalle prime immagini del film che i quattro protagonisti della storia non sono in grado di gestire i loro animali domestici. Per scelta loro o di altri sono tutti in partenza per un corso di tre giorni sulle montagne in Tirolo, fiduciosi che Nodon, il leggendario addestratore di cani, possa aiutarli. In gioco c’è il loro futuro: la carriera politica per la candidata al Parlamento (l’antipatica Ursula che cerca di non farsi riconoscere indossando una parrucca), la relazione di coppia per l’arrabbiato Helmut e il nevrotico Ziggy, l’affidamento di Torsten per la dolce e ingenua Babs e infine il matrimonio (e forse altro) per lo scontroso Hakan che è il meno disposto a parlare di sé.
I quattro sono fra loro tanto diversi quanto lo sono i loro cani; ce la faranno a vivere per tre giorni insieme senza internet e senza telefono? È davvero indispensabile fare lunghe passeggiate nella natura per capire i comportamenti dei nostri animali? L’ approccio di Nodon, che parla di rituali celtici e vive in un eremo, non li convince e il nervosismo di tutti aumenta, finché non decideranno di fidarsi uno dell’altro scoprendo che nulla è ciò che sembra.
L’indisciplina dei quadrupedi è spesso sintomo di caos emotivo o di mancanza di comunicazione nelle relazioni umane. Alla fine dei tre giorni sono tutti diversi perché la natura e la vita semplice ha permesso loro di connettersi con il proprio ego, favorendo così anche il rapporto con l’animale. Il messaggio è semplice, ma vero: non servono miracoli o stregonerie celtiche, a volte bisogna solo saper ascoltare se stessi e gli altri.
Mangia prega abbaia si presenta come una commedia divertente, ma risulta un po’ scontata. È evidente sin dai primi minuti che ognuno di loro imparerà, prima della fine del film, ad avere un buon rapporto con il suo cane, così come è ovvio che questo avverrà solo dopo che ciascuno di loro avrà affrontato paure o traumi del passato.
Alcune scene sono tuttavia particolarmente riuscite: quella in cui Nodon esce letteralmente dalle acque come un Dio è sicuramente la migliore. Altre invece sono scontate: i segnali che anticipano una frana sono evidenti, ad esempio, e il ritrovamento di chi ne è rimasto vittima un po’ precipitoso. Inoltre, i personaggi sono eccessivamente caricaturati: la coppia gay che litiga, la donna in carriera che rivendica il diritto di potersi esprimere come i suoi colleghi uomini, la fragilità di chi non riceve amore se non dal suo pelosetto. Tutto sommato però, il film è piacevole, grazie soprattutto alla fotografia, che mette in risalto la splendida cornice naturale delle montagne austriache, e ad alcuni brani della bella colonna sonora.
Il riferimento al noto film Mangia prega ama con Julia Roberts riguarda alla fine solo le tre forme verbali e forse per questo molti appassionati di Netflix saranno stati indotti a sceglierlo, oppure sarà stata la presenza degli animali (bravi forse più degli attori) ad incuriosirli. In ogni caso questo film farà sicuramente venire voglia agli amanti della natura di prendersi una pausa dallo stress cittadino, con o senza cani, e ai più coraggiosi di acquistare un tenero cucciolo.
★★1/2
Claudia Bersani