Regia: Luca Miniero

Sceneggiatura: ispirato alla vita di Eugenia Liguori e da un’idea di Luca Zingaretti, Maurizio Careddu, Cristiana Farina

Cast: Luisa Ranieri, Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Aurora Venosa, Alessandro Tedeschi, Enzo Casertano

Durata: 8 episodi di 50 minuti

Origine: Italia, 2026

Messa in onda: dal 12 gennaio su Rai Uno

 

L’Istituto Tecnico di Caivano, in provincia di Napoli, ha dimenticato di essere una scuola; ci vive solo il custode, che con la moglie ne ha fatto una lavanderia. Da diverso tempo è uno spazio abbandonato, adibito ormai a discarica. Quando Eugenia si propone come Preside, sono in molti a guardarla male, ma con determinazione e pazienza la donna riesce a fare in modo che la scuola possa riaprire a settembre. Con la stessa cura che dimostra verso una piantina che recupera e annaffia tutti i giorni, Eugenia cammina per il quartiere cercando di convincere i giovani a seguire le lezioni. La sua più grande nemica sembra essere Giuliana, detta la Vesuviana, che la osserva da lontano sfidandola; suo figlio non si frequenterà la scuola. Ma Eugenia non si perde d’animo. La donna lavora giorno e notte perché vuole una scuola pulita, ordinata, bella, aperta anche la domenica, e ci riesce malgrado le resistenze di chi la considera una pazza. Il suo approccio è diverso da qualsiasi altro rappresentante scolastico: non c’è tempo da perdere, “Se perdo un minuto, perdo un ragazzo.” Queste sono le parole che dice in apertura del primo episodio, intitolato “A ognuno il suo lavoro”: gli insegnanti a scuola, le famiglie a casa, i ragazzi in classe.

 

Non è solo il caldo torrido ad aver fermato tutto a Caivano; nessuno crede che valga la pena provare a ricostruire e a creare le basi perché i giovani possano crescere lontano dalla strada e dalla criminalità; nessuno, tranne Eugenia Carfora. La sua storia – quella di una Preside fuori dagli schemi che è letteralmente andata porta a porta a cercare gli studenti – ha colpito in modo così intenso Luca Zingaretti e sua moglie Luisa Ranieri che ne hanno voluto subito fare una fiction; lui da coproduttore, lei come splendida attrice protagonista, con un nuovo taglio e colore di capelli che la rende quasi irriconoscibile.

Dal primo giorno in cui è arrivata, Eugenia sa che non sarà facile farsi voler bene, ma di bene ne ha moltissimo da dare, in un modo che sorprende e spiazza: con l’esempio e la dedizione, con tenacia e forza. Eugenia è una presenza forte e paziente, come la colonna sonora della fiction composta da Michele Braga. Gli intervalli musicali – per lo più strumenti a percussione, ma anche estratti di canzoni napoletane che si alternano ai dialoghi in dialetto più o meno stretto e alle immagini dall’alto di un “ghetto” in cui i giovani sono prigionieri – rappresentano benissimo la sua inarrestabile corsa per riportare i giovani là dove dovrebbero essere. Una storia importante, una fiction da vedere anche se non fosse una storia vera.

★★★★

Claudia Bersani