Gran finale per la XX edizione del Cinema di Frontiera: sarà il momento delle premiazioni per tutti i lungometraggi e i corti vincitori.

Nella serata condotta dall’attrice e regista Gisella Calì saranno assegnati tre premi per il concorso dei lungometraggi (miglior film, premio Bcc Pachino e il premio del pubblico). Quest’ultimo è una novità assoluta del Festival: agli spettatori, durante le quattro serate, sono state distribuite delle schede per partecipare alla scelta. Inoltre verranno premiati due cortometraggi: il migliore corto e il premio speciale.

Alle 19,30 si comincerà con la proiezione dell’ultimo film in concorso Papicha (Non conosci Papicha) di Mounia Meddour (Francia/Algeria 2020, 105’). A seguire sarà proiettato il corto Aleunab, sulla strada di casa di Giuseppe Calanna. Dopo le premiazioni e le proiezioni dei cortometraggi vincitori sarà il momento dell’omaggio al critico cinematografico Sebastiano Gesù, a cura del Centro Studi Cinematografici: Elisa Di Dio leggerà “L’arcano Sicilia”. Alle 22 l’evento speciale Safety last (Preferisco l’ascensore) di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor, con Harold Lloyd prodotto in America nel 1923. Un film muto con accompagnamento musicale dell’Ensemble Darshan.

Gli incontri in via Santa Chiara si apriranno alle 18 con Giuseppe Gambina, direttore del Peace Film Festival di Vittori che parlerà della prossima edizione della kermesse con, a seguire, il regista Pasquale Scimeca che presenterà il suo ultimo progetto di scrittura. Alle 19,30 il giornalista Giorgio Ruta presenterà “La guerra del tonno rosso”, inchiesta sulla corsa all’oro nel Mediterraneo.

Sempre in via Santa Chiara, a seguire, saranno proiettati i corti Following life de Il Terzo Segreto di Satira e  il corto spagnolo Saber perder di Sergio Milàn.

Per il focus sull’Iran i corti Muncher di Navid Solati, Raya di Sepideh Beerenji, Reverence di Sogol Rezvani e S di Hamed Aslani.

A Largo Balata alle 21,30 Chet Baker in Italia di Nello Correale. E a seguire Mario e il Mago di Klaus Maria Brandauer, prima visione assoluta del film girato in gran parte a Marzamemi nel 1994 e mai proiettato nelle sale italiane.