
Regia: John Travolta
Sceneggiatura tratta dal libro “Propeller One Way-Night Coach”: John Travolta
Produttori: John Travolta, Amy Laslett, Jason Berger
Case di produzione: JTP Productions, Kids at Play
Distribuzione: Apple TV
Fotografia: Paul de Lumen
Montaggio: Mark J. Marraccini, Adam Varney
Colonna Sonora: Tim Aarons, Alec Puro, Eric Meyers
Apple TV
Ogni sera prima di dormire, Jeff (Clark Shotwell) si perde con la testa fra le stelle, chiedendosi: “chi c’è lassù, negli aeroplani?”. Il piccolo protagonista è curioso e sicuro di sé ed ha la grande passione per il volo. Alla madre Helen (Kelly Eviston-Quinnett), insegnante di recitazione ed attrice aspirante alle luci della ribalta, viene proposto di partecipare ad un film hollywoodiano. L’opportunità diventa immediatamente il pretesto per compiere un viaggio transcontinentale da New York a Los Angeles, il battesimo del volo di Jeff. La traversata sopra gli Stati Uniti viene colorata da simpatici incontri romantici e d’amicizia, soste impreviste ed alcune sorprese, che accompagnano la coppia fino all’atterraggio.
Tratto dal suo stesso romanzo per ragazzi, “Volo quadrimotore notturno” scritto nel 1997, John Travolta debutta alla regia con una favola nostalgica, dove ripercorre un momento estremamente emozionante della sua infanzia: il suo primo viaggio in aereo nel 1962.
Adattato dall’inglese, “Volo notturno per Los Angeles” è in tutto e per tutto un inno al noto amore di Travolta per l’aviazione, accompagnato da nostalgici rimandi a icone della Hollywood classica. Non si tratta solo un film autobiografico ma di un vero e proprio “film di famiglia”. Nel cast è presente la figlia di Travolta, Ella Bleau, che interpreta la dolce assistente di volo Doris, ed hanno alcuni momenti sullo schermo anche le sorelle ed il fratello Ellen, Ann e Joey Travolta, che interpretano ruoli secondari. Inoltre, il libro da cui è tratto è una dedica al figlio Jett, venuto a mancare nel 2009 a soli 16 anni.
Dalle splendide grafiche dei titoli e dalla raffinata colonna sonora, si evince il tentativo di creare un’atmosfera retrò ed accogliente con cui vuole essere raccontata la meraviglia del primo volo vissuto dagli occhi del bambino. Ciò è sufficiente a strappare un sorriso ma è un fondamento abbastanza solido per una narrazione da 61 minuti?
Ad appesantire il ritmo del racconto è anche la voce fuori campo del regista – narratore, che ribadisce spesso in maniera didascalica ciò che lo spettatore sta guardando sullo schermo.
“Propeller One Way-Night Coach”) finisce con l’essere un film con un fiocco rosso in cima, fatto di cura estetica e teneri ricordi che sarebbero potuti essere ampliamente raccontati in un cortometraggio.
★★1/2
Virginia Barbacini

