Festa della Musica. Un concerto lungo trent'anni. Recensione film

 

Regia: Andrea de Rosa, Mirella Paolillo

Interventi: Enrico Rava, Tosca, Malika Ayane, Paolo Fresu, Ezio Bosso, Alan Wurzburger,  Jack Lang , Dario Franceschini, Renato Nicolini, Gianmarco Mazzi, Gaetano Manfredi, Antonio Bassolino, Massimo Pronio, Paolo Masini, Paola Carruba.

Origine: Italia, 2025-12-10 Durata: 55’

Piattaforma: Raiplay

Era il 21 giugno del 1982 quando Jack Lang, all’epoca Ministro della Cultura del governo francese, lanciava la manifestazione dal titolo “Faite de la musique”. L’idea era quella di invitare chiunque facesse musica a scendere in strada ed esibirsi in un concerto diffuso in tutta la Francia. De Rosa e Paolillo ripercorrono la storia di un evento che a distanza di più di trent’anni si ripropone in moltissime nazioni e, in particolare, a Napoli.

La sintesi del pregevole lavoro dei due registi la offrono tre musicisti. Tosca che afferma che non si può ridurre la musica ai numeri degli streaming. Wurzburger (dal cognome germanico ma dal lessico totalmente partenopeo) che ricorda che è necessaria la passione. Enrico Rava che testimonia il piacere che prova quando suona. A loro si aggiunge Paolo Fresu che dichiara che, se non avesse avuto tra le mani una tromba da bambino, forse sarebbe diventato un pastore come il padre.

Grazie ad un’ampia disponibilità di materiali di repertorio alternati alle testimonianze girate ad hoc, ci viene offerta la possibilità di conoscere non solo le origini della manifestazione (con un Jack Lang vivace come al tempo in cui ebbe l’idea) ma come essa si sia radicata nella cultura popolare di innumerevoli città e di tantissime nazioni. Napoli non poteva mancare all’appello ed ha risposto da tempo con un’adesione partecipe e attiva.

In tempi di solitudini diffuse, di soggetti hikikomori sempre più statisticamente rilevanti, il mostrare il potere aggregante della musica è già di per sé un’azione che si potrebbe definire, magari utilizzando un termine un po’ desueto ma significativo, benemerita. Se poi si aggiunge che i due giovani registi sanno, con il contributo di Tato Strino e di Giuseppe Tuccillo al montaggio e alla postproduzione, alternare con la giusta misura le testimonianze alle esibizioni si può comprendere come i 55 minuti di durata scorrano anch’essi come una festa in cui veniamo invitati a prendere coscienza del fatto che talvolta idee semplici (e a rischio magari di fallimento come ricorda Lang) possano rispondere ad esigenze profonde degli esseri umani.

★★★1/2

Giancarlo Zappoli