Origine: Lussemburgo, 2019

Produzione: Samsa Film, Artémis Productions

Regia: Christophe Wagner

Soggetto e sceneggiatura: Thierry Faber, Eric Lamhène, Christophe Wagner

Interpreti: Luc Schiltz (Luc Capitani), Sophie Mousel (Elsa Ley), Claude de Demo (Nadine Kinsch), Joe Dannenwald (Joe Mores), Jil Devresse (Jenny/Tanja Mores), Jules Werner (Mick Engel), Raoul Schlechter (Rob Berens), Brigitte Urhausen (Carla Pereira/Sofia Santos), Luc Feit (Usch Trierweiler), Konstantin Rommelfangen (Steve Weis), Julie Kieffer (Manon Boever), Esther Gaspart Michels (Léa Holmes), Marc Limpach (Gérard Gaspard), Max Gindorff (Kowalska), Timo Wagner (Frank), Désirée Nosbusch (Diane Bonifas), Roland Gelhausen (Jim Boever)

Distribuzione: RTL Télé Lëtzebuerg e Netflix

Durata: 12 episodi di circa 27 minuti l’uno

Uscita: disponibile su Netflix da febbraio 2021 (v.m. 14 anni)

Trama

STAGIONE 1

EPISODIO 1 “Ehi tu, lassù”

È il 7 luglio, l’episodio si apre sulla visione di un cantiere nel quale intravediamo delle scarpe sommerse dalla terra, sul luogo sono presenti numerosi agenti della polizia. Luc Capitani, un agente della polizia giudiziaria, sta spiando la scena da lontano con un binocolo e, poco dopo, si allontana in macchina. Arrivato a Oesling, riceve una telefonata: è l’ufficio, gli chiedono di andare a Manscheid (luogo dal quale se ne era appena andato) per indagare su un cadavere da poco rilevato. Luc torna indietro e raggiunge il posto indicato dal suo ufficio, ma quello che vediamo non è lo stesso luogo di prima: Luc ora è in un bosco e viene diretto verso quello che è il cadavere di una ragazza di 15 anni.

Nella scuola superiore un professore (Rob Berens), il padrigno di Tanja e Jenny, comunica alla madre (Nadine Kinsch), nonché sua moglie, che le sue figlie non sono presenti a scuola. Il cadavere scopriamo essere quello di Jenny Engel, una delle due ragazze assenti da scuola. La scientifica trova nella giacca della ragazza defunta delle pillole, Luc ipotizza un suicidio. Nel bosco si sentono dei rumori e Luc vede una figura vestita in abiti militari scappare, inizia ad inseguirla insieme a Elsa Ley (una giovane poliziotta) ma lo sconosciuto riesce a fuggire.

Intanto la madre di Jenny, travolta da un brutto presentimento, raggiunge il bosco inseguendo un’ambulanza che stava andando in quella direzione. Arrivata a destinazione viene a conoscenza della tragedia, la ragazza viene identificata dal padrigno: Jenny si differenzia da Tanja per un tatuaggio sulla spalla sinistra, rappresentante due gemelle all’interno di un cuore.

La polizia dichiara la scomparsa di Tanja, la sorella gemella di Jenny. Nadine viene ricoverata all’ospedale: la notizia della morte della figlia le ha causato un collasso. Il prete del paese di Manscheid, insieme a Usch Trierweiler (il “matto del villaggio”), la raggiunge per pregare, arriva a confortarla anche Mick Engel, il padre delle ragazze.

Luc, non abitando a Manscheid, prende una camera all’albergo del paese. Da dietro la reception, la proprietaria origlia e sembra riconoscere il nome dell’uomo. Intanto, nei boschi, Mick inizia a cercare Tanja con l’aiuto dei compaesani. Nell’ultima inquadratura dell’episodio vediamo Rob morto impiccato.

EPISODIO 2 “Nella corona scura del bosco”

8 luglio, secondo giorno di indagini. Carla Pereira, la proprietaria dell’albergo (che ora ha cambiato nome e si chiama Sofia Santos), si mostra a Luc: i due si conoscono, non si vedevano da 15 anni, lei è fuggita da lui e non si è mai più fatta trovare, fino ad oggi.

Luc e Elsa si dirigono a casa di Rob per analizzare il corpo, poi si recano in ospedale per avvisare Nadine dell’accaduto. Dopo averla informata, iniziano ad interrogarla: ammette che i rapporti con suo marito non andavano bene da tempo. Luc e Elsa si dirigono poi alla scuola superiore per interrogare Léa Holmes, la migliore amica delle due sorelle. Léa confessa che Jenny aveva saltato spesso le lezioni nell’ultimo periodo, e che la madre la spiava.

Il prete si reca a casa di Mick, il quale pensa che Rob si sia suicidato perché coinvolto con la morte di Jenny e la scomparsa di Tanja.

Elsa, a scuola, ispeziona gli armadietti di Jenny e di Rob, in quest’ultimo vede delle foto, dei libri e un paio di occhiali. Luc, nonostante fosse riluttante all’idea, è costretto a tenere una conferenza stampa per chiarire l’avanzamento delle indagini ai giornalisti.

Durante le ricerche di Tanja nel bosco, i cittadini trovano un paio di occhiali, gli stessi inquadrati poco prima nell’armadietto, che sembrano appartenere a Rob.

Luc riceve una telefonata dal medico che si sta occupando dell’autopsia di Jenny: il referto tossicologico mostra la presenza di droghe sintetiche nel sangue della ragazza, ma si esclude che esse possano aver causato un’overdose. Sul corpo sono presenti anche dei graffi, inoltre la sua gamba destra è lussata (probabilmente Jenny è caduta).

Elsa torna a scuola, controlla nuovamente l’armadietto di Rob: gli occhiali sono spariti, nella stanza è però presente una telecamera. Nadine rovista nella borsa da lavoro del marito defunto e trova il porta occhiali vuoto.

EPISODIO 3 “Dall’infanzia, dall’infanzia”

9 luglio, terzo giorno d’indagini. Luc e Elsa si dirigono a casa della madre di Rob, che rivela loro di non aver mai sopportato Nadine e che tra i due coniugi le cose non andavano molto bene da tempo, parla anche delle recenti lamentele che faceva suo figlio nei confronti delle due gemelle, soprattutto per quanto riguarda Jenny.

Il preside si rifiuta di dare ad Elsa i video delle telecamere della scuola, lei lo minaccia dicendo che avrebbe chiamato il procuratore. Elsa se ne va e lascia Joe Mores, un suo collega, con il preside; appena uscita dalla scuola chiama Joe fingendo di essere il procuratore, lui sta al gioco.

Elsa va dalla ginecologa insieme al suo ragazzo, Steve Weiss (un militare che si è proposto, nell’episodio precedente, di aiutare Mick nella ricerca del colpevole), scopriamo che è incinta. Elsa riceve una chiamata da Joe: nelle riprese delle videocamere si vede una donna prendere gli occhiali dall’armadietto di Rob. Ora pero Joe ed Elsa sono nei guai, il preside vuole prendere provvedimenti nei loro confronti. I due giovani poliziotti cercano di chiamare Luc ma non ci riescono: lui si trova ora nel bosco del delitto e non c’è segnale. Luc sta seguendo una traccia: ha trovato dei segnali in legno con delle incisioni che rappresentano diversi animali e sta andando nella direzione che indicano. Nel bosco vede Usch.

Intanto, a scuola, mentre Joe sta facendo credere di essere al telefono con Luc (in realtà c’è Elsa dall’altra parte della conversazione), il preside cede e stampa per loro il registro degli ingressi monitorato dai badge elettronici: alle 10:45, Lydie Rommes (insegnante di spagnolo e moglie del sindaco) è entrata a scuola e ha manomesso l’armadietto.

Elsa riaccompagna Steve al campo militare dove si vive, lui le mostra il progetto della casa dove i due andranno a vivere. Luc, che camminando per il bosco arriva fino al campo militare, vede la coppia baciarsi e più tardi rimprovererà Elsa per essersi allontanata dal lavoro per questioni personali.

Intanto, Nadine e Mick si preparano alla messa per Tanja e Jenny e scopriamo che Nadine tradiva il suo defunto marito con Mick, il suo ex marito.

Luc si scusa con Carla per la reazione del giorno prima, durante il loro primo incontro dopo tempo, lei lo perdona e si propone di andare con lui alla messa.

Nella sacrestia della chiesa, notiamo una composizione di sassi simile a quella che Luc aveva incontrato nel bosco, vicino alla scena del crimine, qualche ora prima. Appena iniziata la messa arriva a sorpresa Tanja, dolorante e completamente sporca di terra.

EPISODIO 4 “Nessun riposo per gli occhi, nessun riposo per il cuore”

10 luglio, quarto giorno di indagini, ore 5:59. Luc sta facendo jogging nel bosco e trova gli operai dell’azienda di Mick tagliare degli alberi. Tanja, a casa, scrive un messaggio a Léa: “devi aiutarmi”. Luc e Elsa arrivano a casa di Tanja per interrogarla sui passati giorni. La ragazza confessa che il giorno della sua scomparsa si era recata in città insieme all’amica Léa per vedere un film e incontrare degli amici. Quando si fece sera, Léa prese il pullman per tornare a casa, Tanja rimase in città per dormire insieme ad un ragazzo conosciuto da poco, del quale non sa né il nome né l’indirizzo di casa. Probabilmente Tanja sta mentendo.

Luc torna al suo ufficio per interrogare la moglie del sindaco, al posto suo trova però il sindaco stesso che ammette di aver chiesto alla moglie di manomettere la scena del crimine per questioni politiche: infatti, egli sarà il sindaco della prossima fusione tra gli undici comuni del nord del Lussemburgo, il suo vice sindaco sarà Mick e per questo ha cercato di far accelerare la risoluzione del caso, per avere il padre operativo al più presto.

Mick si trova a casa della sua amante, Manon Boever, e riceve una chiamata dal sindaco: deve raggiungerlo alla riunione con i rappresentati di altri tre comuni per iniziare la sua campagna politica. Alla riunione, alla quale sono presenti anche Luc e Joe, Mick scredita pubblicamente il sindaco arrabbiandosi per essersi permesso di manomettere le indagini riguardanti le sue figlie. Il sindaco, infatti, aveva anche insinuato che la ragazza defunta fosse stata violentata sessualmente. Mick commenta l’accaduto dicendo che Rommes dovrebbe dimettersi per preservare la fusione comunale e, giocando la cosa a proprio vantaggio, propone di candidarsi come sindaco al suo posto.

Luc si reca al campo militare per parlare con l’ufficiale al comando, il militare all’ingresso del campo contatta il sergente per avere il permesso, il sergente è Steve, il ragazzo di Elsa. Steve si prepara a ricevere Luc e vediamo che manca un bottone dalla sua giacca militare (nel primo episodio Elsa era riuscita a staccare un bottone dalla giacca dell’uomo che stava fuggendo nel bosco). Intanto, Tanja ringrazia Léa per aver mentito rispetto alla serata passata in città e riceve la visita di Tun, il suo fidanzato.

EPISODIO 5 “Gli estranei dovranno accettarlo”

10 luglio, quarto giorno di indagini, ore 13:35. Steve non accetta la richiesta di Luc, egli allora se ne va dicendo che tornerà presto con un mandato. Intanto, Joe sta ispezionando la macchina di Rob e trova le stesse pasticche trovate nella giacca di Jenny. Elsa e Luc interrogano il preside sulla rete di droga che esiste da tempo all’interno della scuola. Il preside confessa che Rob è sempre stato riluttante alle perquisizioni sui professori.

Tanja lascia Tun per stare un po’ sola. Luc interroga Léa perché è convinto che stia mentendo, ma lei non cambia la versione dei fatti. Il padre della ragazza minaccia di chiamare il suo avvocato e avvisare la stampa di quello che sta succedendo con sua figlia.

Mick va in chiesa per incontrare Usch e chiedergli se avesse visto qualcosa dell’assassinio di Jenny, lui risponde “lo specchio è rotto”. Usch, infatti, si trovava nel bosco la sera dell’omicidio ma Mick vuole tacere questa informazione per proteggerlo: i due sono amici da 40 anni e lui è convinto della sua innocenza.

Luc insegue la famiglia Holmes in macchina per scusarsi del suo comportamento troppo aggressivo nei confronti di Léa che subito confessa di aver mentito per fare un favore a Tanja: Léa, quella sera, era a casa con i suoi genitori, non era in città. Léa ammette anche che le due gemelle, ultimamente, erano cambiate: Jenny saltava la scuola e usciva con nuovi amici, i soldati (uno aveva una cotta per la ragazza): Tanja si era isolata e stava peggiorando a scuola.

Elsa riceve il referto dell’autopsia di Jenny: sono state trovate tracce di droga e di sperma, ha un’emorragia vaginale, si ipotizza un possibile stupro. Elsa inizia ad approfondire: nel database della polizia cerca gli uomini incriminati di violenze sessuali, due di loro vivono del paese e il montaggio alternato della sequenza ci mostra che uno dei due è un amico del prete, l’altro è un soldato.

Luc parla con Carla all’hotel: lui è arrivato nel paese di Manscheid e ha accettato il caso anche perché sapeva che l’avrebbe incontrata ma si capisce che i due hanno commesso un errore in passato, per questo lei aveva cambiato improvvisamente vita e nome. I due fanno sesso, la maglietta di Carla è sporca di sangue.

EPISODIO 6 “Così lontano da me, così lontano!”

11 luglio, quinto giorno di indagini, ore 7. Elsa raggiunge il camioncino di Manon, la figlia del panettiere del paese, dal quale vende i prodotti fuori dalla scuola, ma la trova svenuta a terra: la poliziotta si propone di aiutarla ma lei declina sgarbatamente; Elsa si serve da sola prendendo un muffin e una brioche.

Elsa raggiunge Luc in hotel e lo mette al corrente delle sue recenti scoperte circa il soldato accusato di violenze sessuali, i due si dirigono al campo militare. Questa volta, con Elsa presente, riescono a parlare con il maggiore Majerus anche senza avere un mandato. Il maggiore convoca il soldato Kowalska, il ragazzo con precedenti di stupro, ma non permette alla polizia di interrogarlo e subito lo fa allontanare. Il maggiore spiega che il soldato faceva parte dell’Aviazione bielorussa e che tutte le accuse di stupro sono in realtà fasulle.

Mick raggiunge Joe e cerca di corromperlo per farsi dare delle informazioni sulle novità del caso, avvisandolo di fare attenzione a Luc in quanto forestiero. Tanja, intanto, è tornata a scuola ma sta evitando tutti, sia Tun che Léa.

Elsa e Luc decidono di indagare sull’altro sospettato (Gaspard Gerard), incarcerato in passato per violenze sessuali su bambini. Lo raggiungono a casa sua, dove lo vedono caricare il bagagliaio della macchina per partire ma riescono a fermarlo e iniziano ad interrogarlo. Gaspard era un insegnante di francese fino a quando non si innamorò di una sua alunna, dichiara che l’affetto fosse ricambiato ma venne comunque incarcerato: la ragazza aveva 13 anni. Dice di avere un alibi per la notte del 7 luglio: stava giocando a carte con il prete e il panettiere del paese. Luc gli dice di non partire assolutamente per la vacanza che aveva prenotato.

I due poliziotti vanno nel bosco, uno dei segnali che Luc aveva incontrato è stato modificato: originariamente era un cavallo, ma qualcuno lo ha trasformato in unicorno. Luc fa notare ad Elsa che sul pacchetto di pasticche trovato nella macchina di Rob è disegnato lo stesso unicorno. Elsa si reca da Boever, il panettiere, per controllare l’alibi di Gaspard ma qualcosa non torna: Gaspard aveva ammesso che Boever se n’era andato alle 2, il fornaio invece dice di essersi allontanato dalla tresca a mezzanotte, il prete conferma quest’ultima versione.

Luc sta seguendo il sentiero segnato dall’unicorno ma inizia a sentirsi male (sta mangiando il muffin preso da Elsa, probabilmente drogato) e sviene. Tanja è distrutta e va in chiesa per confessarsi, Joe fotografa i nuovi documenti dell’indagine per mandarli a Mick, Gaspard sta buttando via numerosi dvd.

L’episodio termina con un grande colpo di scena: Nadine sta coprendo con del trucco il tatuaggio sulla spalla sinistra di Tanja, che ora capiamo essere in realtà Jenny (l’unica cosa che le distingueva era questo tatuaggio).

EPISODIO 7 “E conosco la sventura e il dolore”

11 luglio, quinto giorno di indagini, ore 16:31. Nel muffin drogato vediamo le stesse pasticche trovate sul cadavere e nella macchina di Rob. Luc continua a seguire il sentiero e trova una cascina con le finestre sbarrate, riesce ad aprirne una e vede al suo interno una sorta di bar con delle bottiglie abbandonate. Poco più avanti nota anche dei segni di gomma sulla terra.

Nadine sbircia per caso sul cellulare di Mick e legge i documenti dell’autopsia inviati da Joe, il quale comunica anche l’ipotesi di Luc che Gerard centri qualcosa con l’omicidio. Nadine chiama subito Mick che, preso dalla rabbia, si reca a casa di Gerard per ammazzarlo. Intanto, Elsa recupera Luc nel bosco per irrompere a casa di Gerard perché il suo alibi non regge, i due riescono ad arrivare in tempo per salvarlo da Mick. Gerard stava bruciando dei cd e degli hard disks. Luc conclude che Gerard sia sicuramente uno stupratore e un pedofilo, ma non per forza l’assassino che stanno cercando.

All’ufficio di Luc arriva Diane Bonifas, funzionaria degli Affari Interni, per parlare con lui. Diane è stata la sua referente in polizia mentre lui era ancora uno stagista, da poco si è trasferita agli Affari Interni. Vuole parlare a Luc di Vincent Da Costa, uno spacciatore che aveva una fitta rete di traffici anche nel paese di Manscheid, scomparso 15 anni fa. Vincent fu ucciso da una pallottola di un’arma appartenente alla polizia, l’assassino fu quindi un poliziotto oppure qualcuno che possedeva un’arma della polizia (tra il 1997 e il 2002 vennero smarrite tre armi della polizia). Entrambi sono a conoscenza del fatto che Luc, nel 2002, anno della scomparsa di Vincent, perse una pistola.

Elsa si reca furtivamente nella base militare per controllare quale delle giacche non avesse un bottone, Steve arriva e la interrompe immediatamente manifestando la sua antipatia per Luc. Elsa vede mancare un bottone dalla giacca del suo ragazzo e glielo fa notare, senza destare sospetti.

Tanja (che in realtà è Jenny) va nel bosco e ha delle allucinazioni: risente le voci della notte dell’omicidio di sua sorella. Elsa manda un messaggio a Steve con la foto del suo bottone, Steve la chiama spiegandole che quel giorno era nel bosco perché la sera prima due soldati erano usciti dalla base per fare baldoria, si era recato lì per vedere cosa fosse successo e per capire se i due centrassero qualcosa ma Steve non vuole dare i nomi dei due soldati ad Elsa. Steve attacca il telefono, è nel bosco, davanti alla cascina, arrivano una ragazza e un militare, i due si dirigono all’interno della casa, Tanja/Jenny li vede nascosta dietro un albero. La ragazza è Manon, è preoccupata per il muffin drogato che per sbaglio aveva mangiato Luc (Manon produceva quei muffin per venderli ai ragazzi del liceo). Steve sta contando dei soldi, e da delle pasticche alla ragazza, Tanja li spia ma viene vista, i due militari la raggiungono, Tanja giura di non dire niente di quanto ha visto.

EPISODIO 8 “Questi magnifici sogni dorati”

12 luglio, sesto giorno di indagini, ore 7:01. La sera precedente, mentre Steve e l’altro soldato rincasavano alla base (i militari non possono uscire dal campo senza permesso), Steve riuscì a non farsi scoprire, il suo amico, responsabile della logistica, invece venne scoperto e punito: il maggiore gli comunica che qualcun altro si occuperà dell’aspetto logistico. L’accadimento irrita molto sia lui che Steve: la sua posizione, infatti, era necessaria per riuscire a completare i traffici di droga senza destare sospetti.

Luc sa che Manon spaccia, lei è molto preoccupata che sorgano delle conseguenze e chiede a Mick di aiutarla a toglierselo di torno, lui rifiuta e lei lo minaccia di raccontare a Nadine quello che il suo marito fa la sera nei boschi.

Intanto, alla base, l’ex soldato assegnato alla logistica cerca di fermare il nuovo carico di droga che devono ricevere ma non ci riesce: l’ordine è già partito. Steve, Frank (il soldato di cui prima) e Kowalska partono per un’uscita segreta volta al ritiro della partita di droga.

Il DNA di Gerard non coincide con lo sperma trovato nel corpo di Jenny. Luc spera che Manon confessi quello che sa sui traffici di droga, ma lei per ora non vuole rivelare nulla. I tre poliziotti si dirigono quindi al panificio per arrestare Boever, il padre di Manon, sperando in questo modo di spronarla a parlare. Elsa spiega a Boever la situazione e lui le rivela che tempo fa aveva istallato un GPS sul furgone di Manon per rintracciarla, ora è nel bosco e Elsa la raggiunge. Manon è sul furgone in mezzo al bosco e si sta drogando, disperata per la sua situazione. All’arrivo della poliziotta la ragazza è ormai in overdose, Elsa la porta via con sé e raggiunge l’ospedale.

Luc riceve una chiamata da Diane, lei gli comunica di aver ricevuto una lista di tutti i piccoli spacciatori che operavano per conto di Da Costa, tra questi appare il nome di Carla Pereira. Luc allora va nella stanza di Carla, scassina la porta e inizia cercare ma non trova nulla. Esce velocemente e la incontra sulle scale, la bacia e fa finta di niente, Carla capisce e si precipita nella sua stanza per controllare che non avesse trovato quello che cercava: la ragazza estrae da un nascondiglio una pistola.

Tanja/Jenny sta origliando una conversazione tra i suoi genitori: il padre dice di essere contento che sia morta Jenny e non Tanja perché la prima era troppo fuori controllo (si drogava), mentre l’altra era più diligente.

EPISODIO 9 “Mi fidavo con tutto il mio cuore”

12 luglio, sesto giorno di indagini, ore 14:02. Luc chiede a Boever se sua figlia frequentasse cattive compagnie e lui risponde di sì e fa il nome di Rob.

Nadine trova un biglietto lasciatole da Rob e, dopo averlo letto, va in camera di Jenny a rovistare ma non trova nulla. Jenny la vede e legge il biglietto nel quale Rob diceva che è stata Jenny a portare Tanja sulla strada della droga. Jenny smentisce tutto dicendo che in realtà è proprio il contrario: Tanja era cambiata, si drogava e voleva imitare Jenny a tutti i costi.

Diane parla con Luc, gli domanda della sua passata frequentazione con Carla (che scopriamo essere stata non una semplice spacciatrice, ma il braccio destro di Da Costa). Diane crede che Luc centri qualcosa con l’assassinio dello spacciatore, Luc dice di aver mentito rispetto alla scomparsa della sua pistola: stava sparando in un bosco con degli amici, era ubriaco, si addormentò e la pistola sparì (nel bosco con lui c’era anche Carla). Poco dopo la sparizione della pistola i due si lasciarono e lei scappò in Portogallo. Diane chiede all’Interpol di indagare su Carla Pereira, gli comunicano però che la ricerca era già stata fatta (qualcuno prima di lei si era informato sulla ragazza) e che ora il suo nome è Sofia Santos e il suo indirizzo è l’albergo Des Amis a Manscheid.

Luc si reca a casa di Nadine per farle delle domande rispetto alla conoscenza tra Rob e Manon, lei non sa nulla ma le mostra il biglietto ritrovato. Luc si confronta con Tanja e lei rivela che Rob aveva comprato un paio di volte molte pasticche da Manon per non fargliele più vendere.

Elsa raggiunge Manon, ancora incosciente, in ospedale. Sbircia nel suo telefono e viene a conoscenza della sua relazione con un certo Petz (soprannome di Mick). Al suo risveglio, la poliziotta le chiede perché vedesse Rob e lei risponde che lui voleva portarle via le pasticche, per proteggere Tanja non Jenny. Manon rivela che Jenny non ha mai preso nulla e che quella a cui vendeva le pasticche era piuttosto Tanja. Elsa informa Luc e lui subito capisce che quella con cui sta parlando non è Tanja ma Jenny (la quale rivela che nessuno sapeva che anche Tanja avesse un tatuaggio identico al suo, perché se lo era fatto da poco). Jenny ha deciso di mentire e prendere il posto di Tanja perché, tra le due, era la più benvoluta dalla sua famiglia e dal paese.

All’ospedale Elsa trova il secondo cellulare di Manon nel quale ci sono numerosi scambi di messaggi con un certo Unicorno. Elsa chiama il numero, risponde la segreteria ma lei riconosce la voce di Frank (il militare amico del suo fidanzato). Elsa comunica a Luc che i capi della rete di spaccio sono i soldati, Luc è costretto a sollevarla dal caso.

Luc si reca la campo militare con un mandato e ispeziona il carico di un camion non ancora scaricato: trova le pasticche con il simbolo dell’unicorno. Luc e il maggiore capiscono che Kowalska centra qualcosa con questi traffici: suo fratello manda la droga dalla Repubblica Ceca e qui lui si occupa di smistarla. Rovistando nei suoi oggetti personali e trovano una fotografia di Jenny.

Joe riceve una mail con al suo interno il motivo del decesso di Tanja: soffocamento e perforazione polmonare, Tanja non morì subito, l’assassino l’ha probabilmente lasciata morire.

EPISODIO 10 “Non sapevo nulla di lacrime e sofferenze”

13 luglio, settimo giorno di indagini, ore 8:17. Diane raggiunge Luc e gli espone i suoi dubbi circa l’innocenza di Carla e nota una forte somiglianza tra la rete di spaccio capitanata da Da Costa e quella dei soldati.

Luc si reca all’azienda di Mick per comunicargli la causa del decesso di quella che lui crede essere Jenny. Mick chiede di fare un’analisi di DNA per vedere se coincide con quello di Usch.

I tre soldati fuggitivi si sono intanto nascosti nella cascina abbandonata e sono preoccupati perché la sera prima non è arrivato il carico che aspettavano.

Luc spiega quanto scoperto a Elsa, anche se ormai non lavora più al caso: Tanja è in realtà Jenny; Rob si è suicidato perché Tanja aveva scoperto le pasticche nella sua macchina e non sapeva che le nascondeva per il suo bene; non c’è stato nessuno stupro perché lo sperma appartiene al ragazzo di Tanja. Luc ammette di aver bisogno di lei per risolvere i restati misteri e confessa anche di non essere arrivato al paese per caso. Carla interrompe la conversazione arrivando nell’ufficio, Luc le chiede se conosca o meno i soldati scappati perché hanno a che fare con un traffico di droga. Lei giura di non appartenere più a quel mondo e gli mostra le ferite che gli hanno inferto sulla schiena i collaboratori di Da Costa dopo la sua morte.

Steve esce furtivamente dalla cascina e raggiunge Mick alla sua azienda: il soldato vuole andare dalla polizia a infangare i suoi colleghi per uscirne pulito, lui infatti non ha mai lasciato tracce. Probabilmente anche Mick ha a che fare con questi traffici perché Steve ha bisogno del suo aiuto.

Luc va a far visita a Manon in ospedale e comincia a farle delle domande circa la rete di droga: scopriamo che lei spacciava per i tre soldati; che i tre soldati la notte dell’omicidio erano nel bosco per spacciare; che stavano dando una partita di droga a un organizzatore di festini che si tenevano nella cascina abbandonata. I festini in questione erano orge.

Jenny rivela a Elsa quello che ha visto qualche notte prima nella cascina e che Steve, e gli altri due soldati tengono lì i soldi che guadagnano dai loro traffici. Elsa si precipita sola alla cascina, Tanja la segue di nascosto. Frank la vede e la punta la pistola addosso. Stanno arrivando alla cascina Joe e Luc, ma anche Steve e Mick.

Diane, all’hotel, rivela a Carla di sapere la sua storia e le chiede di consegnarle Luc. Carla confessa: è stato Luc ad ammazzare Da Costa 15 anni prima. Diane in realtà stava bluffando, non vuole incastrare Luc ma Carla e si dirige all’hotel insieme al suo collaboratore per arrestarla. Irrompono nella sua stanza ma lei non c’è già più. Carla è scappata nel bosco e ha buttato la pistola in uno stagno.

EPISODIO 11 “Il mio petto trabocca della notte più buia”

L’episodio si apre sul sospeso duello tra Elsa e Frank: Elsa riesce a disarmare il soldato e a metterlo a terra. Sul luogo stanno arrivando Steve e Mick, per incastrare i loro collaboratori, e Luc per aiutare Elsa. Elsa, avendo in pugno Frank, inizia a fargli delle domande circa la morte di Jenny ma subito arriva Kowalska che, a sua volta, punta la pistola verso la ragazza. Elsa dice a Kowalska, distrutto per la morte della sua innamorata, che in realtà quella che è stata uccisa non è Jenny ma Tanja, lui non ci crede fino a quando, da dietro un albero, non spunta Jenny confermando la versione della poliziotta. Kowalska è confuso e mentre Frank gli dice di sparare alla poliziotta e di non credere a quello che dicono, lui gli spara uccidendolo e ferisce, con un altro colpo Elsa, dopo di che trascina di forza Jenny e la porta all’interno della cascina. Arrivano Luc, Steve e Mick, quest’ultimo subito si dirige all’interno della cascina, uccide Kowalska e porta via con sé quella che crede essere Tanja. Elsa viene portata via da un’ambulanza, Luc arresta Steve.

Tanja e Mick arrivano in paese ma non appena Usch vede il padre con il fucile inizia ad agitarsi, ripetendo continuamente “di nuovo, di nuovo”. Mick annuncia alla folla che si era radunata intorno a loro che sono stati i soldati ad aver ucciso Jenny.

Diane si intrufola nell’ufficio di Luc e ruba uno degli indizi relativi alla cascina.

Luc va in chiesa e mentre chiacchiera con il prete sente qualcosa di strano nelle parole di Usch (che sta impilando dei sassi così come giorni prima il poliziotto li aveva visti nel bosco). Cerca di decifrare quanto Usch sta cercando di dire “Stan, nel bosco, di notte, Je”: Stan è il soprannome che lui da a Mick.

Diane raggiunge Luc e gli comunica che Carla ha appena lasciato la città. Diane da al poliziotto l’indizio rubato (degli adesivi con un unicorno) dicendogli di averlo trovato nell’appartamento della fuggitiva, facendogli quindi credere che Carla è ancora una spacciatrice.

Mick vede il tatuaggio sulla spalla di Jenny e capisce dello scambio avvenuto, inizia a farle delle domande relative alla notte dell’omicidio e lei gli rivela di aver visto tutto quanto. Poco dopo, la polizia arriva a casa loro e arresta Mick per l’omicidio di Kowalska.

EPISODIO 12 “Tutto è successo in una splendida giornata d’estate”

14 luglio, ottavo giorni di indagini, ore 7:58. Luc sta facendo il check out all’hotel e spiega alla dipendente che Sofia è scappata, e che il suo vero nome è Carla. Lei replica che non è così: Sofia è cresciuta a Manscheid e andava a scuola con suo cognato.

Luc interroga ancora una volta Manon, che confessa la sua relazione con Mick e il suo ruolo nella rete di droga: il padre delle due gemelle era l’organizzatore dei festini nella cascina abbandonata. Manon rivela che, la sera dell’omicidio di Tanja, Mick sparì dalla festa per qualche ora.

Luc è ora in ospedale a visitare Elsa, ancora incosciente, Steve è accanto a lei. Elsa si sveglia e subito rivela quanto è riuscita ad estrapolare da Frank: è stato Steve a rincorrere Tanja quella notte nel bosco. Steve viene subito arrestato e interrogato. Jenny frequentava Kowalska, sapeva dei festini e vi voleva partecipare quella stessa sera ma Steve la intimò di non andare. Jenny arrivò comunque nei pressi della cascina, i tre soldati sentirono un rumore e iniziarono ad inseguirla. Durante la corsa sentirono un urlo, Mick li raggiunse e videro Jenny cadere da una rupe e morire. Mick allontanò il corpo dalla zona della cascina. Il padre delle ragazze, dice Steve, non ha a che fare con i traffici di droga: si occupa solo dei festini. Steve non ha idea di dove sia sparita Tanja in quelle 24 ore.

Mick, sotto consiglio del suo avvocato, confessa di aver spinto sua figlia durante una lite, la spinta l’ha fatta cadere dalla rupe. La rupe di cui parla il padre però è diversa da quella di cui parla Steve.

Luc va da Jenny per chiederle la vera versione dei fatti: lei era nel bosco quella notte, ha sentito Steve convincere suo padre di non chiamare soccorsi per non destare sospetti circa le loro attività illegali; ha anche sentito come tutti pensassero che fosse stata Jenny a morire e non Tanja; ha visto suo padre spostare il corpo morto della sorella e lasciarlo in un altro luogo del bosco, come se nulla fosse accaduto. Ma prima di tutto ciò Jenny aveva visto suo padre nella cascina partecipare all’orgia, la ragazza scappò subito e si nascose dietro un albero (mentre i soldati la stavano inseguendo), la raggiunse Tanja che, sentendosi abbandonata dalla sorella, voleva passare la serata con lei. Le due gemelle iniziarono a discutere, Jenny accusa Tanja di essere cambiata, e di essere un peso per la famiglia, Tanja allora decise di andarsene, Jenny la spintonò dicendole “vai, vai” e facendo ciò la buttò giù dalla rupe, ammazzandola.

Jenny ha preso l’identità di Tanja perché non voleva ammettere quello che aveva fatto, voleva che Tanja continuasse a vivere. Dopo aver scambiato i documenti, Jenny si nascose nel bosco fino al giorno dopo. Il caso è stato finalmente risolto.

La stagione finisce con l’arresto di Luc da parte di Diane: il poliziotto non ha voluto deporre contro Carla.

Recensione

Capitani è una serie lussemburghese che sicuramente non lascia indifferenti e che tratta temi socialmente caldi molto esplicitamente. Nel tranquillo paesino di Manscheid, tutto apparenza e falsi sorrisi, una quindicenne viene trovata morta, nessuno sa nulla ma tutti nascondono qualcosa. Il titolo rimanda al nome del protagonista della storia: Luc Capitani, agente della polizia giudiziaria trovatosi (non troppo per caso) a dover risolvere il mistero della gemella defunta.

È molto interessante notare come una consistente parte della trama giri intorno alla diffidenza dei paesani nei confronti di Capitani: il forestiero, una minaccia non per la preservazione della tranquilla vita degli abitanti, ma un potenziale turbatore dei sottili equilibri fatti di silenzi e corruzioni su cui si sorregge questo piccolo villaggio a nord del Lussemburgo. Ma anche Luc nasconde delle inaspettate verità e un passato turbolento: anche lui viene da un piccolo paese e non dalla grande città, come tutti temevano; la città è, nel microcosmo di Manscheid, sinonimo di pericolo, capace di apportare novità (negative o positive che siano) in un paese che sembra non volersi evolvere, che sembra non voler guardare in faccia alla realtà. L’unica a condurre una vita retta, limpida e sana è Elsa, la giovane poliziotta del paese. Si dimostrerà anche l’unica a non avere pregiudizi nei confronti di Capitani. Credo che la figura di Elsa voglia porsi come metafora della giustizia e della rettitudine, non a caso il suo ruolo è quello di garante della legge disposta a tutto (anche a mettere a rischio la propria vita) pur di trovare la verità, che tutti sembrano voler evitare.

La trama ha dei problemi: ci sono troppi buchi nella sceneggiatura; tante cose vengono buttate un po’ a vanvera nel corso di una narrazione che non sembra riposarsi un attimo, e che nemmeno sembra riflettere sufficientemente su quello che accade; il ritmo è serrato, confuso, ogni scena è piena di informazioni; i personaggi non vengono sviluppati dal punto di vista psicologico ed emotivo, sono piatti, non subiscono inclinazioni comportamentali, non maturano e nemmeno peggiorano. La volontà di rendere questo thriller a tutti i costi intrigante e innovativo ha fatto un po’ perdere di vista la logicità degli eventi… a volte il troppo stroppia.

È però un prodotto sicuramente interessante, non molto originale all’inizio (soprattutto il primo episodio sembra copiato dalla sceneggiatura di Dark), ma pieno di colpi di scena assolutamente inaspettati e abile nel fare ciò che viene richiesto di fare alle serie televisive contemporanee: tenere gli spettatori incollati allo schermo. C’è anche da riconoscere l’abilità degli autori nel riuscire a mascherare egregiamente, fino agli ultimissimi minuti dell’ultimo episodio, le cause della morte di Tanja. Lodabile è anche la capacità di riuscire a spiegare la condizione di chiusura mentale che, ancora oggi, investe molte piccole cittadine e di come spesso, piuttosto che abbandonarci a una brezza di novità, preferiremmo crogiolarci nel nostro bigottismo e fasullo perbenismo. Perché l’altro grande tema su cui Capitani ragiona molto a lungo è una triste verità con la quale tutti noi abbiamo avuto a che fare almeno una volta nella vita: a volte, per quanto vogliamo illuderci di conoscere bene una persona, essa potrebbe rivelarsi qualcosa di assolutamente diverso dall’immagine che ci eravamo costruiti.

Rimangono molti dubbi sulle diverse sottotrame, ma anche sulla risoluzione del mistero concernente la morte di Tanja: come mai avesse un’emorragia vaginale, per esempio (vista l’esclusione quasi certa di uno stupro) o come mai, nei flashback esplicativi della tragedia, la ragazza muoia sul colpo, mentre l’autopsia dichiarava un’agonia di ore ed ore prima dell’effettiva morte. Ho riscontrato altri due “errori” nella narrazione, che mette molta carne al fuoco, che si sforza di essere logica, ma finisce per essere un ammasso confuso di diversi punti di vista senza assolute verità:

  • prima scena, primo episodio, Luc sta osservando da lontano un cantiere popolato da agenti di polizia e intravede delle scarpe sommerse dalla terra (che fanno ben pensare ai resti un cadavere) ma mai più si parlerà di ciò, anzi Luc sosterrà poco dopo che quello era lo stesso posto della scena del delitto protagonista della trama, che però è avvenuto in un bosco
  • la seconda criticità riguarda la figura di Luc (di cui si sa ben poco). Nel primo episodio gli viene affidato il caso dal suo superiore, superiore del quale non sentiremo mai più parlare. Durante il susseguirsi degli episodi, il nostro protagonista sembrerà sempre più libero da qualsiasi logica di dipendenza lavorativa o istituzionale, non parlerà mai a nessuno dei suoi superiori o dell’ente per cui lavora.

Il materiale per continuare con una seconda stagione c’è e le riprese sono già cominciate, spero proprio questi miei dubbi verranno sufficientemente sanati e spero che gli “errori” di cui parlo verranno smentiti da ulteriori sviluppi nei prossimi episodi.

Una curiosità, e un aspetto sicuramente originale, riguarda i titoli degli episodi: ogni titolo corrisponde a un verso del poeta Michel Lentz (compositore dell’inno nazionale lussemburghese).

Capitani è la prima serie lussemburghese crime, nonché il primo prodotto seriale del paese ad approdare sulla piattaforma streaming di Netflix. La sua trasmissione su RTL Télé Lëtzebuerg venne fruita dal 29% della popolazione del Lussemburgo: un dato sicuramente incoraggiante per i produttori. Su Netflix, almeno in Italia, passò un po’ inosservata ed è un peccato perché, per gli appassionati del genere, è veramente qualcosa da non lasciarsi scappare. Inoltre, la fruizione ben si adatta alla pratica contemporanea del binge watching.

Gaia Antonini