Regia: François Uzon

Sceneggiatura: François Uzon, Emma Cascales e Anne-Lise Rivoire

Cast: Alexandre Kominek, Laurence Arné, Fred Testot, Mathilde Seigner, Joséphine de Meaux, Sabrina Ouazani, Gustave Kervern, Bérangère McNeese, Leslie Medina, Jean-Claude Muaka

Durata: 8 episodi di 30 minuti

Origine: Francia, 2026

Messa in onda: dal 23 aprile Netflix

 

Eddy ha un ricordo bruttissimo della scuola, non ci tornerebbe per nulla al mondo, ma l’alternativa è finire in carcere, così – suo malgrado – accetta l’incarico di supplente di matematica al Liceo di Lylle, dove ha tre settimane per aiutare la polizia a scovare il figlio di un importante trafficante. Eddy è un genio con i numeri, ma non ha nessun talento pedagogico-didattico e i suoi modi con gli allievi sono quantomeno discutibili: anche se ci sono colleghi che condividono la sua linea, usare lo stesso linguaggio dei giovani non è probabilmente la linea migliore, e soprattutto non lo è fare a botte con gli studenti. Finito in Direzione già il primo giorno, scopre che la preside è una sua vecchia amica che, conoscendolo molto bene, non ha nessuna voglia di averlo nella sua scuola. La copertura salta, ma una bugia fa sì che Eddy possa restare a scuola.

 Veloce, dinamica, con un montaggio originale, Bocciato è la nuova serie di François Uzon, il creatore di tre stagioni della serie Lupin, e con questo già avremmo detto molto. Presentata al festival “Series Mania” piace perché, al di là della tematica investigativa che la percorre, ha innanzitutto ritmo, e poi un taglio realistico e ironico insieme.

In un periodo in cui la scuola è al centro di molti studi e molte fiction in tutta Europa, Bocciato risponde a diverse esigenze e può quindi attirare diversi tipi di spettatori; fra questi sicuramente i molti “prof” che a scuola non stanno più bene, e non solo per la difficoltà di gestire le classi. Miriadi di progetti che sono solo acronimi, padri e madri che diventano genitori 1 e 2 sono solo due esempi di cosa sia diventata oggi la scuola.

Eddy per farsi ascoltare in aula utilizza un linguaggio diverso, esce dagli schemi, dice cose vere che sembrano assurdità e così attira l’attenzione, ma il suo scopo è trovare il figlio del trafficante e la polizia gli sta sul collo. Sono le due anime (così lontane) della serie a renderla forse molto interessante e piacevole, anche per una discussione in classe.

★★★★

Claudia Bersani