
VENEZIA 83 – CONCORSO
Succederà questa notte, di Nanni Moretti
È un film sui legami più profondi, quelli fra genitori e figli, ma è anche, e soprattutto, un film sull’amore in tante e svariate forme. Un invito a esprimere i propri sentimenti e a lasciarsi sorprendere dalla vita, contenuto nella dichiarazione di Matteo (Louis Garrell) a Greta (Jasmine Trinca): “Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?”
Ispirato da una serie di racconti dello scrittore israeliano Nevo Eshkol, pubblicati con il titolo Legami, Nanni Moretti scrive insieme a Valia Santella e Francesca Pontremoli la sceneggiatura del suo ultimo film che segna il ritorno alla Mostra di Venezia dopo 37 anni.
Una sceneggiatura solida, dice Moretti incontrando i giornalisti, in cui riesce a collegare i personaggi, i dialoghi, le atmosfere dei brevi racconti di Eshkol in un’unica grande storia d’amore, attorno alla quale ne ruotano altre, che da questa dipendono o a essa sono collegate. Da una parte un sentimento che sopravvive a quasi due decenni, a eventi familiari e decisioni professionali; dall’altra legami profondi che ci accompagnano per tutta la vita.
Greta si allontana dalla festa del suo matrimonio per giocare (e vincere) un game su un campo da tennis contro Matteo, che sta giocando come tutte le settimane con un amico. Pochi minuti che determinano il loro futuro. Si incontreranno ancora: una volta a Parigi, mentre lei sta cercando disperatamente sua figlia, anni dopo in un bar, dove resteranno a chiacchierare a lungo, e poi ancora.
Jasmine Trinca e Louis Garrel riescono a trasmetterci la forza di un sentimento d’amore che sopravvive malgrado le interferenze, anche culturali, di due grandi famiglie.
“L’amore è un mistero” dice il padre di Matteo (Hippolyte Girardot) al figlio, avendola vissuta intensamente fino alla fine. Sua madre, Agnese (Angela Finocchiaro), non ha peli sulla lingua, ma resta vicina cucinando per tutti, anche quando perde il contatto con la realtà. Il papà di Greta (Nanni Moretti) le è sempre vicino nei momenti più difficili. Per la figlia adolescente Greta dimostra infinita pazienza, sentendosi in colpa di averla trascurata quando era piccola. Infine, per esaudire un desiderio, Matteo ha accompagnato suo padre in fin di vita a San Sebastian, al concerto di Bruce Springsteen, dove insieme hanno cantato Hungry Hearts, il bisogno interiore e irrefrenabile di libertà e vita.
Senza svelare di più, invitiamo alla lettura dei racconti e poi alla visione del film, perché le due forme artistiche – abbracciando uno spazio geografico complementare – riescono a trasmettere l’universalità di un messaggio fondamentale per le generazioni future: continuare a sperare che prima o poi ciò che si desidera avverrà.
È un film corale e intenso, poetico e musicale, leggero e profondo insieme. Si sorride, si riflette, ci si riconosce. La citazione che apre uno dei racconti di Eshkol trasposto sullo schermo è di Bruce Lee: “Sii come l’acqua che si fa strada attraverso le fessure, non forzare ma adattati all’oggetto e troverai un modo per aggirarlo e attraversarlo, se nulla dentro di te rimane rigido le cose esteriori si riveleranno, sii informe, senza limiti, come l’acqua …”
★★★★
Claudia Bersani

