
Regia: Stefano Lodovichi
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Lorenzo Bagnatori
Genere: drammatico, storico, noir
Cast: Pietro Castellitto, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Giulia Michelini, Edoardo Pesce, Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Fabrizio Ferracane
Durata: 116’
Origine: Italia
Anno: 2025
Piattaforma: Netflix
Toni è un artista spudorato e incosciente che vuole cercare fortuna e si trasferisce a Roma coi suoi due migliori amici, Vittorio il prete e Fabio l’operaio. L’inizio “da barzelletta” si tramuta fin da subito in una scalata al successo che per ognuno dei tre amici avrà un esito importante e letale. Poco dopo essere arrivato nella capitale Toni conosce Donata, una gallerista con cui inizia una relazione sentimentale e, grazie a lei, scopre il proprio talento da falsario. Le sue abilità lo portano a confrontarsi con diversi fronti dell’epoca, creandosi amicizie e nemici tra la malavita, le BR e il governo stesso, in un’escalation che non perdona mentre risuona il quesito su cui si incentra tutta la storia: per arrivare dove vuoi arrivare, cosa sei disposto a fare? Quanto sei disposto a sacrificare per far sì che i tuoi sogni diventino realtà?
Liberamente ispirato al libro Il falsario di Stato di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, il film racconta in modo romanzato le vicende di un personaggio realmente esistito, ovvero il falsario Tony Chichiarelli, vissuto a Roma negli anni ’70 e la cui storia ricalca abbastanza fedelmente il ritratto falsamente ispirato alla sua vita, almeno negli eventi principali per cui è ricordato. Che si tratti di fatti realmente accaduti, rende la trama ancora più interessante, dando maggiore spessore a un personaggio che già di per sé funziona. Ottima interpretazione da parte di Pietro Castellitto, che dà a Toni il proprio tocco ingenuo e ambiguo, restituendo così un personaggio a cui ci si affeziona nonostante si infili in situazioni sempre più rischiose.
L’ironia iniziale muta rapidamente anche se un filo comico tende ad attraversare l’intera pellicola, ma da metà film in poi il tono cambia drasticamente e iniziano a susseguirsi una serie di avvenimenti che portano il protagonista a trovarsi invischiato in una situazione molto più grande di lui. Quello che era cominciato come una serie di piccoli favori, diventa una rete in cui Toni rischia di soffocare.
Il film restituisce uno spaccato di vita durante uno dei periodi più complessi della storia italiana e lo fa con un’accuratezza storica non tipica della piattaforma Netflix, che di solito si ferma a osservare i fatti in modo più superficiale. La cura estetica, soprattutto nelle scenografie e nei costumi, ben riflette l’epoca di ambientazione, dando maggior contesto al personaggio e permettendo allo spettatore un’immersione reale all’interno della storia.
L’ottima scelta di cast contribuisce ulteriormente a coinvolgere il pubblico e gli snodi narrativi riescono a sviluppare la trama in modo lineare ma non scontato, accompagnando la salita e discesa del protagonista con trovate interessanti. Anche i dialoghi sono curati e semplici, mentre la voce narrante cade ogni tanto in frasi auliche che però ben si adattano alla narrazione, dandole un tocco letterario.
Il falsario è un film fatto per intrattenere, con una trama semplice, belle musiche e buona fotografia. I toni avventurosi e scanzonati con cui vengono narrati fatti terribili lo rende un prodotto che si distingue dal panorama Netflix, nonostante non se ne distanzi troppo. La storia non è interessante solo per i fatti narrati, storici e non, ma anche per il forte carico emotivo espresso dai rapporti tra i personaggi, in costante bilico tra fiducia e abbandono.
Isabella Corsini
Voto : ★★★