Regia: Sergio Rubini

Sceneggiatura: Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini

Cast: Leonardo Maltese, Alessio Boni,  Cristiano Caccamo, Giusy Buscemi, Valentina Cervi, Fausto Russo Alesi

Durata: 2 episodi per un totale di 245’

Origine : Italia 2024

Messa in onda: Raiuno

Giacomo bambino cresce sotto il diretto controllo del padre conte Monaldo. Lo vediamo affermarsi sul piano della cultura fino a quando deciderà di liberarsi dalle restrizioni lasciando Recanati. Suo compagno e sostenitore sarà Antonio Ranieri al quale viene affidato il ruolo di evocatore della sua vicenda terrena.

Sergio Rubini affronta da regista un soggetto da tempo desiderato e che deve aver richiesto un considerevole lavoro di consulenze letterarie nonché di stesura e revisioni della stessa. Perché ovviamente non poteva dimenticare il successo di pubblico e di critica di <em>Il giovane favoloso</em> diretto dieci anni fa da Mario Martone. Il tempo che la produzione Rai gli mette a disposizione è quasi il doppio rispetto a quello del suo predecessore ma è soprattutto nel taglio di lettura, che sin dalla prima sequenza ci viene proposto, che si può dedurre l’impianto narrativo che si vuole dare all’opera. A Napoli, invasa dal colera, l’amico più caro, Antonio Ranieri, impone a un sacerdote nella notte l’ingresso in chiesa della bara che contiene le spoglie mortali del poeta. Leopardi è considerato un miscredente pericoloso e quindi degno della fossa comune. Ranieri inizia da lì la narrazione della vita dell’amico a partire dall’infanzia in cui il padre lo vuole destinato al sacerdozio.

Le scelte che Rubini compie sono numerose e tutte interessanti. A partire da quella che più avrebbe potuto favorire una lettura pietistica sia dell’opera letteraria che di quella sentimentale di Giacomo. Pur non omettendo segnalazioni sulla sua salute cagionevole Rubini lo priva della cifosi che lo afflisse poco dopo i sedici anni offrendo una lettura dei suoi stati d’animo che lo rende ancor più universale e contemporaneo. A questo aggiunge uno stretto rapporto con il dongiovanni Ranieri che si avvicina a una relazione omosessuale per quanto platonica.

Il suo non è un Leopardi costantemente pervaso dalla malinconia del vivere. Sa accendersi di istinto patriottico anche se poi finirà con l’essere scettico in materia. Nei suoi occhi si legge l’emozione della creazione così come l’illusione dell’amore

.

★★★ 1/2

Giancarlo Zappoli

image_pdfimage_print