Regia: Olivier Rosemberg e Carine Prévot

Sceneggiatura: Olivier Rosemberg e Carine Prévot

Genere: Action comedy

Cast: Rebecca Marder (Rosalie), Zoé Marchal (Kim), Naidra Ayadi (Sofia), Tya Deslauriers (Alex), Pascale Arbillot (Chloé), Jonathan Cohen, François Damiens,

Durata: 8 episodi di 41-55 minuti

Origine: Francia, 2026

Piattaforma: Netflix

 

È prevedibile sin dalle prime scene che le due donne non riusciranno a farla franca, uscendo da un supermercato con due scatole di Barbie nascoste sotto il vestito; ma è un regalo per il compleanno della figlia di un’amica, come si fa ad arrivare a mani vuote? Questo l’incipit. Poi, proseguendo, è chiaro che non sono le uniche due nel quartiere dove vivono ad avere una situazione precaria: il marito di una delle due, ora in prigione, le ha lasciato un debito da saldare. Malgrado lavori in banca, ha 30 euro al giorno per mantenere i suoi due figli. Alex sogna di aprire un salone di bellezza tutto suo, ma per ora ha una sola cliente, una donna che nasconde una profonda tristezza. Sofia rischia di perdere l’affidamento dei suoi figli se non trova il modo di rimettersi in piedi, ripulendo anche l’appartamento dalla muffa.

Prendendo spunto da una simulazione in ufficio, Rosalie arriva a pensare di derubare lei stessa il bancomat della banca dove lavora; non c’è altra soluzione. L’impresa, concepita inizialmente solo con Alex (con la quale riesce a rubare le armi di un malvivente di quartiere), diventerà di gruppo. Sofia, la sua compagna Kim e Chloé (la cliente di Alex) si uniscono una ad una a loro, un po’ per disperazione e un po’ per caso. Travestite da uomini, con la voce camuffata e indossando barbe di colori diversi, riescono incredibilmente a rubare più di tremila euro. La sorpresa, per la polizia che brancola per ora nel buio e per gli spettatori, è grande quando – in chiusura di episodio – si scopre che una delle armi usate per il colpo è un’arma della polizia.

 

Dopo il successo di Family Business e Machos Alfa, Olivier Rosemberg guarda all’universo femminile. Con humor, spregiudicatezza, ironia e insieme a Carine Prévot, rilegge una storia vera della fine degli anni Ottanta, quella di una gang di amiche d’infanzia (denominate Les Amazones), ladre per necessità e disperazione. Dopo sette rapine riuscite in istituti bancari nel sud della Francia, le donne – che si presentavano con parrucche e baffi, vengono catturate ma poi, in sede di processo, qualcuno giustamente solleva le attenuanti.

Amiche e solidali, le cinque protagoniste di questa nuova miniserie sono donne, mogli e madri che nessuno immagina capaci di delinquere. Eppure, la disperazione è tale che, non avendo più nulla da perdere, forse un po’ ingenuamente, pensano di potercela fare. Chi potrebbe mai immaginare d’altronde che dietro le maschere possano esserci cinque donne?

Olivier Rosemberg – che, oltre ad aver scritto la sceneggiatura di Super mále, qui dirige e ha il ruolo di Ezechiel – si prende gioco dell’ottusità maschile, che a volte dilaga in alcuni ambienti, portando alla luce stereotipi e contraddizioni della nostra società.

Ciò che rende avvincente e intrigante la miniserie è proprio l’alternarsi di scene divertenti, quasi comiche, ad altre in cui il dramma e la violenza sono assolutamente realistici.

Il ritmo del montaggio è veloce e originale, quasi sincopato; le inquadrature, alternando i molti punti di vista, giocano con lo spazio mentre la camera accelera o rallenta, oppure si mette davanti e poi dietro, seguendo le scene e gli attori da vicino o dall’alto. E dopo ogni chiusura di episodio è impensabile non voler sapere come ne usciranno.

È facile stare dalla loro parte, perché sono donne costrette a sfidare le convenzioni e ad andare contro la legge. Sono donne disperate, vittime di uomini violenti, intelligenti anche se sicuramente un po’ folli. Ciò che le muove è la voglia di tornare a vivere una vita dignitosa, cercando di garantire un futuro se stesse e ai loro figli. E, sentendosi di nuovo vive, le cinque amiche scoprono anche di potersi innamorare (forse di nuovo). Non mancano quindi neppure le scene romantiche: insomma, una serie spumeggiante e intelligente da non perdere.

 

★★★★ e ½

Claudia Bersani

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