Regia: Michael Lennox (episodi 1, 2, 3), George Kane (episodi 4, 5, 6), Rachna Suri (episodi 7, 8)

Serie creata da: Lisa McGee

Sceneggiatura: Lisa McGee, Tobias Beer, Ava Pickett, Bronagh Taggart

Genere: commedia, thriller

Cast: Roisin Gallagher (Saoirse), Sinéad Keenan (Robyn), Caoilfhionn Dune (Dara), Natasha O’Keeffee (Greta), Darragh Hand (Liam), Emmett J. Scanlan (Owen), Bronagh Gallagher (Booker), Michelle Fairley (Margo)

Durata:8 episodi di 50′ minuti ca.

Origine: Irlanda

Anno: 2026

Piattaforma: Netflix

Primo episodio: La veglia

 

Dara, Robyn, Saoirse e Greta erano compagne di scuola al liceo e amiche inseparabili. Al termine degli studi, la vita è andata avanti e ognuna di loro ha percorso cammini diversi. Dara e Robyn sono rimaste a Belfast, mentre Saoirse vive e lavora a Londra. Dara abita con la madre di cui si occupa in maniera ossessiva. Robyn è sposata, ha una vita agiata scandita dalla cura quotidiana di tre irruenti figli e da appuntamenti dal parrucchiere e dall’estetista. Saoirse ha intrapreso una carriera cinematografica ed è produttrice creativa di una serie poliziesca che non sta prendendo la direzione che lei aveva immaginato. Da vent’anni nessuna di loro ha più avuto alcun contatto con Greta, la quarta componente del gruppetto. Un giorno inaspettatamente, una e-mail le informa della morte di quest’ultima. A mandare il messaggio è una presunta cognata che le prega di venire nella contea di Donegal, dall’altra parte del paese, a dare l’ultimo saluto all’amica.

Dara, Robyn e Saoirse si ritrovano a Belfast e partono in macchina per Knockdara, il paesello dove Greta viveva. Nel lungo viaggio attraverso la campagna irlandese, chiuse nel microcosmo della macchina la conversazione è disinvolta, parlano un po’ di tutto, di Greta, dell’abbigliamento di Saoirse o del suo futuro matrimonio che Robyn sta organizzando a modo suo, saltando da un argomento all’altro quasi stessero facendo una gita di piacere. Quando la macchina cade in panne perché Dara ha sbagliato il carburante, le soccorre Liam che occasionalmente fa il meccanico ma in realtà è poliziotto a Knockdara e Owen, il marito di Greta, è il suo capo, come scopriranno in seguito. Arrivate a notte fonda, approdano in quello che probabilmente è l’unico albergo del paese rimandando la visita in casa di Greta al giorno dopo. Di sera l’albergo si riempie di giovani venuti ad ascoltare musica e ballare. Ricordando le feste a cui partecipavano da ragazze, Dara, Robyn e Saoirse fanno serata anche loro.

L’indomani mattina, ancora annebbiate dai postumi della sbronza, vanno a casa di Greta, una villa dall’aspetto austero e inquietante, dove si trovano davanti un quartetto altrettanto inquietante affacciato in cima alle scale. È la famiglia dell’amica. La madre, il marito, la figlia, il fratello, in fila, silenziosi, severi, le sovrastano intimando loro con un gesto di rimanere silenziose. A disagio dall’insolita accoglienza, le tre donne rivelano di essere state contattate dalla cognata di Greta ed è per questo che sono venute a Knockdara. Accompagnate dal fratello, entrano nella camera dove è posta la bara, chiusa, davanti alla quale non sanno come comportarsi. Improvvisamente appare la figlia di Greta che rivela a Saoirse, rimasta sola nella stanza, che suo padre ha mentito quando sosteneva che la loro amica non parlasse mai di loro. Lo stesso fa con Dara svelandole che Owen, suo padre, non ha alcuna sorella e quindi non esiste nessuna cognata. Nel mentre, spinta dalla curiosità Saoirse cerca di sbirciare nella bara e, socchiudendola, ne fa cadere il coperchio. Il tonfo allerta tutti, ma Saoirse fa in tempo ad accorgersi che sul polso di chi sta nella bara non c’è quel tatuaggio particolare che le accomuna e che ognuna di loro porta sul proprio corpo. Il dubbio che la morte di Greta non sia andata come sembra si fa strada nella mente delle tre donne che, spaventate dall’atteggiamento minaccioso di Owen, scappano inseguite dall’uomo. Nella corsa l’auto esce di strada rovesciandosi e intrappolandole a testa in giù nell’abitacolo. Mentre Owen le osserva accovacciato sulla strada, una donna vestita di bianco esce correndo da un bosco e si avvicina a un fiume. Sul suo polso, il tatuaggio.

Superato l’incipit che è già un segnale, How to Get to Heaven from Belfast suggerirebbe lo sviluppo classico di una storia in cui la morte di un’amica riunisce le altre per l’ultimo saluto con tutto quello che segue in queste situazioni. Ben presto però ci si accorge che la vicenda è ben più articolata. A cominciare dalla descrizione molto accurata delle tre amiche che rivela già quanto siano diverse l’una dall’altra: Dara, introversa, assistenziale, decisamente credente; Robyn, lo stereotipo della madre di famiglia, agiata, sopraffatta dalla cura dei figli, costantemente attenta al suo apparire; Saoirse, caotica e disordinata, porta avanti una brillante carriera di sceneggiatrice. Tre donne, insomma, agli antipodi l’una dall’altra. L’unica di cui non sono poste le basi è Greta. Attorno a loro appaiono uno ad uno, evidenziandone così le caratteristiche, gli altri personaggi chiave della vicenda. La famiglia di Greta, che può essere considerata nel suo insieme tanto sono connesse le dinamiche che la legano, composta dalla madre Margo, imperscrutabile, apparentemente amichevole ma realmente ostile; glaciale e inquietante Owen il marito; Liam, il poliziotto, che oscilla fra il senso del dovere legato alla sua professione e il disorientamento dovuto alla piega che prenderà la vicenda. Nel corso della storia appariranno altri stravaganti ed insoliti personaggi, anch’essi introdotti singolarmente, che avranno il loro peso nello sviluppo degli eventi.

Confrontate alla curiosa presunta morte dell’amica, Dara, Robyn e Saoirse riaprono quei cassetti della memoria che per vent’anni avevano volutamente chiuso, seppellendo un segreto che non hanno mai avuto il coraggio di affrontare. In un’alternanza fra presente e passato, ne riaffiorano i frammenti spingendole a considerare le dinamiche della loro amicizia ma anche del loro rapporto con Greta. La necessità di scoprire la verità diventa impellente. La loro avventurosa indagine sarà punteggiata da situazioni insolite e misteriosi personaggi. A tratti cupa e drammatica, a tratti stravagante e surreale, la serie non manca certo di umorismo rendendola intrigante e godibile.

★★★1/2

Giorgina Gaffurini