HOLLAND

Regia: Mimi Cave

Sceneggiatura: Andrew Sodroski

Genere: thriller

Cast: Nicole Kidman (Nancy Vadergroot); Gael García Bernal (Dave Delgado); Matthew Mcfayden (Fred Vandergroot); Jude Hill (Harry Vandergroot)…

Durata:110′

Origine: USA

Anno: 2025

Piattaforma: Prime video

 

 

Holland è una cittadina del Michigan costruita in tutto e per tutto in stile olandese. Ci sono i mulini a vento, i tulipani fioriti, le case di legno ben allineate lungo la strada principale bordata di alberi. Una cittadina che respira l’ordine, la pulizia, la tranquillità. Qui vive Nancy Vandergroot (Nicole Kidman) con il marito Fred (Matthew Mcfayden) e il figlio tredicenne Harry (Jude Hill). Nancy è una perfetta casalinga che si occupa dell’educazione del figlio, lo porta e lo va a riprendere a scuola, gli insegna che le parolacce non si dicono e tutti i giorni si impegna ad inventare qualcosa di diverso per la cena in famiglia. Fred è oculista, ha il suo studio in città e quando torna a casa la sera, in attesa che sia pronta la cena, gioca con il figlio Harry con cui ha costruito il plastico di una cittadina piuttosto simile a Holland, percorsa da un trenino elettrico. Harry è un ragazzino ben vestito, ben pettinato, bene educato che si scusa se gli scappa una parola che non si dice. Nulla è fuori posto in questa comunità che sembra il posto ideale dove vivere e crescere un figlio. Fino a quando qualcosa inizia a scompigliare l’ordine perfetto. All’ennesimo annuncio di un viaggio di lavoro da parte di Fred, Nancy comincia a sospettare che il marito le nasconda qualcosa e si confida con Dave Delgado (Gael García Bernal), l’insegnante di lavori manuali della scuola dove lei tiene corsi di cucina.

 

La Nancy Vandergroot di Holland non può non ricordarci la protagonista del film La fabbrica delle mogli in cui l’omologazione delle donne in un microcosmo regolamentato si apparenta con la descrizione della vita nella cittadina di Holland. In entrambi i film, le protagoniste hanno alle spalle un passato difficile che le ha spinte ad accettare una prospettiva di vita diversa. Ne La fabbrica delle mogli la brusca interruzione di una brillante carriera senza l’obbiettivo di un rinnovo, in Holland un trascorso problematico dal quale Nancy Vandergroot è uscita sposando Fred che, in quel momento della sua vita, rappresentava il porto sicuro. Un porto sicuro che però, con il passare del tempo, comincia ad incrinarsi. Evidentemente Nancy non si accontenta più e il ruolo omologato di perfetta casalinga le sta stretto. Lo dimostra il fatto che il suo rapporto d’amicizia con Dave Delgado (difficilmente accettato dagli abitanti di Holland perché messicano) è molto più schietto ed aperto che con suo marito e tra le righe si intravede un barlume di attrazione che anima il quotidiano ripetitivo di Nancy.

Mentre la caratterizzazione del personaggio di Fred scorre, in parte, su un unico binario, dipingendo un classico marito da manuale che lavora, si prende cura e mantiene la famiglia, gioca con il figlio, quella di Nancy prende molto presto un’altra direzione. Da moglie inquadrata nel conformismo di una comunità bigotta fatta di feste ricorrenti nelle quali si ammettono solo i balli olandesi (gli altri sono opera del demonio secondo l’osservanza religiosa dei cittadini), di riunioni di ricamo con le altre donne, dell’irrinunciabile Festa dei Tulipani dove Harry sfila nel corteo in costume tradizionale olandese), Nancy, ossessionata dall’idea che suo marito la tradisca, si trasforma e mentalmente si allontana dalle regole della comunità di Holland. La sua visione di Fred cambia così come il loro rapporto di coppia e sottilmente, il tarlo del sospetto si insinua in entrambi declinato sia dall’appena accennato cambiamento degli atteggiamenti di lui così come dagli incubi che tormentano Nancy e che racconta a Dave. A questo punto la narrazione di Holland assume un altro registro e, senza tralasciare la traccia iniziale del sospetto, il film si sposta sui sentimenti nascenti fra Nancy e Dave Delgado attraverso i quali sognano di liberarsi dalla gabbia nella quale si sono rinchiusi nell’iniziale illusione di una vita migliore. Ma questa illusione si sta sgretolando davanti al paradosso della perfezione. L’apparente idilliaco e perfetto stile di vita di una società regolamentata e ordinata è in realtà un inganno dal quale si esce solo rompendo gli schemi.

 

Giorgina Gaffurini

★★★★

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