
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: Alan Fox
Fotografia: Matthew Libatique
Cast: Denzel Washington, Jeffrey Wright, Ilfenesh Hadera, A$AP Rocky, Ice Spice, Dean Winters, John Douglas Thompson, LaChanze, Aubrey Joseph, Elijah Wright.
Durata: 133’
Origine: USA
Anno: 2025
Piattaforma: Apple TV+
New York, David King (Denzel Washington) è un titano dell’industria discografica partito dal nulla, che deve la sua fortuna a un talento straordinario: la capacità di riconoscere un successo mondiale da una singola nota. Tuttavia, la sua etichetta, la Stackin’ Hits, è in declino e King è pronto a rischiare tutto per acquisire la maggioranza della società prima che venga svenduta. Proprio in questo momento cruciale, una telefonata anonima lo gela: suo figlio Trey è stato rapito. King è disposto a pagare immediatamente il riscatto di 17,5 milioni di dollari, ma ben presto scopre che i rapitori hanno commesso un errore fatale. A essere stato prelevato non è Trey, ma Kyle, il figlio di Paul, suo autista e amico d’infanzia. Paul lo implora di usare quel denaro per salvare Kyle, ma David è titubante: versare quella cifra significherebbe sacrificare definitivamente la sua azienda. Inizia così un tormento non solo etico, ma d’immagine: quali sarebbero le devastanti implicazioni mediatiche e sociali se il mondo scoprisse che il grande David King ha preferito il proprio impero alla vita del figlio del suo migliore amico?
Basato sulla sceneggiatura del capolavoro di Akira Kurosawa, Anatomia di un rapimento (a sua volta tratto dal romanzo Due colpi in uno di Ed McBain), il film segue la figura di David King che proprio come Gondo (nell’originale) difendeva l’artigianalità della calzatura nel Giappone del dopoguerra, David King si fa ultimo baluardo di un’industria musicale umana. La sua è una resistenza etica contro l’algoritmo: rifiuta la musica seriale generata dall’Intelligenza Artificiale e contesta ferocemente un sistema in cui il valore di un artista è ridotto alla sua performance sui social media. Il film si configura come un thriller originale in cui il regista mette a nudo i rischi della contemporaneità, dove i legami umani vengono sacrificati sull’altare del profitto e della notorietà. Questo tema emerge con forza nella “fratellanza tradita”: King è l’uomo che ha accettato i compromessi del capitalismo per dominare, mentre Paul è colui che, pur rimanendo fedele ai valori fondamentali, è rimasto socialmente “indietro”. Il rapimento di Kyle agisce da catalizzatore morale, costringendo David a comprendere come la sua scalata al vertice lo abbia reso complice della stessa oppressione che un tempo voleva combattere.
Nonostante il film risulti talvolta meno incisivo rispetto ad altre opere di Lee, vanta sequenze magistrali per scenografia e tempismo del montaggio. Spicca, su tutte, quella della consegna del riscatto: Lee la ambienta all’interno della metropolitana, alternandola al caos festoso e travolgente della Parata del Giorno di Porto Rico lungo la Fifth Avenue.
La firma stilistica del regista emerge nell’uso della musica. La partitura orchestrale di Howard Drossin, supervisionata dallo stesso Lee, non è un semplice sottofondo, ma si intreccia al mix diegetico della parata — tra salsa, reggaeton e batucada eseguita da Eddie Palmieri e la salsa orchestra — per riflettere acusticamente il divario tra l’élite delle case discografiche e il popolo.
A differenza dell’originale, Lee trasforma la distanza di classe di Kurosawa in una distanza culturale. In Highest 2 Lowest, il “Paradiso” non è solo un attico di lusso, ma l’accesso esclusivo al potere mediatico; il conflitto si sposta dal “dove vivi” al “chi rappresenti”. Il messaggio finale è chiaro: non importa quanto in alto arrivino il tuo ufficio o la tua casa; se dimentichi il contesto, gli affetti e le tue origini, la cima è destinata a crollare.
Maria Antonietta Vitiello
★★★