Regia:  Carmine Elia

Sceneggiatura: Mariano Di Nardo, Federico Fava, Antonio Manca, Andrea Valagussa

Cast:  Vittoria Puccini, Antonio Gerardi, Caterina Ferioli, Adriana Savarese, Andrea Verticchio

Durata: 8 episodi da 50’

Origine : Italia 2025

Messa in onda: RaiUno

Napoli a metà ‘800. Maria ha due figlie, Antonia e Carolina, e un marito, Iginio, imbonitore di piazza e uomo violento. Maria sostiene la passione di Antonia per la lirica e vede nella possibilità di superare un provino per andare a cantare  a Milano il futuro della figlia. Il padre però le tiene in una forma di dipendenza assoluta e quando scopre il progetto manda Maria a lavorare in una cava di pietre , obbliga Antonia ai lavori più umili mentre tiene con sé Carolina per vendere finti elisir curativi nella piazze dopo essersi fatto mordere da un serpente devenificato. Carolina, aiuta la sorella a prepararsi grazie a un giovane cantore di cui è innamorata. Il provino viene superato ma possono partire solo Maria e Antonia, ovviamente di nascosto. Carolina cerca di aiutare la sorella facendo mordere il padre dal serpente che ha ancora il veleno ma l’uomo sopravvive. Sarà necessario accoltellarlo e a farlo sarà Carolina. Madre e figlie ora partono per raggiungere Milano e Carolina dovrà lasciare Saverio con cui voleva fuggire per sottrarlo al rischio della castrazione per farlo diventare voce bianca in Vaticano.

È sufficiente leggere la sinossi del pilot di questa serie per rendersi conto che gli elementi classici del feuilleton ottocentesco ci sono tutti già in premessa. Se si aggiunge poi che il carro abitazione va a fuoco a pochi istanti dalla fine dell’episodio cancellando la prova dell’uccisione del padre padrone, il quadro è ancora più ampio.

L’intento era quello di celebrare, come da titolo, il belcanto attraverso tre figure femminili (scritte in sceneggiatura solo da uomini). Proprio l’assenza di una visione al femminile sembra aver spinto la sceneggiatura sul versante dello stereotipo a rilascio sicuro. Così a Napoli si sopravvive imbrogliando e rubando. Il padre sembra un Mangiafuoco privo di cedimenti sentimentali mentre Vittoria Puccini indossa le vesti di un vittima che non vuole cedere completamente a chi la sta vessando. Chi giustifica la visione sin dal primo episodio è Adriana Savarese che fa della sua Carolina un personaggio ricco di sfumature. Ha la passione per la lirica come la sorella (che però vede come preferita dalla madre ama cui non smette di volere bene). È un’abile ladra e sa prendere anche decisioni estreme in favore della madre e della sorella. Quando si trova un’interprete valida per un personaggio che si stacca dal deja vu si è trovata una soluzione per rendere accettabile anche qualche situazione al limite del verosimile. Un esempio: Carolina è capace di fare in modo, quasi fosse una pratica quotidiana, che il serpente che viene esibito dal padre nelle piazze sia o meno velenoso.

Giancarlo Zappoli

★★ 1/2

 

 

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