
Regia: Michele Alahique
Sceneggiatura: Luca Giordano, Filippo Pellegrini, Filippo Gravino, Elisa Dondi, Carlo Boninci
Genere: Drammatico
Cast: Marco Giallini, Adriano Giannini, Valentina Bellè, Pierluigi Gigante, Fabrizio Nardi, Donatella Finocchiaro
Durata: 6 episodi da 50 ‘
Origine: Italia
Anno: 2025
Piattaforma: Netflix
Val di Susa, l’Unità Roma 3 del Reparto mobile attende all’interno di un furgone l’ordine di intervenire contro i manifestanti NO TAV radunati per protestare contro la realizzazione della linea ferroviaria. La situazione è molto tesa e Pietro Fura, il caposquadra viene colpito in modo grave alle spalle da una bomba carta lanciata dai manifestanti. Il comando passa al collega Ivano Valenti detto Mazinga il quale si lancia alla carica incurante delle disposizioni. Nel cuore della notte la pattuglia da lui guidata individua lungo le rive del fiume limitrofo un gruppo di manifestanti e li aggredisce. Cancellate le prove i poliziotti ritornano alla base ma intanto la notizia dei ferimenti si sparge. Giunge, in sostituzione di Fura Michele Nobili, caposquadra a Senigallia e malvisto dai colleghi per un pregresso non esplicitato
La serie costituisce il sequel del film con lo stesso titolo girato da Stefano Sollima nel 2012 e il personaggio di Mazinga interpretato da Marco Giallini costituisce il trait d’union. Dal punto di vista delle scene di azione che occupano la parte iniziale del pilot la regia di Alahique si dimostra all’altezza di quella di Sollima.
Partendo dall’acronimo (che come è noto significa “All Cops Are Bastard”) la descrizione iniziale dei protagonisti, che si vendicano del ferimento del collega, aggredendo un gruppo a quel punto inerme di manifestanti, sembrerebbe aderirvi. I manganelli vengono puliti dalle tracce di sangue e quanto accaduto viene occultato.
Veniamo poi però messi a conoscenza delle loro vite private. Fura ha problemi con la moglie e ne aveva parlato con Mazinga in attesa dell’azione. Marta è separata e non sopporta che l’ex marito mandi regali (pattini da ghiaccio) per accattivarsi la figlia. Poi però è felice che la figlia con quelli indosso volteggi sulla pista. Mazinga ha un figlio (con cui non parla più da tempo). Apprende dalla nuora incinta che ha deciso di dare a chi nascerà non il cognome paterno ma quello della madre.
Il tema principale viene sviluppato grazie all’arrivo di Nobili nei confronti del quale è possibile comprendere subito la diffidenza da parte dei colleghi. La ragione costituisce il cliffhanger (in parte prevedibile) del primo episodio.
Nel complesso il mix tra vote private e funzione pubblica e tra scene di azione anche violenta ed altre più intime viene proposto con un equilibrio a cui si aggiunge la progressione relativa all’impossibilità di tenere nascosto a lungo l’intervento proditorio degli agenti in funzione di vendetta.
★★★
Giancarlo Zappoli

