Prima stagione

Origine: Gran Bretagna 2017

Regia:  Michael Keillor, Kieron Hawkes, Charles Sturridg

Soggetto: dai romanzi omonimi di  Robert Galbraith pseudonimo di J.K. Rowling

Sceneggiatura: Ben Richards, Tom Edge

Interpreti principali: Tom Burke (Cormoran Strike), Holliday Granger (Robin Eliacoth)

Distribuzione: Tom Crime

La serie TV inglese, tratta dal quartetto di romanzi omonimi ad opera di J. K. Rowling (ma scritti sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith), tratta le vicende dell’ex veterano di guerra Cormoran Strike (Tom Burke, l’Athos di The Musketeers), ora diventato un investigatore privato e impegnato a indagare su alcuni casi di omicidio insieme alla sua assistente Robin Ellacott (Holliday Grainger). Nella prima stagione, corrispondente al primo romanzo della serie intitolato Il richiamo del cuculo, tutto ha inizio, come di consueto, da un efferato omicidio: una bellissima modella mulatta, di nome Lula Landry, dopo essere rincasata da una festa, viene trovata riversa sul marciapiede davanti al proprio condominio. Inizialmente, il caso viene archiviato come suicidio, in quanto sembrerebbe che la ragazza si sia buttata volontariamente dal terrazzo del proprio attico al terzo piano. Tuttavia, il fratello adottivo della defunta, John Bristow, avvocato, non crede a questa versione dei fatti, per cui decide di assumere Cormoran Strike, vecchio amico di suo fratello Charlie (anch’egli deceduto tragicamente in un incidente), affinché indaghi un po’ più a fondo sulla faccenda. Il detective (ex soldato congedato per infortunio alla gamba) è assistito da una giovane e attraente donna, Robin, in procinto di sposarsi e trovare un buon posto di lavoro. I due si mettono subito all’opera, e la loro attenzione si concentra su alcune figure che sembrano nascondere qualcosa: lo zio di Lula, Tony Landry (che sembra non vedesse di buon occhio l’adozione della nipote fin dall’inizio), il signor Bestigui, un sadico produttore cinematografico e vicino di casa della vittima, l’ex fidanzato Evan Duffield (un eccentrico musicista) e il fratello naturale di Lula, che questa aveva cercato di contattare prima di morire. Alla fine, grazie all’acume dell’investigatore e all’innato intuito della ragazza, si scoprirà che il colpevole (sia dell’omicidio di Lula sia di quello del fratello anni prima) è proprio John, invidioso delle attenzioni riservate ai suoi fratelli da parte della madre; egli aveva deciso, infatti, di ingaggiare Cormoran solo al fine di trovare il testamento nascosto da Lula, in modo da poterlo modificare ed ereditare l’immensa fortuna destinata (secondo le volontà della defunta) al fratello biologico e non a lui.

Nonostante i cliché tipici (elementi ricorrenti quali il riferimento al passato burrascoso e complesso dello scapestrato protagonista) delle serie TV poliziesche e dei gialli, aventi come protagonisti solitamente un uomo e una donna che iniziano a collaborare quasi per caso e spesso contro voglia (basti pensare, ad esempio, a Castle, con protagonista un ironico e sornione Nathan Fillion), la serie (almeno per ora) è degna di nota più che altro per la sceneggiatura (brillante e anche ironica in certi punti) e la regia; quest’ultima si configura infatti come necessariamente precisa e volta a evidenziare ogni minimo dettaglio, supportata da una fotografia che favorisce la creazione di atmosfere crepuscolari in linea con le tonalità della grigia e nebbiosa Londra nonché con l’esigenza di riflettere a livello primariamente cinematografico la tematica centrale del format, ovvero indagini su omicidi particolarmente efferati.

Un fatto particolarmente curioso è però rappresentato dai nomi dei due investigatori: questi infatti si chiamano come due tipologie di uccelli. Presumibilmente l’autore/autrice del libro sembra voler così suggerire una vicinanza e una certa precoce sintonia tra i due protagonisti anche sotto questo aspetto, che tra l’altro sottolinea ed esprime allegoricamente i caratteri delle rispettive personalità, complementari l’una all’altra (sebbene apparentemente in opposizione): tanto Cormoran è un uomo squattrinato dalla stazza imponente, alto e con le spalle larghe, sempre vestito con un vecchio e lungo cappotto marrone, le cui fattezze richiamano dunque quelle di un cormorano (uccello dei mari di grandi dimensioni, con le piume di colore scuro), quanto Robin è una dolce e paffuta ragazza dai capelli rossi (che richiamano il grazioso uccellino di cui porta il nome, ovvero il pettirosso) e dalla pelle chiara come alabastro.

Tuttavia, la prima stagione si delinea ancora come un prodotto acerbo, quasi un lungo episodio pilota (suddiviso in tre parti) avente la primaria funzione di presentare e descrivere i personaggi in scena e le dinamiche personali che li coinvolgono (senza nessuna particolare sorpresa o introduzione di tematiche pregnanti su cui operare un’eventuale riflessione), lasciando però adeguato spazio anche all’intreccio poliziesco. Questo si rivela oltremodo intricato, in quanto costituito dall’apertura di molteplici “piste” da seguire per il detective ma ad ogni modo sapientemente costruito.

Helena Cairone