Regia: Robert Rodriguez

Soggetto: Robert Rodriguez, Racer Max

Sceneggiatura: Robert Rodriguez, Racer Max

Fotografia: Robert Rodriguez

Cast: Connor Esterson, Everly Carganilla, Zachary Levi, Gina Rodriguez, Billy Magnussen, D.J. Cotrona, Joe Schilling, Solar Dena Bennett, Nicholas Ortiz, Brody Stowers, Jersey Johnston, William Ammerman, Morgan Joy Hawkins, Isaac Garza, Krystle Gutierrez, Patricia Vonne, Neal Kodinsky

Origine: Stati Uniti

Durata: 97′

Anno: 2023

Piattaforma: Netflix

Tony e Patty, nonostante la loro profonda passione per tutto ciò che è elettronico, devono affrontare il diniego da parte dei propri genitori, Nora e Terrence Tango-Torrez. Ciò che loro ignorano è di essere figli dei più grandi agenti segreti al mondo. Una sera i due fratelli diffondono involontariamente, tramite un videogioco, un potente virus informatico che rischia di infettare tutto il mondo. Cercando di risolvere il problema, i loro genitori vengono catturati da un folle programmatore e toccherà ai due bambini salvarli e debellare la minaccia.

La filmografia di Robert Rodriguez si è sempre distinta per una suddivisione in tre filoni, all’apparenza molto distanti l’uno dall’altro. C’è quello filo-tarantiniano, segnato dalla profonda passione per il cinema grindhouse, con film come Dal tramonto all’alba e Machete. Il secondo caratterizzato da un gusto marcatamente pop, individuabile in pellicole quali Sin City o Alita – L’angelo della battaglia. Per concludere con la realizzazione di una serie di film indirizzati a un pubblico di ragazzi (se non addirittura di bambini) il cui fulcro è individuabile proprio nella saga di Spy Kids, di cui questo Spy Kids: Armageddon, distribuito da Netflix, si pone come reboot.

Esattamente come nel primo film del 2001, i protagonisti sono due bambini, fratello e sorella, i quali, ignari che i propri genitori siano in realtà due spie, dovranno, loro malgrado, intervenire per poter salvare mamma e papà, rapiti da un malvagio game designer pronto ad infettare il mondo con un potente virus informatico sottratto proprio ai genitori.

Il film si presenta come un concentrato di tutto quello che è stato il franchise nel corso del tempo. Le premesse sono le medesime del primo film, unite ad elementi recuperati qui e là dagli altri capitoli. Ci sono gli scheletri – chiaro omaggio cinefilo a Gli Argonauti –  del secondo, così come l’ambientazione videoludica e il villain che provengono direttamente dal terzo, Missione 3D – Game Over. Il fatto è che durante la visione del film si sente tutto il peso e la stanchezza di una saga che risulta ormai oggi anacronistica, diventando materiale diretto per lo streaming (non è un caso che gli ultimi due film di questo genere siano andati a colmare il catalogo di Netflix). Tutta la freschezza di un’operazione che era iniziata per Rodriguez come un gioco, realizzando film che potessero essere piacevoli per i propri figli – guarda caso il film è scritto a quattro mani proprio con il figlio Racer Max –  con il passare del tempo si è sempre più esaurito. Quel gusto per l’intrattenimento camp è andato perduto per lasciare spazio al kitsch, finendo per essere nulla più che una pellicola mediocre per ragazzi, realizzata in grande economia.

Luca D’Albis

Voto: ★1/2