Titolo originale: The Deepest Breath

Regia: Laura McGann

Soggetto: Laura McGann

Sceneggiatura: Laura McGann

Fotografia: Tim Cragg

Cast:   Alessia Zecchini, Stephen Keenan, Enzo Zecchini, Natalia Molchanova, Alexey Molchanov, Leigh Baker, Mahmoud Barracuda, Ilaria Bonin, Kristof Coenen, Lily Crespy, Hanako Hirose, Maura Keenan, Peter Keenan

Origine: Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti

Durata: 108’

Anno: 2023

Piattaforma: Netflix

Alessia e Stephen sono all’apparenza l’uno l’opposto dell’altra. Lei è un’apneista esperta, testarda e intraprendente, pronta a tutto pur di dimostrare, immersione dopo immersione, di poter andare sempre più in profondità, superando i propri limiti. Lui, invece, è un free-diving, un sommozzatore specializzato nella tutela e nel salvataggio degli atleti. Eppure il comune amore per il mare li farà incontrare, incrociando le loro strade ai vertici delle gare d’apnea, con tutte le gioie, ma anche i rischi, che questo sport comporta.

È sorprendente quanto la A24 continui a dimostrarsi una delle realtà produttive più floride degli ultimi anni, in un’epoca nella quale il cinema medio fatica ad emergere, non riuscendo a fare breccia nel pubblico. Con due Oscar per il miglior film in bacheca e decine di successi commerciali all’attivo (in particolare con l’horror), la casa produttrice dal nome dell’autostrada Roma-Teramo, è una delle poche a riuscire a raggiungere un equilibrio tra l’autoriale e il gusto commerciale, spaziando tra i generi più vari: dal dramma, alla fantascienza, passando per il documentario. È questo il caso di Respiro profondo, docu-film che ci fa “immergere” nel mondo delle gare di free-diving, attraverso la vita e la carriera dell’apneista italiana Alessia Zecchini e del safety diver irlandese Stephen Keenan.

Con una costruzione del ritmo dalla forte tensione drammatica, capace di tenere desto l’interesse dello spettatore, il film, diretto dalla documentarista Laura McGann e presentato all’ultimo Sundace Film Festival, è forse una delle maggiori sorprese dell’anno. Attraverso l’utilizzo di riprese pre-esistenti, recuperate da servizi televisivi, dirette streaming o video social, accostate a sequenze appositamente ricreate, la regista irlandese, qui alla sua opera seconda, si sofferma sulla determinazione dell’uomo nel riuscire a superare i propri limiti. Una disciplina il cui obiettivo è di andare sempre più giù, record dopo record, immergendosi in apnea nelle profondità marine dove il confronto finisce per essere non tanto con i propri avversari, quanto, soprattutto, con sé stessi.

Come nel cinema di Werner Herzog, il film di Laura McGann descrive la propensione dell’essere umano a porsi di fronte all’immensità della natura con l’intento di sfidarla, rischiando di venirne inghiottito. È il caso questo della romana Alessia Zecchini, disposta a tutto pur di mettersi alla prova in ogni sua immersione, non temendo la morte: «se uno debba morì, morirà». Ciò si rispecchia in una prima scena impressionante nella quale la Zecchini s’immerge nel Dean’s Blue Hole, nelle Bahamas, circondata dal buio della fossa, con solo il battito del cuore a scandire la discesa mentre intorno a lei tutto si fa più oscuro. Una tendenza che viaggia parallelamente a quella che spinge Stephen Keenan a rischiare la vita pur di assistere gli atleti, soccorrendoli in caso di difficoltà e impedendo loro di trovarsi in una condizione di pericolo.

Luca D’Albis

Voto: ★★★½

image_pdfimage_print