Titolo originale: El club de los lectores criminales

Regia: Carlos Alonso Ojea

Soggetto: Carlos García Miranda

Sceneggiatura: Carlos García Miranda

Fotografia: Pablo Diez

Cast: Veki Velilla, Álvaro Mel, Priscilla Delgado, Iván Pellicer, Hamza Zaidi, María Cerezuela, Ane Rot, Carlos Alcaide, Daniel Grao, Carmela Lloret, Cachito Noguera, Iván López, Julia Serrano, Pilar Pintre, Arantxa de Juan

Origine: Spagna

Durata: 89’

Anno: 2023

Piattaforma: Netflix

Trama: Angela è una studentessa universitaria iscritta alla facoltà di lettere e membro, insieme a un gruppo di amici, di un club letterario composto da amanti dell’horror. In seguito alle molestie ricevute da un professore, i ragazzi organizzano uno scherzo per fargliela pagare. Tuttavia qualcosa non va per il verso giusto e il professore finisce accidentalmente ucciso. Giurandosi di mantenere il segreto, da quel momento i membri del club cominciano ad essere perseguitati da un serial killer con la maschera da clown, il quale li minaccia di pubblicare tramite social un romanzo horror a puntate basato su quanto accaduto. Le vittime destinate a morire in ogni capitolo saranno proprio loro…

Tratto dall’omonimo romanzo di Carlos García Miranda, qui in veste anche di sceneggiatore, Il club dei lettori assassini si presenta come un vero e proprio film nostalgia. Una pellicola che vive del tuffo nel passato, percorrendo vie riconoscibili agli occhi dello spettatore e ricalcando stilemi e dinamiche tipiche dello slasher horror americano, soffermandosi, in particolare, sui toni revisionistici del genere introdotti negli anni Novanta.

Un gioco di richiami e citazioni dove, tuttavia, sembra mancare il senso di fondo che risiedeva all’interno dei film di quel decennio. Prendendo a piene mani tanto da Scream di Wes Craven quanto da So cosa hai fatto di Jim Gillespie, le ricette per la realizzazione di un film revival ci sono tutte, a partire dai personaggi stereotipati che contraddistinguono queste produzioni: la protagonista forte dal passato tormentato, il fidanzato sospetto, la migliore amica frivola ma avvenente, il buffone del gruppo. Non manca neppure la compagna nerd a conoscenza delle regole del genere, con tanto di momento esplicativo al resto dei personaggi (e per estensione a noi spettatori). Nonostante ciò, quel che viene meno è proprio l’essenza autentica dei film di riferimento, non riuscendo a sfruttare questi elementi per dare significato al racconto. Film come Scream si contraddistinguevano per una componente metacinematografica molto rappresentativa, lavorando sul genere in un’ottica postmoderna.

La sostituzione del cinema con la letteratura o l’inserimento di luci psichedeliche alla Mario Bava non sono sufficienti. In Il club dei lettori assassini la capacità di parlare di horror attraverso l’horror stesso risulta del tutto assente, limitandosi al rimando effimero, fine a sé stesso, coprendo il film di un velo che finisce per rivelarsi nient’altro che patina.

Luca D’Albis

Voto: ★★

 

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