Regia: Vincent Giovanni, Julien Zidi, Akim Isker, Hervé Brami, Pierric Gantelmi d’Ille
Ideatori: Lionel Olenga, Laurent Scalese, Stéphane Drouet
Sceneggiatura: Lionel Olenga, Marine Gacem,, Mehdi Ouahab, Laure De Colbert, Robin Barataud
La polizia
Abdelhafid Metalsi : Capitano Kader Chérif
Carole Bianic : Capitano Adeline Briard
François Bureloup : Brigadiere capo Joël Baudemont
Vincent Primault : Philippe Dejax, medico legale
Greg Germain : Jean-Paul Doucet, Direttore della polizia di Lione
Gli altri
Mélèze Bouzid : Sarah Chérif, figlia di Kader Chérif
Élodie Hesme : Deborah Atlan, avvocato del foro di Lione e ex moglie di Kader Chérif
Frédéric Gorny : Pierre Clément, avvocato e compagno di Deborah Atlan (3 épisodes)
Arsène Mosca : Jean-Pierre Rochmansky,
Arnaud Binard : Pascal Garnier, comandante dei vigili del fuoco, ha una relazione con Adeline Briard
Origine: Francia 2017
Durata: 10 episodi da 60’
In Italia è andata in onda su Giallo dal 24 aprile al 22 maggio 2017.
PRIMO EPISODIO – Finché morte non ci separi
Il primo episodio della quarta stagione di Chérif si apre con un sogno. A distanza di sette mesi dall’addio del capitano Adeline Briard, Kader sogna di incontrarla nel giorno del matrimonio della sua ex moglie Deborah con l’avvocato Pierre Clément, ma viene bruscamente svegliato dalla figlia Sarah che lo riporta alla realtà e gli ricorda i suoi impegni: comprare il regalo di nozze, recuperare le fedi e ritirare l’abito per il matrimonio. Nel frattempo, in una sperduta villa della provincia di Lione, il ricco imprenditore Philippe Cochin muore di infarto, mentre la giovane moglie sorseggia tranquilla una bevanda in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Dopo aver constatato il decesso poco chiaro, i medici allertano le autorità. Kader viene contattato dal brigadiere capo Joël Baudemont che lo informa sia dell’omicidio sia dell’inaspettato ritorno a Lione del capitano Briard, rientrata in servizio da un giorno all’altro e senza dire nulla a nessuno. Philippe Cochin era sposato con Isabelle Vannier, meglio nota come la “vedova nera” e già indagata per le precedenti morti di due ex mariti, avvenute sempre in circostanze misteriose. Giunto sul luogo delle indagini, Kader cerca informazioni sulla morte della vittima. Frugando tra i medicinali e gli effetti personali dell’uomo, capisce che Cochin è morto a causa del Viagra, farmaco in chiaro conflitto con quelli regolarmente assunti dall’uomo per i problemi cardiaci. Tra un’indagine e l’altra, Kader rivolge ad Adeline continue frecciatine e, seppur trattandola con rispetto e professionalità, non perde occasione per interrogarla sulle reali ragioni che l’hanno convinta a tornare. Adeline decise così di invitarlo a cene per fornirgli le spiegazioni che merita, ma Kader, troppo curioso per aspettare fino a sera, rilancia subito con un pranzo. La vedova nera viene scortata in commissariato per essere sentita sui fatti, ma ostenta sicurezza, si mostra fredda e si dichiara innocente. La donna afferma inoltre di essere totalmente estranea alla questione del Viagra e ignara rispetto alle pericolose controindicazioni causate dal farmaco. Impossibilitati a trattenerla, Kader e Adeline la mandano via, ma prima di lasciare il commissariato, la donna viene verbalmente aggredita da Bastien, figliastro di Philippe. Il giovane l’accusa di aver manipolato e ucciso suo padre, proprio come già fatto con i precedenti mariti. Interrogato dai due capitani, Bastien dichiara di avere un alibi per la morte del padre e racconta la sua versione dei fatti, spiegando ad Adeline e Kader di aver più volte messo in guardia suo padre su Isabelle e di aver provato in tutti i modi a dissuaderlo dal concedere alla moglie un posto nel consiglio di amministrazione dell’azienda. Il ragazzo afferma infine che quanto sta vivendo equivale esattamente a quanto accaduto a Charlotte Larue, figlia di un precedente marito di Isabelle, anche lui morto in circostanze misteriose dieci giorni dopo aver modificato il testamento per lasciare tutto alla donna. A pranzo, Adeline spiega a Kader di essere tornata a Lione dopo la fine della sua relazione con Pascal Garnier, comandante dei vigili del fuoco e molto amico di Sébastien, fratello di Adeline, ma Kader si dice poco convinto dalla versione dei fatti. I due sono poi interrotti dall’arrivo di Sarah, figlia di Kader, molto più contenta di suo padre del ritorno della donna. Charlotte Larou viene contattata dai due capitani e si presenta in commissariato con il marito Cirill. La donna spiega di aver impugnato il testamento subito dopo la morte del padre, ma di non poter far molto per impedire a Isabelle di vivere ancora in uno degli appartamenti di proprietà della famiglia. La Larou è visibilmente sconvolta e il marito Cirill, presi in disparte Adeline e Kader, chiede loro di non turbarla con continue domande perché la moglie è fragile e soffre di depressione. Proseguendo con le indagini, Kader e Adeline entrano in contatto con il medico personale di Cochin e scoprono che lo specialista aveva assolutamente proibito alla vittima di assumere il Viagra e Isabelle ne era perfettamente a conoscenza perché la donna lo aveva chiamato al telefono per confrontarsi con lui sulla questione.
Adeline, sempre più convinta della colpevolezza della donna, ritiene sia necessario procurarsi un’autorizzazione per frugare nel suo appartamento. I due si recano a casa di Isabelle e, ispirato da un episodio di «Cuore e Batticuore», Kader riesce a entrare, mentre Adeline resta fuori in auto e li osserva gelosa. La Vannier, in procinto di recarsi a un evento di beneficenza, sfoggia un abito succinto e usa la sua sensualità per stuzzicare Kader, suscitando la gelosia di Adeline, infastidita dall’atteggiamento del collega, fin troppo cordiale e totalmente rapito dalla bellezza della vedova nera. Dopo aver ottenuto il mandato di perquisizione, Adeline entra nell’appartamento di Isabelle e trova all’interno di un’urna il telefonino che la donna ha usato per chiamare il medico di Philippe e chiedere informazioni dettagliate sul Viagra. Isabelle viene così portata in commissariato, ma si dice estranea ai fatti e sostiene che la stanno incastrando perché dieci giorni prima della morte del marito qualcuno è entrato in casa dalla finestra del soggiorno senza però rubare nulla. Al contrario di Adeline, Kader le crede, soprattutto perché ha notato che il vetro della finestra del soggiorno di casa della donna è stato cambiato e si convince che il piano per uccidere Philippe e incastrare la vedova potrebbe essere stato messo in piedi da Bastienne e Charlotte, entrambi figli feriti dalle scelte dei loro padri. Ma quando Charlotte viene chiamata in commissariato una seconda volta, i due si insospettiscono per l’atteggiamento restio del marito Cirill che cerca in tutti i modi di tenerli lontani dalla moglie afflitta, secondo quanto sostenuto dall’uomo, da una nevrosi che potrebbe persino spingerla al suicidio. Tuttavia, Kader e Adeline sanno bene che chi soffre di nevrosi non manifesta mai violenza verso se stesso, ma verso gli esterni e decidono di indagare su Cirill. Scoprono cosi che l’uomo e Isabelle si conoscono fin dall’infanzia e sono cresciuti insieme in una casa famiglia e capiscono che i due sono complici e stanno manipolando Charlotte per spingerla al suicidio ed essere poi liberi di poter intascare i soldi del testamento impugnato. Per incastrarli, Kader invita Isabelle a casa sua, mentre Adeline li osserva dalla finestra di una delle stanze del commissariato, che si trova proprio di fronte alla casa di Kader, insieme a Cirill per mostragli in diretta il tradimento di Isabelle. Kader si dice interessato al bottino del testamento e Isabelle gli propone subito un accordo, offrendoli quella fetta di eredità precedentemente promessa a Cirill. L’uomo, deluso, decide di confessare tutto e Isabelle, incastrata dalla confessione di Cirill, capisce di essere caduta nella trappola di Kader. Risolto il caso, Kader e Adeline festeggiano la vittoria a casa dell’uomo, ma sono sorpresi dall’arrivo di Sarah e di Justine, preside della scuola della ragazzina e nuova compagna del capitano. Adeline, colpita dalla novità, torna in commissariato dove tira fuori un dossier e una lavagna piena di informazioni su Sylvie Delmas, una donna descritta dai giornali come la “donna dalla pistola d’oro” e che potrebbe avere a che fare con la misteriosa morte di suo fratello Sébastien.
SECONDO EPISODIO – Selezione spietata
Il secondo episodio della quarta stagione si apre all’interno di una maestosa villa dove un uomo incappuciato e vestito di nero sta sistemando delle sedie in un giardino per poi adagiarsi tranquillo su una di esse. La scena si sposta in Comune dove si stanno celebrando le nozze tra Deborah, ex moglie di Kader, e il nuovo compagno Pierre. La cerimonia è interrotta dall’inaspettato arrivo di uno strano messaggio sui telefonini di tutti gli invitati, tutti tranne quello di Adeline. Il messaggio mostra il video di una donna con il volto coperto e una minaccia chiarissima: “Avete tre ore di tempo per impedirmi di ucciderla”. Allarmati, tutti si mettono all’opera per impedire la morte della donna, ma è impossibile risalire al mittente. Il primo passo è cercare di capire per quale ragione il messaggio sia arrivato a tutti gli invitati e Kader e Adeline si recano presso l’agenzia che si è occupata dell’organizzazione del matrimonio. Qui scoprono che una delle dipendenti ha consegnato la lista degli invitati a un uomo misterioso con una cicatrice sul volto in cambio di 500 euro. Poi, osservando le immagini video recuperate da un negozio che si trova proprio davanti alla farmacia dove passeggia la donna minacciata, i due riescono a identificare il primo bersaglio. Si tratta di Véronique Tanneur, donna a capo di un’unità criminale. Quando i due capitani si recano a casa della Tanneur, la trovano in giardino, uccisa con una coltellata e seduta su una sedia con lo sguardo rivolto verso la depandance all’interno della quale viene trovato un nuovo messaggio con una seconda minaccia.
Dalle prime rivelazioni sul decesso della Tanneur si scopre che la donna è in realtà morta molto prima della deadline delle tre ore, ma non si riesce a capire chi possa averle voluto tanto male. La donna aveva numerosi nemici, tra cui un piccolo spacciatore, ma nessuno la odiava a tal punto da volerla eliminare. Nel frattempo, Kader torna a casa dove ha un diverbio con sua figlia Sarah che manifesta il desiderio di trasferirsi a Boston per studiare. Kader non è per nulla d’accordo. Poi, guardando fuori dalla finestra di casa sua, scorge Adeline nel loro ufficio e la sorprende a nascondere dei documenti in un cassetto. Troppo incuriosito, Kader attende che la donna si allontani e torna in ufficio per capire cosa nasconde realmente. Scopre così delle indagini di Adeline sulla Delmas, la responsabile dell’Interpol, ma quando la affronta e le chiede maggiori informazioni, la collega gli fa capire di stare lontano dai suoi affari e di non intromettersi nelle sue questioni personali. Kader, testardo, fa delle ricerche in rete e scopre di una collaborazione tra l’Interpol e la squadra dei vigili del fuoco di cui facevano parte sia il fratello di Adeline che l’ex compagno Pascal Garnier. Capisce così che c’è sotto qualcosa di strano.
Il tempo continua a passare e manca poco alla deadline del secondo omicidio. Kader, dopo aver utilizzato un trucco visto nella serie televisiva «Rockford» riesce ad arrestare lo spacciatore sospettato dell’omicidio. Il giovane, però, si dice estraneo ai fatti e non corrisponde per nulla alla descrizione dell’uomo fatta dalla donna dell’agenzia. Adeline e Kader sono a un punto morto e non riescono a trovare una pista che impedisca il secondo omicidio. La vittima è lo psicologo Idriss Bouzzafa. L’uomo viene trovato morto in casa sua, ucciso sempre con una coltellata e con il volto rivolto verso un mobile a specchio con un cassetto dove viene trovato un nuovo biglietto. Kader, però, sbirciando tra i libri dell’uomo, trova un annuario e scopre che la Tanneur e Bouzzafa facevano parte, insieme ad altri due membri, di una commissione che aveva il ruolo di esaminare i candidati che facevano domanda per entrare nell’accademia di polizia. Capiscono così che l’omicida è probabilmente un ex criminale scartato dalla commissione e in cerca di vendetta. La pista porta a galla il nome di Eric Vasquez, attuale custode presso il complesso residenziale dove viveva la Tanneur. Portato in commissariato, l’uomo si dice innocente e si mostra sicuro di sé dato che non ci sono prove concrete che lo incastrino. Facendo leva sull’atteggiamento narcisista del sospettato e in complicità con Adeline, Kader lo stuzzica, lo innervosisce e gli tende una trappola, lanciandogli una sfida. In assenza di prove, Eric Vasquez viene rilasciato e va via soddisfatto.
Quando Kader entra in auto trova ad attenderlo proprio Vazquez che lo minaccia con una pistola e lo costringe a seguire le sue istruzioni. I due si recano nel luogo in cui una volta sorgeva la vecchia caserma di polizia dove Vazquez trova ad attenderlo un esercito di poliziotti e scopre di essere caduto nella trappola del capitano.
Rientrato in commissariato, Kader si confronta ancora una volta con Adeline. La donna, messa alle strette, confessa a Kader i suoi sospetti sulla Delmas e gli svela che suo fratello Sébastien non si è suicidato, ma è stato ucciso. I due sono poi interrotti dall’arrivo di Justine.
TERZO EPISODIO – Omicidio perfetto
Il terzo episodio si apre con l’omicidio di un giovane, trovato morto per strada dopo essere stato investito da un auto.
Prima di giungere sulla scena del crimine, Adeline riceve l’inattesa telefonata di Sylvie Delmas che la invita a pranzo perché curiosa di capire per quali ragioni il capitano Briard stia indagando su di lei. Adeline, seppur sorpresa, accetta l’invito. Poi, raggiunta sul luogo delle indagini anche da Kader, i due notano i segni di pneumatici di un’auto e capiscono che il ragazzo è stato colpito con estrema violenza. La vittima si chiama Karim Bosquet ed è figlio di un carrozziere della città. L’uomo, sconvolto dalla notizia, non riesce a fare il nome di nessuno che odiasse suo figlio fino a quel punto, ma racconta di averlo visto litigare con Pierre, un altro dei giovani che lavora nella carrozzeria. Poi, nel tentativo di ripercorrere i movimenti del figlio, spiega che ogni dipendente dell’officina ha il compito di compilare ogni sera una scheda nella quale sono segnati i lavori effettuati su ogni auto e il nome di chi li ha eseguiti. In questo modo, il carrozziere ha modo di verificare i movimenti di ciascun dipendente e controllare gli orari di entrata e di uscita di ogni lavoratore. Immediatamente fermato da Kader e Adeline, Pierre viene portato in commissariato, ma non sa assolutamente nulla della morte dell’amico. Il giovane confessa che spesso utilizzava di nascosto l’officina per fare dei lavoretti in più e arrotondare il suo stipendio. Karim lo aveva scoperto e aveva deciso di tenere la bocca chiusa in cambio di una percentuale sui suoi guadagni.
Indagando sugli ultimi lavori di Karim, Chérif trova un collegamento tra il giovane e un vecchio caso irrisolto nel quale è coinvolto l’avvocato e criminologo Julien Lamarre, sospettato di aver ucciso la moglie e di averla fatta sparire nel nulla. Kader scopre che Karim si è occupato di sistemare l’auto dell’uomo proprio il giorno dopo la scomparsa della donna e, insieme ad Adeline, si reca in università, dove Lamarre tiene una cattedra sul delitto perfetto, per fargli alcune domande. Pur essendo privo di un alibi e nonostante la testimonianza di una vicina di casa che sostiene di averlo visto andare via in auto di prima mattina proprio il giorno della scomparsa della moglie, l’uomo appare sicuro di sé, respinge tutte le accuse e sostiene che sua moglie farà presto ritorno a casa. Proprio nel momento in cui pronuncia queste parole, Lamarre riceve un messaggio della donna sul suo cellulare, ma quando Kader e Adeline invitano il sospettato a richiamarla, questa non risponde alla chiamata.
A causa delle indagini, Adeline fa slittare a cena il suo appuntamento con la Delmas. Kader, preoccupato per la collega, si imbuca nel ristorante senza dirle nulla e, fingendo di essere un cameriere, ascolta indisturbato la conversazione tra le due donne.
La responsabile dell’Interpol intima al capitano Briard di mettere fine alle sue assurde indagini e afferma con convinzione che suo fratello Sébastien si è tolto la vita perché corrotto e coinvolto in un giro poco pulito di soldi provenienti dalla vendita di alcune unità immobiliari. Adeline le ribadisce la sua ferma intenzione a far luce sulla questione per scoprire cosa è davvero successo. All’uscita dal ristorante, dopo che Adeline si è allontanata, Kader avvicina la Delmas e le chiede di stare lontano dalla sua collega. La donna approfitta del colloquio per invitarlo a far ragionare Adeline perché smetta di ficcare il naso in quelle che sono acque torbide e pericolose.
Tornati alle indagini su Lamarre, Kader si convince che l’uomo ha un complice tra i suoi studenti. I due ripartono dall’università e parlando con la responsabile della biblioteca dell’istituto scoprono che alcuni allievi del corso si sono dedicati a delle ricerche sull’omissione di soccorso, occupandosi, in particolare, di fare un analisi sulle strade della città di Lione per scoprire quali sono i punti in cui sono presenti le telecamere e quelli invece ciechi. Dopo aver ottenuto la lista degli studenti e aver controllato gli scambi di comunicazione tra il docente e ciascuno dei suoi allievi, Adeline e Kader identificano la complice dell’uomo nell’unica studentessa che si è preoccupata di cancellare tutte le conversazioni intercorse. Portata in commissariato, la ragazzina si mostra sicura di sé e confessa di aver inviato il messaggio in totale autonomia, con l’intento di aiutare il suo docente.
Nel frattempo, Adeline riceve alcuni avvertimenti anche da Deborah, ex moglie di Kader. La donna le dice di stare molto attenta e di muoversi con cautela perché la Delmas è molto influente e pericolosa. Deborah le consiglia di farsi aiutare da Kader, ma quando Adeline si reca a casa sua per parlare con lui, viene frenata dalla presenza di Justine che non vede di buon occhio il rapporto tra i due.
Kader fa il punto della situazione e ricomincia da zero. Il capitano decide di verificare quali sono i lavori di cui si è occupato Karim e, analizzando la sua scheda, capisce che il giovane ha fatto sparire alcuni pezzi dell’auto dell’uomo perché macchiati da alcune tracce di sangue. Il capitano torna così a casa del padre di Karim per cercare la borsa con i pezzi dell’auto, ma scopre di essere stato preceduto da Pierre. Si convince così che Karim e Pierre erano complici e torna a interrogare il giovane. La realtà è molto diversa. Pierre confessa che a ricattare Lamarre era lui. Il giovane si era accorto che c’era qualcosa di strano nell’auto dell’avvocato e aveva volutamente nascosto alcuni pezzi del veicolo per ricattarlo e procurarsi con più facilità i soldi per aprire una sua officina. Aveva però firmato la scheda lavori con il nome di Karim senza prevedere che il suo amico sarebbe stato ucciso da Lamarre. Recuperati i pezzi dell’auto, Kader e Adeline hanno finalmente le prove per incastrare Lamarre e dimostrarli che non esiste il delitto perfetto.
Tornato a casa, Kader incrocia Justine che, per gioco, decide di leggergli le carte. Le carte pescate non sono però rassicuranti e la donna, messa alle strette dal capitano, gli predice la morte. Chérif, che non crede alle superstizioni, le sorride e la tranquillizza perché convinto che non ci sia assolutamente nulla di cui preoccuparsi.
QUARTO EPIDOSIO – La morte di Kader
Il quarto episodio è tutto incentrato sulla superstizione, con Kader che si trova rivivere più volte lo stesso giorno. Chérif è a casa, un bicchiere gli scivola dalle mani e finisce in frantumi sul pavimento, risponde alla telefonata di una radio che lo invita a partecipare a un quiz con in palio una vacanza premio e con Justine che gli fa notare come la giornata sia iniziata molto male, proprio come predetto dalle carte. Ma, ancora una volta, Kader le dice di stare tranquilla. Messi i piedi fuori di casa, il capitano disarma e consegna a due poliziotti un rapinatore, entra in commissariato e soccorre una vecchietta che sta inciampando che nel ringraziarlo gli accarezza il viso e gli dice: “Vorrei poterti abbracciare tutti i giorni, per sempre”. Infine, insieme ad Adeline, Kader comincia a indagare sulla morte di Sinclair, assicuratore sospettato di aver truffato diversi suoi clienti.
Dopo aver ottenuto maggiori informazioni sul delitto e sull’orario della morte, Kader e Adeline interrogano la moglie dell’uomo. I due lavoravano insieme e la donna descrive il marito come una brava persona, respingendo le accuse contro di lui. Allo stesso tempo sopraggiunge in commissariato anche la moglie di uno dei clienti dell’assicuratore. La donna è agitata perché sospetta che suo marito, rientrato a casa con gli indumenti macchiati di sangue, sia responsabile dell’omicidio dell’assicuratore. Allarmati dalla rivelazione, Kader e Adeline cercano di rintracciare l’uomo e scoprono che è nascosto nel locale caldaia di un edificio, pronto a farsi saltare in aria.
Kader si reca sul luogo e prova a dissuaderlo, ma tutto è inutile e l’uomo, finito sul lastrico per colpa dell’assicuratore, si fa esplodere, causando la morte di tutti i presenti, Kader compreso.
A questo punto l’episodio ricomincia per la prima volta da capo. È di nuovo mattino, Kader si trova a casa, ma non riesce a capire cosa stia accadendo. Tutto si ripete nello stesso modo. Il bicchiere che si rompe, la telefonata della radio, le preoccupazioni di Justine, l’arresto del rapinatore, l’incontro con la vecchia in commissariato, i dialoghi con Adeline e le indagini sull’omicidio. Kader prova a spiegare alla collega quello che sta vivendo, ma la donna lo prende per pazzo. Tutto procede esattamente nello stesso modo, con Kader che anticipa persino le risposte dei testimoni interrogati e fino all’arrivo nel locale caldaia dove, ancora una volta, Daniel respinge la richiesta di aiuto del poliziotto e fa saltare tutto in aria.
L’episodio ricomincia di nuovo da capo. Kader non sa cosa fare e ogni tanto gli capita di vedere per strada la misteriosa vecchietta incrociata per la prima volta in commissariato. Il capitano sa che deve trovare una soluzione e cerca di apportare dei cambiamenti alla giornata per anticipare le mosse dei soggetti coinvolti nel caso ed evitare l’esplosione. Per evitare l’omicidio, Kader finge una soffiata e allerta Adeline, raccontandole con anticipo quello che accadrà. Poi arresta Daniel e lo sistema senza alcun motivo in carcere. Adeline e il suo superiore Jean Paul non riescono a spiegarsi l’atteggiamento strano di Chérif e provano a seguirlo, passo dopo passo. Nonostante Daniel si trovi in carcere e sia impossibilitato a commettere l’omicidio, Sinclair viene trovato morto e Kader capisce di aver sbagliato qualcosa. Segnato da ciò che sta vivendo, il poliziotto fa alcune ricerche in rete su una particolare puntata di «Ai confini della realtà», poi contatta Justine per raccontarle quello che sta accadendo e le chiede una mano per liberarsi dello strano sortilegio. La donna, convinta che Kader la stia ancora una volta deridendo per via delle sue convinzioni, lo manda al diavolo e si allontana infastidita. Nel frattempo, Daniel viene rilasciato e si rifugia di nuovo nel locale caldaia che, ancora una volta, salta in aria dopo l’arrivo dello stesso Kader.
Tutto ricomincia per l’ennesima volta da capo. Kader ha capito che la moglie dell’assicuratore sta nascondendo qualcosa e questa volta si reca subito nell’ufficio della vittima ma arriva troppo tardi. Il confronto con la moglie di Daniel porta alla luce una relazione extra coniugale tra la donna e l’assicuratore, tradimento scoperto anche dalla moglie di Sinclair. Tutti i tasselli del puzzle sono finalmente al posto giusto, ma non ci sono le prove per dimostrarlo. Kader prova così a spiegare ad Adeline e Jean Paul quello che gli sta accadendo e i due, preoccupati dallo stato di salute dell’uomo, lo costringono a sottoporsi a dei controlli. Nel frattempo, Daniel è di nuovo nascosto nel locale caldaia e questa volta è Adeline a recarsi sul luogo per cercare di dissuaderlo dalle sue intenzioni ma senza alcun risultato. Il locale salta di nuovo per aria e Kader è al punto di partenza
Questa volta, però, Chérif chiede aiuto ai suoi colleghi, mette qualcuno alle calcagna della moglie dell’assicuratore e si reca nell’ufficio dell’uomo insieme ad Adeline. Lì sorprende moglie e marito a litigare. Sventato l’omicidio, a Kader tocca evitare anche l’esplosione. Il capitano si reca nel locale caldaia insieme alla moglie di Daniel. La donna convince suo marito a ripensarci, a perdonare il tradimento e a ricominciare tutto da zero con lei.
Finalmente tutto finisce nel migliore dei modi. Di ritorno a casa, al telefono con sua madre, Kader scopre che la misteriosa vecchietta incrociata dalla sua mente in quei giorni era la sua bisnonna, che aveva l’abitudine di pronunciare quella frase.
Poi, affacciato alla finestra del suo appartamento, osserva nella stanza del commissariato Adeline, ma viene sorpreso dall’inatteso arrivo di Justine che lo sorprende sul fatto, ma preferisce far finta di nulla.
QUINTO EPISODIO – Chérif contro Chérif
Mentre Adeline sta facendo jogging, qualcuno si introduce in casa sua per frugare tra le sue cose, in cerca di documenti. Quando il capitano fa ritorno a casa, l’intruso riesce a defilarsi senza troppa fatica e lascia l’appartamento indisturbato. Nel frattempo, Kader, in crisi perché non sa quali parole usare per mettere fine alla sua relazione con Justine, viene contattato da Baudemont per via di un nuovo caso su cui indagare. La vittima è una donna sui 35 anni, uccisa con un colpo d’arma da fuoco e abbandonata per strada, a poca distanza da un taxi all’interno del quale Kader trova gli effetti personali, i documenti di riconoscimento e una banconota falsa con il disegno di un rametto di ulivo che lo indispettisce. Abbandonata in fretta e furia la scena del crimine, Chérif si reca subito a casa e chiede a sua figlia Sarah se nonno Farid ha cercato di mettersi in contatto con lei. La ragazzina non riesce a mentire e dopo aver confermato il sospetto del padre gli lascia il numero di telefono di Farid. Quando Kader chiama suo padre, l’uomo chiude subito la comunicazione nel momento in cui capisce che dall’altra parte non c’è la nipote Sarah, ma suo figlio.
Tornato alle indagini, Kader tiene per sé i suoi sospetti e non dice nulla né ad Adeline né a Jean Paul. Poi, in coppia con Adeline, interroga la responsabile dei taxi, ex detenuta che ha messo in piedi l’agenzia per aiutare altre ragazze in difficoltà come lei a rifarsi una vita. Si scopre che la vittima si chiamava Vanessa, che non lavorava per l’agenzia, ma prendeva spesso in prestito il taxi per sbrigare delle commissioni personali e che ha un figlio di 18 anni con il quale si è da poco riconciliata. Il giovane viene subito chiamato in commissariato, ma non fornisce particolari dettagli sulla madre. Conosceva poco la donna e per la notte dell’omicidio ha un alibi che viene confermato da alcuni testimoni.
Nel frattempo, Baudemont scopre, attraverso le immagini registrate da alcune telecamere della zona, che il vetro del taxi ritrovato a poca distanza dal cadavere è stato rotto da Jackie, barbone noto alla polizia che ha litigato con Vanessa e si è poi allontanato portandosi via una borsa.
Contattato da suo padre, Kader torna a casa e trova l’uomo in soggiorno. I due si confrontano e sono fotografati da qualcuno che scatta delle immagini compromettenti. Farid dice a Kader che non c’entra nulla con la morte di Vanessa, non la conosceva direttamente, ma gli uomini con cui sta lavorando sono molto pericolosi. Kader non è molto convinto della versione del padre e prima che l’uomo lasci l’appartamento gli ruba il telefonino con tutti i contatti. Il sospetto del capitano è che Vanessa si occupasse di trasportare soldi falsi, utilizzando il taxi come copertura. Sospetti confermati sia dal ritrovamento della borsa, dove sono contenuti 100.000 euro falsi sia da Jean Paul che capisce che il padre di Kader è coinvolto nel caso e invita il suo uomo a muoversi con cautela. Le indagini si complicano quando in commissariato irrompono Sylvie Delmas e il suo braccio destro, Brussou La responsabile dell’Interpol vuole prendere in mano il caso e non è per nulla disposta a collaborare con i due capitani. Kader fa un accordo con la Delmas e le promette di consegnarle un importante informatore a patto che gli lasci proseguire le indagini in totale autonomia. Considerate le condizioni vantaggiose della proposta, alla donna non resta che accettare. Poi, dopo aver lasciato il commissariato, la Delmas invia un messaggio ad Adeline e le dà appuntamento in un luogo tranquillo. Quando le due si incontrano, la Delmas le mostra le foto compromettenti di Kader con suo padre e la ricatta, chiedendole in cambio di quelle foto il dossier con tutta la documentazione sul caso di Sébastien. Pur di salvare la carriera del collega, la donna cede al ricatto e consegna alla responsabile dell’Interpol tutto ciò che possiede. Dopo aver messo fine alla sua storia con Justine, Kader scopre quello che ha fatto Adeline, si dice dispiaciuto e cerca di tranquillizzarla, promettendole che troverà il modo per incastrare la Delmas. Tornati alle indagini, i due trovano un collegamento con Malek, l’informatore che Kader vuole consegnare all’Interpol e con un laboratorio che potrebbe corrispondere al luogo dove si stampano i soldi falsi. Mentre tutti si recano sul luogo sospetto, Kader e Adeline si recano sul retro dell’edificio in attesa che qualcuno prenda una via di fuga alternativa. Quando Kader vede uscire dall’edificio suo padre, salta fuori dall’auto e lo arresta. Anche Malek viene arrestato, ma l’informatore si mostra molto sicuro di sé e non solo respinge le accuse ma insinua un diretto coinvolgimento di Kader.
Pur di ottenere informazioni sull’omicidio di Vanessa e sul giro di soldi falsi, Kader si reca in cella per interrogare suo padre e cerca di convincerlo a collaborare. L’uomo ha le mani legate perché le persone coinvolte sono molto pericolose, ma quando vede la foto di Vanessa gli dice di non averla mai vista e di essere abbastanza sicuro che la donna coinvolta nel giro di soldi falsi fosse in realtà bionda. Kader capisce così che la vera mandante è la responsabile dell’agenzia di taxi e la richiama in commissariato. Messa alle strette, la donna confessa tutto e racconta di aver ucciso Vanessa perché convinta che si fosse intascata i 100.000 euro falsi nascosti nella borsa. Quando la donna scopre che quei soldi erano in realtà stati rubati dal barbone Jackie, capisce di aver commesso un grave errore.
Risolto anche questo caso, Kader riceve due brutte notizie e scopre che non solo suo padre è stato rilasciato per un vizio di forma, ma che sua figlia Sarah è stata rapita ed è adesso nelle mani di un gruppo di pericolosi criminali.
SESTO EPISODIO – Rapita
Kader guarda sconvolto il videomessaggio della figlia Sarah, finita nelle mani di malviventi, e riceve precise istruzioni su ciò che deve fare per riportarla a casa sana e salva: liberare immediatamente Malek Rouha. Chérif si reca subito in commissariato, libera Malek e imbocca la via d’uscita, ma viene bloccato dai sospetti del Capitano Briard. Con un braccio sul collo del carcerato e con una pistola tra le mani, Chérif minaccia tutti i suoi colleghi e li invita a lasciarlo andare. “Non vorrà che finisca come George Forrester, uno dei protagonisti della prima stagione di «Mission Impossible»?”, dice alla collega prima di fuggire con il suo ostaggio. Recepito il messaggio, Adeline lo lascia andare e, dopo aver fatto qualche veloce ricerca in rete, capisce che Chérif è sotto ricatto perché sua figlia Sarah è stata rapita. Tutti si attivano per aiutare Kader a trovare la figlia prima che sia troppo tardi e prima che l’uomo sia costretto a compiere qualche folle gesto, ma le ricerche sono frenate dall’intervento di un influente esponente della Procura, Dupré Di fronte alla mancanza di evidenze concrete sul rapimento di Sarah, la procura non vuole perdere tempo inutile ed è invece convinta che Chérif sia complice sia dei malviventi a cui stanno dando la caccia sia di suo padre, stranamente rilasciato in seguito a un vizio di forma. Il procuratore decide così di allertare l’Interpol e si fa consegnare anche tutti i video della sorveglianza.
Dopo essersi allontanati un bel po’ dal commissariato, Kader chiede a Malek di poter parlare con sua figlia Sarah, ma l’uomo ferma la macchina, fa scendere Kader e lo rinchiude nel bagagliaio dell’auto. Poi, raggiunto il luogo segreto, lo conduce in una cella dove sono rinchiusi sia Sarah che suo padre Farid.
Nel frattempo, Adeline ripercorre le fasi degli ultimi movimenti di Sarah e scopre che è stata rapita quando era in giro con suo nonno, che ha fatto da esca. Il capitano scopre inoltre che Justine si trova in commissariato e che sta subendo un rigido interrogatorio da parte del procuratore che cerca in tutti i modi di farla testimoniare contro Kader. Adeline interrompe l’interrogatorio perché stanca dei metodi poco ortodossi del responsabile della Procura e gli mostra le immagini recuperate dalle telecamere che confermano il rapimento di Sarah.
Kader, in cella con Sarah e con suo padre, cerca invano un modo per liberarsi e poi accusa suo padre di essere complice di Malek e della fidanzata Morgana, a capo di tutta l’organizzazione. L’uomo non può negare l’evidenza, ma cerca di spiegare a suo figlio che l’unico motivo per cui ha partecipato al rapimento di Sarah era per starle vicino e proteggerla.
Adeline sospetta che Malek voglia utilizzare Kader per recuperare i soldi falsi ma in realtà il piano è quello di rapinare una vera banca. Rinchiuso ancora una volta nel bagagliaio dell’auto, Kader si dirige verso la banca con Malek, mentre la Delmas, giunta in commissariato all’improvviso, alimenta i sospetti del procuratore, consegnandogli le foto dell’incontro tra Kader e suo padre. Contattata da Baudemont, Adeline scopre che i malviventi hanno cambiato auto e che Chérif ha lasciato un messaggio da decifrare all’interno del bagagliaio. Adeline e Baudemont capiscono che Kader sta per essere coinvolto nella rapina di una banca e la donna decide così di lasciarlo fare per poterlo poi seguire fino al luogo in cui è nascosta Sarah. Dopo aver avvertito il direttore della banca e introdotto un paio di poliziotti in borghese nella sede, Malek e Kader portano avanti il loro piano. Tutto procede per il verso giusto fino a quando non si verificano due inaspettati imprevisti. Il primo imprevisto si verifica all’interno del caveau quando Malek decide di aprire una cassaforte diversa e si innervosisce perché il poliziotto in borghese non conosce la combinazione. Mentre Kader cerca di calmarlo, il poliziotto infiltrato riceve il numero da Adeline e riesce ad aprire la cassaforte. Il secondo è l’inaspettato arrivo del capitano della procura che, insospettito dal silenzio del commissariato e dall’assenza di tutti, scopre quanto sta accadendo e si reca in banca con le volanti della polizia per sorprendere sul fatto Kader e Malek e arrestarli.
Adeline è disperata quando vede arrivare il comandante della Procura che manda a monte il piano originale. Portato in commissariato, Kader chiede al procuratore due ore di tempo per poter liberare sua figlia e promette, in cambio, di firmare una confessione in cui conferma tutte le accuse che gli sono state rivolte contro. Siglato l’accordo, Kader manda subito un messaggio a Morgana per tranquillizzarla e poi, insieme ad Adeline, si reca nel luogo in cui sono nascosti Sarah e suo padre. Rinchiuso per la terza volta nel bagagliaio, Chérif ripercorre la strada del rapimento e giunge nei pressi di una fabbrica abbandonata. Sarah viene liberata, i complici di Malek arrestati, il padre di Kader riportato in carcere. Il procuratore Dupré è così costretto a lasciar cadere tutte le accuse. Nel frattempo, Morgana scagiona il padre di Kader che potrebbe lasciare il commissariato. L’uomo ha però deciso di assumersi le sue responsabilità e di confessare tutti i suoi crimini. Prima di tornare a casa per dire a Sarah che è finalmente pronto per lasciarla andare negli Stati Uniti, Kader scopre che la Delmas non ha rispettato il suo patto con Adeline, ma che Briard è sempre più determinata a trovare un modo per incastrarla.
SETTIMO EPISODIO – Chi ha ucciso il colonnello Mustard?
Kader sta facendo jogging nei boschi quando si imbatte in un cadavere.
La vittima è un uomo, trovato morto in auto con indosso un costume del colonnello Mustang, uno dei personaggi del gioco di società Cluedo, e con della bava alla bocca, segno che fa pensare a un probabile avvelenamento.
A sconvolgere Kader non è tanto la scoperta del cadavere quanto l’arrivo del medico legale Philippe sul luogo del ritrovamento.
Dopo aver chiamato Adeline e Baudemont, Kader spiega ai due colleghi che la vittima si chiamava Paul e che era un caro amico di Philippe. La sera prima della morte i due si erano recati insieme a una festa in maschera con delitto dove erano presenti anche numerosi altri patologi. Philippe si è recato a cercare l’amico dopo essere stato contattato dalla moglie dell’uomo che si è preoccupata perché non lo ha visto rincasare. Dopo averla contattata per comunicarle la triste scoperta, la moglie di Paul arriva in commissariato e Philippe la accoglie con distacco e imbarazzo, atteggiamento poco spontaneo che suscita dei sospetti in Kader.
Chérif e Adeline interrogano la donna e scoprono che Paul aveva dovuto smettere di lavorare come medico in seguito a un brutto incidente che aveva poi complicato anche il loro matrimonio. Dopo il dramma, Paul era diventato un’altra persona e aveva maturato una forte dipendenza da morfina, costringendo la donna a sfruttare il suo lavoro in farmacia per procurargli sempre più dosi. Paul sospettava inoltre che la donna avesse anche una relazione extra coniugale. Kader capisce così che l’amante della donna è proprio Philippe. Quando lo affronta, il medico reagisce molto male ma non può negare l’evidenza ed è costretto a confermare il sospetto del capitano. Philippe si sente però offeso di fronte alle continue domande sospettose di Kader e Adeline. Proseguendo con le indagini, Adeline scopre che la festa con delitto si è tenuta presso la dimora di proprietà della facoltosa Elizabeth de Courtray, direttrice di un istituto di medicina legale dove ricopre un incarico che prima dell’incidente era destinato proprio a Paul.
Insospettito da una serie di irregolarità nella gestione della struttura, Paul aveva cominciato a ficcare il naso in questioni che non lo riguardavano, infastidendo non solo la De Courtray ma anche suo marito, famoso patologo votato alla politica e divenuto in poco tempo un deputato. L’influenza e la reputazione dell’uomo è tale da imporre un divieto a Kader e Adeline ai quali viene proibito di interrogare i due sospettati. Kader deve così inventarsi qualcosa di nuovo per carpire informazioni e quando scopre che la seconda serata della festa con delitto è incentrata sugli interrogatori e si terrà proprio quella sera stessa, decide che il solo modo per fare luce sul caso è partecipare all’evento insieme a Philippe. Chérif, però, fa molto di più e per impedire ad Adeline di incontrare Patrice Belcamp, mela marcia ed ex poliziotto cacciato che potrebbe aiutarla con le indagini su Sébastien, decide di incastrare la collega di lavoro e la costringe a indossare i panni del colonnello Mustang per ricoprire il ruolo che era di Paul e accompagnare Philippe. Impossibilitata a dire di no, Adeline si presta al gioco e si reca nella dimora, mentre Kader li raggiunge di nascosto al castello e si tiene in contatto con loro tramite radio. Adeline conosce tutti i partecipanti, tra cui Alexandre Salviac, marito di Elizabeth, vestito da reverendo, e Mathieu Villeneuve, assistente della donna presso la clinica. Mentre Kader prosegue le sue personali indagini, frugando tra i documenti delle varie stanze del castello, Adeline interroga il reverendo e scopre che la sera prima lui e Paul si erano scambiati gli abiti senza comunicare nulla agli altri partecipanti. Si capisce così che Paul è stato ucciso per errore e che la persona destinata a morire era in realtà Salviac. Riuniti tutti in una stanza, Philippe finge di ricevere una telefonata da Paul e quando grida a gran voce che sta bene, Adeline osserva i volti di tutti i partecipanti e si sofferma su quello di Mathieu, l’unico a non credere alla messa in scena dei due perché colpevole di averlo ucciso. Il giovane fugge, inseguito da Adeline e Philippe, ma scompare nel nulla quando le luci del castello si spengono improvvisamente. Salviac e sua moglie Elizabeth vengono portati in commissariato, dove scoprono la notizia della morte di Paul. Kader e Adeline non riescono a capire per quale ragione Mathieu ce l’avesse così tanto con Salviac, ma dopo alcune indagini più approfondite scoprono che il ragazzo è nato a Rouen ed è figlio di una donna che è morta dopo essere stata brutalmente picchiata dal marito, un ricco e potente deputato. All’epoca, Salviac lavorava proprio a Rouen e si era occupato di fare l’autopsia sul corpo della donna. Per coprire l’omicidio e agevolare la sua scalata politica, Salviac aveva dichiarato il falso, facendo passare l’omicidio come un incidente. Mathieu sta così vendicando il torto subito da sua madre. Kader e Adeline sono convinti che il giovane sia nascosto da qualche parte nel castello, ma l’unico modo per scoprirlo è minare il solido rapporto tra Salviac e sua moglie Elizabeth. Per farlo, Kader lascia la donna da sola in una stanza dove è appesa una lavagna che contiene tutte le informazioni sul caso e tutti i sospetti su Salviac. La donna scopre così quello che suo marito ha fatto alla madre del suo assistente e decide di collaborare.
Mathieu viene ritrovato in una delle numerose stanze del sotterraneo e portato in commissariato. Il giovane confessa tutto e viene arrestato per l’omicidio di Paul, mentre Salviac viene incriminato per sequestro di persona. Philippe viene scagionato e Kader torna a casa per trascorrere un po’ di tempo con Sarah prima della sua partenza per New York. Tra una indagine e l’altra, Kader è riuscito a mettersi anche in contatto con Pascal, ex di Adeline, a cui ha chiesto un incontro. L’uomo gli risponde che possono incontrarsi quando preferisce.
OTTAVO EPISODIO – L’ultimo spettacolo
L’episodio si apre in una sala cinematografica dove a fine proiezione viene trovato il cadavere di un uomo. Dopo aver inviato a Pascal i dettagli del loro incontro e aver gestito l’inaspettato arrivo a sorpresa di sua madre, Kader viene chiamato per indagare sul nuovo caso. Sulla scena del crimine trova già Adeline, visibilmente risentita perché le continue intrusioni di Kader hanno compromesso le indagini sulla morte di Sébastien. Chérif prova a tranquillizzarla e le spiega che cercherà di ottenere maggiori informazioni sul caso da Pascal, ma Adeline non è così convinta che l’idea possa funzionare.
La vittima, Antoine Schwartz, è un ricco uomo d’affari che è stato ucciso con due coltellate, una al cuore e una all’addome. Gli undici spettatori presenti allo spettacolo mattutino sono condotti in commissariato per essere interrogati. Tra questi c’è anche Nathalie, ex poliziotta ed ex partner del capitano Jean Paul. I due si incrociano in commissariato, ma i rapporti sono tesi perché Nathalie ha in passato compromesso la posizione e il posto di lavoro del compagno a causa di una serie di comportamenti poco etici. Sia Nathalie che molti altri testimoni, tra cui una coppia di universitari, sostengono di aver visto una donna con un cappotto rosso, ma non sono in grado di fornire un identikit dettagliato e dichiarano di averla vista andare via dalla sala poco prima della fine del film. A confermare l’esistenza della misteriosa presenza è anche Sater, proiezionista e responsabile della sala cinematografica.
Quando in commissariato giunge l’ex moglie di Antoine, Kader e Adeline ottengono maggiori informazioni sull’uomo. Descritto come opportunista, avido e privo di scrupoli, Antoine è sempre stato uno che ha sfruttato le persone per raggiungere i suoi scopi. Il matrimonio tra i due è finito dopo la morte della figlia della donna, figliastra di Antoine, avvenuto in seguito a un incidente stradala causato mentre era alla guida di un auto che le aveva regalato proprio il suo patrigno. Indagando tra i vari contatti della vittima salta fuori il nome di Nicholas Sater, proiezionista e proprietario del cinema Saint Denis che aveva un debito di 200mila euro con Antoine. Interrogato da Kader e Adeline, l’uomo dimostra di aver già restituito i soldi ad Antoine dopo aver chiesto un prestito. Viene così meno il movente e Sater viene rilasciato. Le indagini sulla morte di Antoine giungono a un punto di svolta quando nell’auto dell’uomo viene trovato un computer con le foto compromettenti di alcune adolescenti. Si scopre così che Antoine aveva l’insana abitudine di abbordare ragazzine in rete per poi incontrarle in diversi luoghi della città. Kader e Adeline contattano subito la ragazzina delle foto per interrogarla. Accompagnata in commissariato dal padre, la giovane non solo nega di aver chattato con l’uomo ma sostiene con fermezza di non avergli mai inviato quelle sue foto molto personali. Con ogni probabilità, le immagini sono state rubate dal suo profilo personale da qualcun altro.
Mentre Kader incontra Pascal e lo incalza con continue domande sul caso che ha causato la morte di Sébastien, sua madre invita a cena Adeline e decide di approfittare dell’assenza del figlio per trascorrere una serata da sola con il capitano Briard, fare quattro chiacchiere con lei e carpire maggiori informazioni sullo stato della loro relazione. Kader scopre che è stato proprio Pascal ad aver comunicato ai suoi superiori delle indagini di Sébastien, ma sostiene anche di non aver allertato la Delmas, ma il suo braccio destro. Tornati alle indagini sulla morte di Antoine, Kader e Adeline scoprono che il finto profilo di Clementine è stato creato presso un internet point dai due studenti universitari presenti allo spettacolo del matinée. Il finto profilo è stato utilizzato per chattare con l’imprenditore e dargli appuntamento al cinema. Nel tentativo di saperne di più, i due poliziotti vanno incontro ai due ragazzi che tuttavia fuggono via quando sentono le sirene della volante. Durante la fuga, uno dei due viene investito e finisce in ospedale. Alice viene invece portata in commissariato dove fa scena muta. Ad aiutarla giunge in commissariato un facoltoso avvocato, stesso legale che ha in passato seguito l’ex moglie di Antoine durante le fasi del divorzio con l’uomo. Kader comincia così a sospettare che ci sia una collegamento più diretto tra le persone interrogate in questo periodo di indagini. Scopre così che la figlia della donna frequentava lo stesso liceo di Alice e Samuel e comincia a sospettare che Antoine abbia abusato della ragazzina all’insaputa della madre. Seguendo questa nuova pista, Kader scopre anche che l’incidente d’auto in cui ha perso la vita la figliastra di Antoine è in realtà un suicidio e capisce di essere sulla buona strada. A chiudere il cerchio è la scoperta che proprio Nathalie si era occupata delle indagini sull’incidente. I pezzi del puzzle cominciano così a incastrarsi e Kader capisce che tutti i testimoni sono coinvolti e legati tra loro. Chiamati a raccolta proprio nella sala cinematografica, Kader rivela quello che ha scoperto e mette tutti i suoi sospettati alle strette. La donna con il cappotto rosso non è mai esistita e Antoine è stato ucciso dall’ex moglie, aiutata da tutti gli altri. Tutti volevano difatti vendicare la morte di Nina: Alice che era la sua migliore amica, Samuel, suo fidanzato, suo padre e Nathalie che aveva indagato sul caso senza tuttavia riuscire ad assicurare alla giustizia quel mostro di Antoine. Risolto il caso, Kader comunica ad Adeline quello che ha scoperto sulla morte di Sébastien. Il capitano capisce così che l’anello debole della catena è proprio Brussou che ha più volte chiesto un trasferimento senza mai ottenerlo. I due decidono così da portare avanti le indagini, ripartendo proprio dal braccio destro della Delmas.
NONO EPISODIO – Ostaggi
Mentre Adeline tiene sotto stretta sorveglianza il braccio destro della Delmas e lo sorprende al parco a parlare con Garnier, in commissariato irrompe un uomo misterioso che chiede subito di poter parlare con Kader.
Chérif non è ancora arrivato, ma non appena varca la soglia del commissariato viene chiamato da Jean Paul nel suo ufficio. Il signor Portal, riconosciuto Kader, lo segue nell’ufficio di Jean Paul e prende i due uomini in ostaggio. Kader e Jean Paul sono poi raggiunti anche da Adeline che cade nella trappola dell’uomo.
Portal, fuggito dal carcere, è accusato dell’omicidio della figlia, ma si dichiara innocente e implora Kader e Adeline di riaprire il caso per scoprire che fine ha fatto la sua bambina e assicurare alla giustizia il vero colpevole. Il corpo della ragazza non è mai stato ritrovato e i poliziotti si sono fin da subito accaniti contro l’uomo, prendendo per buone le testimonianze di alcuni vicini di casa che hanno descritto come tesi i rapporti tra padre e figlia. A complicare la posizione dell’uomo è stato anche il ritrovamento di alcune tracce di sangue, rinvenute nel garage dell’abitazione. Dopo aver convinto Portal della necessità di lasciare l’ufficio per poter indagare con libertà, Kader e Adeline si allontano e lasciano in ostaggio nelle mani dell’uomo il capitano Jean Paul. I due supervisionano il dossier sulle indagini e scoprono che la ragazza è scomparsa di martedì, giorno in cui Bruno Portal era via per lavoro. L’uomo, spesso in viaggio perché trasporta da un posto all’altro materiali pesanti, soffre anche di depressione, prende spesso degli psicofarmaci e ha ricorrenti perdite della memoria. Le prove contro di lui sono decisamente schiaccianti e peggiorano quando Adeline e Kader trovano delle anomalie nei trasporti di Bruno e scoprono che durante il viaggio di ritorno l’uomo trasportava circa 50 kg in meno rispetto al viaggio di andata. Il sospetto è che Bruno stesse trasportando il cadavere della figlia e che si sia liberato del corpo prima di fare ritorno a casa. Bruno spiega però le ragioni di quella differenza e racconta che in seguito alla malattia della moglie si è indebitato e che per sanare i suoi debiti trasporta spesso delle quantità di rame che poi rivende al miglior offerente.
Kader e Adeline gli danno fiducia e proseguono le indagini, chiamando in commissariato Marianne Telan, una delle sue vicine di casa. La donna dimostra un certo affetto nei confronti di Bruno e lo descrive come un uomo buono rovinato dalla presenza ingombrante di una figlia ingrata. Alla testimonianza positiva di Marianne fa seguito quella di Ivette che sostiene con sicurezza di aver sentito Bruno litigare con sua figlia il lunedì sera, il giorno precedente alla scomparsa. La donna si dice sicura perché era in casa dove stava guardando in tv un episodio di «Castle». Kader, incuriosito, la mette di fronte a un’amara scoperta e dopo aver capito a quale episodio fa riferimento le svela che in realtà quella puntata è andata in onda di martedì, giorno in cui Bruno era già in viaggio. Nel frattempo Bruno viene disarmato e sistemato in una cella con Kader che gli promette di continuare a indagare sul caso. Adeline scopre che la figlia di Bruno era stata condannata ai servizi sociali e prestava servizio in un ospedale dove aveva cominciato a indagare sulla morte di un certo Theo Rossi, piccolo spacciatore ucciso con un colpo d’arma da fuoco nel bosco dove suo padre andava regolarmente a caccia. I due si convincono che la ragazza possa aver infastidito qualcuno con le sue indagini, ma quando scoprono che il giovane Rossi aveva l’abitudine di spacciare vicino casa di Bruno e della sua vicina Marianne, cominciano a intuire qualcosa. Ad accendere la lampadina di Kader è il fatto che Marianne, al contrario di Ivette, non ha mai menzionato alcun litigio tra Bruno e sua figlia e si chiedono come mai non abbia sentito nulla. Quando si recano a casa della donna, Kader e Adeline approfittano dell’assenza di Marianne per fare irruzione in casa e, insospettiti da alcuni rumori in soffitta, trovano rinchiusa e sequestrata Emma Portal Marianne, arrestata, confessa tutto: è stata lei a uccidere il giovane Theo Rossi e ad averlo trasportato in ospedale dopo averlo colpito. Scoperta da Emma, Marianne le aveva fatto credere che a uccidere il giovane era stato suo padre, ma di fronte ai sospetti della ragazza che aveva intuito qualcosa, le due avevano avuto un pesante litigio, sfociato poi in tragedia. Dopo aver colpito Emma, Marianne l’ha portata a casa sua per curarla e ha infine deciso di tenerla prigioniera per non compromettere la sua relazione con Bruno, un uomo a cui si è sempre sentita sentimentalmente legata. Emma, libera, riesce finalmente ad abbracciare suo padre Bruno. Nel frattempo, Adeline ha finalmente deciso di dare fiducia a Pascal e insieme a lui riesce a incastrare Brussou che viene arrestato dopo aver confessato l’omicidio di Sébastien davanti a Garnier che indossa dei microfoni nascosti. Brussou viene arrestato e portato in commissariato dove viene assistito da un facoltoso avvocato. L’uomo chiede di essere inserito nel programma di protezione testimone, promettendo di rivelare in cambio il vero mandante dell’omicidio di Sébastien. La Delmas, allarmata dalle ultime notizie, chiede a un suo uomo di sistemare la situazione.
DECIMO EPISODIO – Che giustizia sia fatta
Il decimo e ultimo episodio della quarta stagione di Chérif si apre nello studio dell’avvocato di Brussou. Il legale è stato ucciso e tutti i documenti compromettenti sono stati eliminati dagli uomini della Delmas. Quando Kader e Adeline arrivano sul posto, scoprono l’omicidio e capiscono che anche Brussou è in pericolo. Quest’ultimo, saputo della morte del suo avvocato, ritratta tutto e si tira indietro. A complicare la situazione è l’inaspettato arrivo della Delmas in commissariato. La donna è riuscita a ottenere l’autorizzazione al caso congiunto e chiede di essere informata sullo status delle indagini. Kader e Adeline hanno le mani legate e sanno di dover avviare due diversi tipi di indagini, la prima per condividere le informazioni anche con la Delmas e la seconda per arrivare alla soluzione del caso. La Delmas sferra subito un primo attacco e interroga Pascal Garnier, accusandolo non solo di aver estorto una confessione illegale a Brussou, ma anche di essersi recato nello studio legale di Ruffo e di aver ucciso il legale. A incastrare Pascal sono alcune impronte digitali trovate su un bicchiere, rinvenuto nell’ufficio dell’avvocato. Pascal nega di essere stato lì, ma le prove sono dimostrano il contrario. Ad accompagnare la Delmas, senza mai separarsi da lei, c’è il capitano Simonetti, braccio destro della donna che va sempre in giro con un cane e controlla tutti i movimenti di Adeline.
Per aiutare Pascal, Adeline recupera le immagini registrate dalla telecamera di un negozio che si trova proprio di fronte all’ufficio legale di Ruffo e che servono a indentificare Dialo, l’uomo delle pulizie che potrebbe testimoniare in favore di Pascal. Nonostante l’ottima pista, Simonetti e la Delmas sono sempre un passo avanti ad Adeline e Kader e il giovane Dialo, portato in commissariato, subisce le minacce di Simonetti e conferma di aver visto Pascal entrare nell’ufficio dell’avvocato. Pascal è ormai spacciato, Brussou si suicida in carcere e la Delmas ribadisce ad Adeline che avrebbe dovuto lasciar perdere e stare al suo posto. Kader e Adeline devono così trovare il modo di arrivare a una soluzione e quando capiscono che Simonetti ha un debole per la Delmas, decidono di architettare un piano per incastrarli. Adeline incontra di proposito Simonetti e i due vengono immortalati da alcuni scatti fotografici che vengono poi consegnati alla Delmas in busta chiusa. Si insinua così in lei il sospetto che il suo partner la stia tradendo. Messo a punto questo primo passaggio, Kader passa alla seconda fase del piano e chiede supporto a sua madre. Simonetti fa ritorno a casa e trova tra le sbarre del cancello del suo appartamento un busta che contiene le foto che lo ritraggono parlare con Adeline. Il suo cane è scomparso e l’uomo si convince che è stato ucciso. In preda al panico, Simonetti si reca in commissariato e confessa tutto al comandante degli affari interni, rivelando che è stata la Delmas a ordinargli di uccidere Sébastien Briard e che ha a sua volta lui ha trasmesso l’ordine a Brussou. Il fratello di Adeline è stato spinto sotto il treno di una metropolitana e i soldi della truffa immobiliare su cui stava indagando sono stati trasferiti in un conto all’estero. La Delmas, pronta a fuggire, viene arrestata da Adeline e accusata dell’omicidio di Briare, Ruffo e Brussou. La Delmas, in commissariato, incrocia Simonetti e capisce di essere stata incastrata da lui. L’uomo, a sua volta, capisce di essere stato preso in giro quando vede il suo cane entrare dalla porta del commissariato portato al guinzaglio dalla madre di Kader che, sorridente, rivela di essersi ispirato al primo episodio della serie «Damages».
Tutto è ormai finito, Pascal viene scagionato e Adeline e Kader trascorrono finalmente la loro prima notte insieme. La mattina successiva, però, Adeline viene contattata sul telefonino da Pascal che le chiede di poterla incontrare in uno sperduto casolare fuori città. Il capitano Briard lascia un messaggio a Kader e si reca all’appuntamento. Quando Chérif si sveglia prova a contattarla al cellulare ma non ottiene risposta. Poi, dopo aver sentito il commissariato, scopre dove si sta recando e si mette in macchina per raggiungerla. Quando Adeline arriva sul luogo dell’incontro trova ad attenderla la Delmas. Adeline si chiede come abbia fatto a fuggire e le chiede dove si trova Pascal. Mentre Kader è in auto, le due donne hanno un acceso confronto e quando Chérif arriva sul luogo viene subito attirato dal rumore di alcuni colpi d’arma da fuoco. Quando raggiunge Adeline, Kader la trova davanti al cadavere di Pascal e le chiede spiegazioni, ma prima che Adeline possa dire qualcosa, irrompe la polizia. La donna viene arrestata e portata via con l’accusa di omicidio e Kader, scioccato, non può far nulla per proteggerla.
LA RECENSIONE
In pochi avrebbero scommesso sul successo di Chérif, ma in molti si sono dovuti ricredere. La serie poliziesca francese, ideata da Lionel Olenga, Laurent Scalese e Stéphane Drouet, giunta quest’anno alla quarta stagione, ha per protagonista un poliziotto di origine magrebina, perfettamente integrato nella Lione di oggi. Affiancato dalla collega Adeline Briard, dal brigadiere capo Joël Baudemont, dal medico legale Philippe Dejax, Chérif coordina le indagini di casi di ogni genere, investigando su omicidi, violenze e rapimenti e divedendosi tra il lavoro, a cui si dedica con serietà e passione e la casa, per gestire al meglio il suo legame con la figlia adolescente Sarah. Ogni stagione è composta da dieci episodi e, proprio come le tre precedenti, si muove su due binari diversi. Da un lato i gialli di puntata che, fatta eccezione per un paio di episodi, si risolvono generalmente nel corso dei 40 minuti; dall’altro, come nelle migliori leggere serie tv americane, ci sono delle vicende che evolvono nel corso dell’intera stagione svelando, di puntata in puntata, preziosi dettagli utili a spingere avanti le storie. Una scelta che emerge in maniera molto più evidente in questa quarta stagione con la personale vicenda che coinvolge il personaggio di Adeline Briard e la sua compromettente indagine sulla morte del fratello Sébastien, ma che si fa evidente anche attraverso la scelta degli sceneggiatori di seminare le basi per situazioni future, come quelle che coinvolgeranno ancora Kader e la sua famiglia, o di dare una svolta concreta alla storia sentimentale tra i due capitani, spesso compromessa da terzi incomodi, ritardata dalle insicurezze e dai timori dei due protagonisti e ancora una volta messa a dura prova da agenti esterni. L’atmosfera di mistero, le indagini, il contrasto tra due personalità agli antipodi – Adeline, poliziotta rigida e dura che spesso mal sopporta il sarcasmo del collega, e Kader, spassoso, positivo e sempre sicuro di sé – i gialli e le vicende personali di tutti i protagonisti si sviluppano nel corso di una serie che ha un taglio molto ironico e che trae chiara ispirazione da prodotti americani come Castle o Moonlighting. Non a caso, Kader ha persino un’assurda mania per le serie televisive che chiama continuamente in gioco in ogni puntata e da cui trae preziosi spunti per risolvere i suoi casi personali. Con un andamento lineare, storie semplici che intrattengono senza mettere a dura prova lo spettatore o rendere pesante e complicata la visione, Chérif merita senza ombra dubbio i suoi 4 milioni di fan a puntata. Trasmessa in Italia su Giallo, Chérif è un prodotto leggero e gradevole, popolato da personaggi ironici e sfaccettati, con un protagonista simpatico, positivo, umano e attraente, ben confezionato e pensato per assolvere alla due funzioni vitali -divertire e intrattenere- di chi guarda. Smorzando con la comicità e l’ironia gli aspetti più crudi di questo genere televisivo, Chérif si delinea come una perfetta serie di qualità, per nulla complessa e assolutamente adatta alla visione in famiglia.
Marianna Ninni

