La ragazza con la Leica

VENEZIA 83 – ORIZZONTI
La ragazza con la Leica, di Alina Marazzi
Le immagini e le parole di Greta Taro risuonano come le belle note delle melodie anni Trenta, dopo aver apprezzato il nuovo film di Alina Marazzi sulla prima donna fotoreporter che trova la morte su un campo di battaglia in Spagna nel 1937.
L’intrecciarsi dei momenti più importanti della sua vita, in particolare della sua storia d’amore con Robert Capa, ma anche quelli più lontani della fuga con un gruppo di amici da Lipsia, l’esilio a Parigi e poi quelli precedenti al suo ritorno da sola in Spagna. L’esigenza di documentare i fatti più gravi e importanti, avvenuti poco prima della Seconda Guerra Mondiale, la porta a lasciare l’amica più cara e più di un amore, per essere lì dove si scrive la Storia dell’Europa. Marazzi sceglie di costruire un intreccio che non si muove solo nel tempo e nello spazio degli anni Trenta, dalla Germania dell’Est alla Spagna, ma utilizza e rielabora con grande attenzione estetica la documentazione catalogata e ritrovata molti anni dopo. Su un binario doppio e sostenute da una bellissima colonna sonora carica di tensione che sprigiona grandi emozioni, la regista pone registrazioni video del passato in bianco e nero vicino a scene a colori. Il fascino del suo vestito rosso corrisponde all’energia vitale della sua persona: una donna libera, tenace e coraggiosa che, amando fortemente la vita, non può far altro che affrontarla in prima linea. Entrambe le protagoniste (giovanissime interpreti) incarnano, ciascuna a suo modo, una forza creatrice che non si lascia intrappolare dalle convenzioni.
Nella camera oscura dello studio fotografico volti e azioni diventano nitidi, come vividi restano a lungo nella mente degli spettatori. L’unico modo per lasciar riaffiorare le cose è attingere alla memoria e al ricordo, e l’unico modo per (dimostrare di) esistere è testimoniare.
★★★★
Claudia Bersani