Union Town

VENICE OPEN – FUORI CONCORSO

Union Town, di Barbara Kopple

Autorevole esponente del cinema socialmente impegnato, Barbara Kopple completa e conclude, con Union Town, una trilogia composta da Harlan County, USA (1976), sullo sciopero dei minatori di Brookside, e da American Dream (1990), sulla protesta dei lavoratori di una multinazionale alimentare nel Minnesota. Entrambi i titoli le hanno fatto vincere l’Oscar per il miglior documentario. La terza e ultima opera evidenzia un contesto estremamente attuale concentrandosi sui diritti dei lavoratori per le consegne a domicilio, in particolare di UPS, Amazon e alcune app di food delivery.

La regista dà voce direttamente ai protagonisti e ai loro familiari per far emergere gli aspetti più umani e personali di una condizione che diventa di giorno in giorno più allarmante. Non si tratta “soltanto” di compensi irrisori e turni di lavoro estenuanti, ma anche di una qualità della vita inaccettabile sul piano umano. La realtà statunitense della comunità di immigrati presentata in questo documentario è sicuramente più estrema rispetto a situazioni analoghe in Europa o in Italia, sia per la configurazione geografica, ovvero per le distanze che i rider devono coprire, sia per il dilagare della mentalità consumista, ma Amazon fa ormai parte della vita di tutti noi: quell’articolo introvabile lo troviamo su Amazon, quell’altro conviene perché costa meno che in negozio, se ci dicono una data di consegna è davvero quella e in certi casi la merce viene spedita o anche consegnata il giorno stesso dell’ ordine. Tuttavia, il vero costo che il cliente fa finta di ignorare è una precarietà che costringe a ritmi disumani, a una fatica fisica inammissibile, spesso a non avere nemmeno un’abitazione o a rinunciare agli affetti familiari: chi non si adegua, rischia di vedersi licenziato, o meglio cancellato, da una app.

I protagonisti di questo film raccontano di consegne quanto meno opinabili, come una confezione di gelato durante una tempesta di neve o il singolo acquisto di una bevanda energetica per uno sportivo: la questione non è dunque soltanto politica ma anche etica, e l’atteggiamento dei consumatori potrebbe aiutare a cambiare lo stato delle cose. Con la sua indagine Barbara Kopple, che sarà ospite speciale al 67esimo Festival dei Popoli di Firenze, sottolinea l’importanza, per i rider newyorkesi, di uscire dal silenzio e consolidare la resistenza collettiva all’interno del sindacato. A Venezia quest’anno il tema del lavoro è in primo piano, come attestano, in chiavi diverse, anche i film in concorso di Lee Chang-dong e di Stéphane Brizé.

★★★

Lucia Corradini