Une femme aujourd’hui

VENEZIA 83 – GIORNATE DEGLI AUTORI
Une femme aujourd’hui, di Robert Guediguian
Sulla strada davanti al suo posto di lavoro una donna, verosimilmente in carriera, si avvicina a un’altra e a sua figlia, a cui sta scendendo sangue dal naso, per soccorrerla: un aiuto spontaneo, un gesto di gentilezza, forse anche inconsueto, ma significativo e anticipatorio di uno dei temi affrontati dal nuovo film di Robert Guediguian: la solidarietà, questa volta al femminile. Accanto alla compagna, presenza costante nei suoi film, Ariane Ascaride, la trentaduenne Marilou Aussilloux che ha uno sguardo solare ed empatico, e un gruppo di giovani madri in difficoltà (per lo più straniere, ma anche francesi). Le strade di tutte queste donne si incrociano in un momento in cui la protagonista, Juliette, a seguito di un’aggressione sessuale da parte di un suo superiore dopo una serata trascorsa insieme, cerca di ritrovare un senso alla sua vita. Il lavoro come consulente finanziaria la assorbe completamente, anche a scapito delle visite alla famiglia che sono rare e ogni volta le lasciano la sensazione di non sapere più a quale mondo ora appartiene. La morte dello zio, a cui è molto legata, le svela un segreto di famiglia che cambierà radicalmente le sue certezze e i rapporti con la madre e i fratelli. Ma ancor prima di scoprire di avere origini marocchine e un dono speciale, la donna incontra e scopre una realtà sociale che diventa in modo spontaneo e naturale una nuova ragione di vita. Non volendo più rientrare al lavoro dopo l’episodio di stupro, Juliette passa le sue giornate come volontaria in un foyer dove vengono ospitate per qualche tempo ragazze madri, attratta anche dalla presenza del responsabile che la soccorre la notte in cui con la sua auto finisce nel loro cortile.
Il mondo ordinato che conosceva (rappresentato dalla bella casa in cui vive) si sgretola sempre più, ma la presenza di alcune figure attorno a lei la aiutano a trovare il modo per ricostruire un’identità ora arricchita dalle forze che scopre di possedere.
Il film – che dura circa due ore – si muove attorno al mar Mediterraneo, fra Marsiglia e Algeri. Oltre al racconto della storia di tre generazioni, attraverso il comportamento dei personaggi maschili esprime i sentimenti di paura e i pregiudizi di cui sembra impossibile liberarsi anche nel ventunesimo secolo. Un vicino di casa che pensionato vive ancora con l’anziana madre, apparentemente molto disponibile e aperto, ma per finire pieno di risentimento; un fratello che ha mal sopportato i privilegi dati alla sorella di poter proseguire gli studi e che ora è indignato che lei butti la sua vita a favore dei meno fortunati. Allo stesso tempo il film indugia in più momenti di grande tenerezza: una carezza che aiuta a prendere sonno o altri gesti di affetto che fanno sì che ci si senta compresi, fra amiche, verso un figlio di un’altra donna, o anche fra un uomo e una donna, un modo per riacquistare la fiducia nel prossimo.
Malgrado il suo titolo, questo film racconta la storia non solo di una donna oggi, ma di molte altre che accanto a lei lottano ogni giorno per un futuro migliore che riscatti il loro passato.
★★★ ½
Claudia Bersani