Storia della mia famiglia

 

Regia: Claudio Cupellini

Sceneggiatura: Filippo Gravino, Elisa Dondi

Genere: Drammatico

Cast: Eduardo Scarpetta, Vanessa Scalera, Massimiliano Caiazzo, Cristiana Dell’Anna, Gaia Weiss,

Durata: 6 episodi 45-50 ‘

Origine: Italia

Anno: 2025

Piattaforma: Netflix

Fausto vive  a Roma e ha due figli affidati alle sue cure. Fausto è un paziente terminale di tumore e, con questa consapevolezza, sta cercando di sistemare tutto quanto può prima della sua dipartita. Chiede aiuto alla amica (e non solo) Maria affinché si occupi dei bambini. Non vuole che vengano affidati alla madre Sarah e nemmeno alla nonna. Cerca poi di aiutare il fratello cocaino dipendente  Valerio.

Una serie Netflix ambientata a Napoli che han il pregio di rifuggire più che può dagli stereotipi conservando un mix di livello tra dramma e commedia- Il plot di base (la morte imminente del protagonista)  potrebbe spingere lo spettatore a rinviare la visione. Invece veniamo messi di fronte ad una narrazione che, sin da quello che potremmo definire come prologo, ci colloca in una dimensione inusuale. Fausto (uno Scarpetta sempre più abile, di prestazione in prestazione, a passare dal dramma alla commedia nel giro di pochi secondi) è un malato terminale consapevole del proprio passato, del proprio presente e attento al futuro di coloro che gli sono cari-

La sceneggiatura è attenta a seminare il pilot di elementi che possono essere sviluppati negli episodi successivi. Veniamo così messi a conoscenza del colpo di fulmine di Fausto per Sarah ma anche del fatto che ora non vuole per nessuna ragione che i figli le siano affidati. Iniziamo a conoscere il pregresso del rapporto con Maria così come comprendiamo come avverta un senso di responsabilità nei confronti del fratello minore e anche, in qualche misura, dell’amico che lo ha affiancato in un’agenzia immobiliare.

Tutto ciò in una continua alternanza tra momenti di intima sofferenza e situazioni in cui cerca di riaffermare un diritto ad esistere che sa essere in procinto di scadere. La scuola di attori napoletana si dimostra ancora una volta all’altezza delle aspettative offrendo una sensazione di realismo alla vicenda senza sfiorare mai né il patetismo né l’improbabilità.

Giancarlo Zappoli

★★★