Parenthood

Parenthood

 

Regia: Lawrence Trilling

Sceneggiatura: Jason Katims

Cast: Peter Krause, Lauren Graham, Dax Shepard, Monica Potter, Erika Christensen, Mae Whitman, Max Burkholde, Sarah Ramos, Sam Jaeger, Craig T. Nelson, Bonnie Bedelia

Durata: 44m

Origine: USA

Anno: 2010

Piattaforma: Netflix

Ci sono serie che si rivelano col tempo, e altre che dichiarano subito la propria identità. Il pilot di Parenthood mostra immediatamente come questa serie appartenga decisamente alla seconda categoria. Fin dalle prime scene, l’episodio introduce lo spettatore nel mondo dei Braverman, una famiglia ampia e imperfetta, costruita su equilibri fragili e relazioni in continuo movimento. Non c’è nulla di artificiale: ogni dinamica appare autentica, riconoscibile e profondamente umana. La scrittura è il vero punto di forza. I dialoghi sono rapidi, sovrapposti, a tratti caotici, ma proprio per questo incredibilmente realistici. La sceneggiatura riesce a intrecciare più linee narrative senza mai perdere coerenza, dando spazio a ogni personaggio e delineandone subito i conflitti interiori.

Il tema centrale è quello della genitorialità, raccontata senza idealizzazioni. Essere genitori, in Parenthood, significa sbagliare, sentirsi inadeguati, cercare continuamente un equilibrio che sembra sempre sfuggire.

Il pilot mette subito in chiaro questa visione, mostrando quanto possano essere complesse anche le relazioni più intime. Non manca però una componente emotiva più leggera: la serie alterna con naturalezza momenti di ironia e passaggi più intensi, evitando ogni eccesso melodrammatico. È proprio questo equilibrio a renderla così coinvolgente.

Il primo episodio fa da manifesto: introduce personaggi, temi e tono con grande precisione, lasciando intravedere una narrazione corale solida e ben scritta. Parenthood si presenta così, fin dall’inizio, come un racconto sincero e sfaccettato della famiglia contemporanea. Sara, costretta a lasciare la città in cui vive e tornare a casa dei genitori, con due figli adolescenti, rappresenta una madre forte e indipendente, una donna libera. Suo fratello Adam, padre e figlio perfetto, incarna il ruolo di mediatore e consigliere per tutta la famiglia, mentre Giulia e Krosby, i piccoli della famiglia Braiverman sono rispettivamente un affermato avvocato e un produttore musicale provetto, costretto a lavorare come tecnico del suono. Tutti i protagonisti sono perfettamente delineati dalla sceneggiatura e resi al meglio dal brillante cast attoriale.

La serie cattura lo spettatore tra drammaticità e intensità emotiva, ma sempre con un eccellente e brillante tono sarcastico e umoristico.

★★★1/2

Sofia Palmieri