MRS. PLAYMEN

Regia: Riccardo Donna

Sceneggiatura: Mario Ruggeri, Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski, Alessandro Sermoneta

Genere: Biografia

Interpreti: Carolina Crescentini, Filippo Nigro, Giuseppe Maggio, Francesca Colucci, Domenico Diele, Francesco Colella,  Lidia Vitale, Cecilia Dazzi

Origine: Italia

Anno 2025

Piattaforma : Netflix

Sul finire degli anni’60 Saro Balsamo è l’editore di Playmen, rivista spesso al centro di denunce per oltraggio al pudore. Sua moglie, Adelina Tattilo, si trova di colpo nei guai perché, in seguito alla’uscita di un numero che ha in copertina Brigitte Bardot, viene arrestata. Saro ha pensato bene di far perdere le proprie tracce ed ora è lei a dover prendere decisioni. Intanto il fotografo bisessuale Luigi Poggi propone delle foto di nudo realizzate con una ragazza di borgata in forma privata come elemento di punta per un restyling della rivista. Intanto Balsamo fugge all’estero con una giovane amante ed Adelina deve decidere se prendere in mano le redini della rivista.

Riccardo Donna, oltre ad essere un più che rodato regista televisiva ha anche l’età giusta per ricordare l’adolescente che fu quando Playboy non poteva uscire in Italia e Playmen ne prese il posto suscitando scandalo nei benpensanti e non solo.La ricostruzione d’epoca appare efficace così come la rappresentazione di Adelina Tattilo che si trasforma da moglie misuratamente gelosa (ma anche dipendente dal marito) in una manager del tutto autonoma. Il clima di quei giorni, con un ristretto numero di magistrati sempre pronti a chiedere sequestri delle copie, è ben ricostruito. Assume ancor più peso grazie alla rappresentazione di una morale che trattava l’omosessualità come una perversione (il fotografo e il direttore della rivista intrecciano una relazione che va tenuta nascosta). È poi interessante l’inserimento del personaggio della ragazza di borgata che crede nella buona fede del fotografo, con cui ha  anche un rapporto sessuale, e si trova invece sbattuta in copertina dopo che le è stata fatta firmare con l’inganno una liberatoria.

Questa presenza diventa utile per evitare l’agiografia della Tattilo.  Messa dinanzi  alla scelta fra il business e la solidarietà femminile compie una scelta che la qualifica come manager che sa essere mettere da parte  gli scrupoli.

Giancarlo Zappoli

★★★