Mauro Rostagno. l’uomo che voleva cambiare il mondo

Regia: Giovanni Troilo

Sceneggiatura: Roberto Saviano,  Stefano Piedimonte

Cast: Roberto Saviano, Monica Rostagno, Maddalena Rostagno, Carla Rostagno, Elisabetta Roveri,Claudio Fava, Enrico Deaglio, Marco Boato,

Origine: Italia 2025

Durata: 2 puntate di 60’

Piattaforma: Sky

Il documentario affronta, con la presenza narrante e di raccordo di Roberto Saviano, la complessa esistenza di Mauro Rostagno, una figura di spicco nella cultura e nell’attività politico sociale della seconda metà del secolo scorso ucciso dalla mafia.

Non era facile ricostruire le diverse vite di Mauro Rostagno in un documentario che sfuggisse dall’agiografia tendente a farne un’icona. C’è riuscito Giovanni Troilo  grazie anche al contributo fondamentale di Alberto Castiglione che è riuscito a recuperare tutto il materiale delle trasmissioni che Rostagno conduceva nella tv privata Radio Tele Cine di Trapani. Le interviste prive di remore o di acquiescenza, gli interventi ironici, le denunce fanno da contrappunto alla ricostruzione di un percorso esistenziale che parte dalla Facoltà di Sociologia di Trento per poi divenire uno dei fondatori del movimento extraparlamentare di Lotta Continua. C’è poi la fase indiana di Puna con il santone Osho dopo essere stato in carcere in seguito alla creazione del centro culturale Macondo. Segue il rientro in Italia con la fondazione nel trapanese, insieme a Francesco Cardella, della comunità Saman per poi passare all’attività di cronista fustigatore del malcostume locale.

Saviano guida lo spettatore nella ricostruzione di tutte queste tappe esistenziali con la collaborazione di chi le ha vissute direttamente e cioè la seconda moglie di Rostagno e le due figlie. Ne esce così un  ritratto che passa costantemente dal privato al sociale offrendo a chi guarda l’immagine di una presenza che forse solo in quegli anni di intenso attivismo e con una molteplicità di suggestioni ha potuto trovare il terreno di coltura giusto per sperimentare senza perdere mai di vista la disponibilità nei confronti di coloro che venivano considerati gli ultimi dalla società.

★★★ 1/2

Giancarlo Zappoli