Regia: Bradley Cooper

Soggetto: Bradley Cooper, Josh Singer

Sceneggiatura: Bradley Cooper, Josh Singer

Fotografia: Matthew Libatique

Genere: biografico, drammatico

Cast: Bradley Cooper, Carey Mulligan, Matt Bomer, Maya Hawke

Durata: 129’

Origine: USA

Anno: 2023

Piattaforma: Netflix

La prima occasione di mostrare quanto valga, Leonard Bernstein la deve, a ventisette anni, all’indisposizione di un collega. Senza prove, con l’istinto e l’abilità del genio, lo sostituisce alla perfezione dimostrando inaspettatamente al mondo il suo valore. Tre anni dopo il debutto come direttore d’orchestra alla Carnegie Hall, a una festa Bernstein incontra l’attrice Felicia Montealegre, la donna che diventerà un punto fermo nella sua esistenza. La presenza  sarà fondamentale sempre, anche quando lei si ammalerà e lo lascerà solo, anche quando, non potendo capire la sua doppia vita e l’attrazione per gli uomini di cui lui si innamorerà, sarà dura e intransigente. Ma Bernstein non potrà fare a meno di lei e deciderà di assisterla negli anni della malattia che la porterà alla morte. Per trent’anni Bernstein comporrà e dirigerà le più rinomate composizioni orchestrali sostenendo nella formazione anche i più giovani artisti.

Ripreso di spalle, al pianoforte: questa la prima immagine che il film ci mostra del Maestro Leonard Bernstein, uno dei più noti compositori, direttori d’orchestra e pianisti del secolo scorso. Di spalle, come lo vede chi assiste ai suoi concerti. E di spalle è ritratto anche quando, nella seconda scena del film, risponde alla chiamata che darà l’avvio alla sua lunghissima carriera. Il film passa in pochi minuti da un presente a colori (in cui l’uomo parla della moglie e di quanto lei sia ancora presente nella sua vita) a immagini in bianco e nero (che lo ritraggono a letto con il compagno). Un incipit che corrisponde alla struttura del film, costituita da due parti molto diverse fra loro. Due parti che sembrano voler dare spazio a entrambe le nature dell’uomo, presenti sin dagli anni giovanili: l’ammissione, da subito, del suo essere ambivalente e contradditorio. D’altronde il senso sta già nelle parole di Bernstein stesso in incipit: “Un’opera d’arte non risponde alle domande, le provoca: e il suo sostanziale significato sta nella tensione tra le risposte contradditorie.”

Una prima parte spumeggiante, in cui la moglie di Bernstein appare sorridente e appagata, felice del successo del marito, dove i toni sono quelli del musical, e una seconda, più cupa e drammatica, in cui prevalgono i momenti di tensione tra i coniugi. Un film dove la musica del compositore è protagonista senza essere analizzata o spiegata; conta di più il fatto che la moglie lo aspetti dietro le quinte per abbracciarlo e condividere con lui l’applauso del pubblico. Bravissimi entrambi i protagonisti, la loro gioiosa sintonia è contagiosa nella prima parte del film. Splendida e molto scenografica la scena della sua prima “entrata in scena”, che lo vede uscire da una camera buia, correre in stile musical per i corridoi della sala concerti, affacciarsi da un palco su una platea vuota e infine ritrovarsi in giacca e cravatta sul palcoscenico, poco prima emozionato e nervoso, completamente a suo agio con la bacchetta in mano subito dopo. Un sogno condiviso con Cooper che da bambino, racconta, sognava di diventare direttore d’orchestra. Forse per questo la sua interpretazione è particolarmente convincente.

Claudia Bersani

Voto : ★★★★