Look Back

VENEZIA 83 – CONCORSO
Look Back, di Hirokazu Koreeda
In Maborosi, il suo primo lungometraggio, Koreeda raccontava una storia attraverso le immagini, le variazioni di luce e i colori. Nel suo film più recente, Look Back, la voce narrante non verbale è il suono: lo scricchiolio graffiante e quasi stridulo di un pennino sulla carta da disegno, il fruscio frettoloso di un foglio accartocciato e gettato via, il ticchettio metallico di una penna digitale. Due bambine profondamente diverse condividono la stessa passione: il disegno, e in particolare i manga. Fujino, estroversa e solare, sogna di diventare una celebre mangaka mettendo a frutto un talento naturale, mentre Kyomoto, malinconica hikikomori, vuole disegnare per il gusto di farlo e il suo progetto è frequentare l’Accademia per migliorare ulteriormente la sua tecnica. Se la prima vuole disegnare per vivere, la seconda vive per disegnare, ma per entrambe un’esistenza disgiunta da ciò che amano fare sarebbe inconcepibile.
Ai tanti bambini saggi che abitano la cinematografia di Koreeda, per lo più in contrapposizione con la sconsideratezza e l’indifferenza degli adulti, si aggiungono le due protagoniste di Look Back, con la loro amicizia che nasce da un’affinità e si rafforza nelle lunghe ore trascorse a disegnare insieme in una stanza, condividendo l’impegno e la stanchezza, la felicità di vedersi apprezzate e la soddisfazione di realizzare un sogno. Fujino, che preferisce disegnare i personaggi, e Kyamoto, che ama gli sfondi, sono talmente complementari da sembrare predestinate a incontrarsi, e anche capaci di separarsi senza perdere l’affetto che le lega, se è necessario per rimanere fedeli ciascuna alla propria creatività. Quando l’imprevedibile irrompe in una di quelle due esistenze, scompagina anche l’altra, e ci sarà un lutto da elaborare, altro tema ricorrente in Koreeda che sembra tornare a chiedersi, come agli inizi, quali sono i modi per farlo e le parole per dirlo. Come ci si salva quando la vita presenta il suo lato peggiore? Liberando la propria creatività, ognuno di noi con la propria modalità espressiva e nonostante la sofferenza.
Look Back, che si ispira all’omonimo manga di Tatsuki Fujimoto e si affida a quattro attrici per rendere il passaggio dall’ infanzia all’età adulta delle due protagoniste, ha l’immediatezza dei disegni dei bambini e la fluida armonia di una realizzazione cinematografica magistrale. Quando scorrono i titoli di coda, rimangono in mente il sorriso gioioso di Fujino, il desiderio di nascondersi che si legge nello sguardo di Kyomoto, le distese erbose a tutto campo che cambiano colore con l’alternanza delle stagioni. Ancora una volta Koreeda ci ha regalato la sua poesia.
★★★★
Lucia Corradini