La mia brillante carriera

Regia: Alyssa MacClelland
Sceneggiatura: Liz Doran, Miles Franklin, Skye Leon
Genere: Drammatico
Cast: Philippa Northeast (Sybylla Melvyn), Christopher Chung (Harry Beecham), Jake Dunn (Frank Hawden), Kate Mulvany (Augusta Beecham), Anna Chancellor (Winifred Bossier), Genevieve O’Reilly (Helen Bossier), Alexander England (Julius Bossier), Sherry-Lee Watson (Nell Kirby), Miah Madden (Betty Kirby), Ella Oliphant (Gertie Melvyn)
Durata: 6 episodi da 39-48 minuti
Origine: 2026
Piattaforma: Netflix
Australia, 1900.
La famiglia Melvyn vive isolata e lontana in tutti i sensi dalla agiatezza, negli anni il padre ha accumulato sempre più debiti, creando disappunto nella famiglia di sua moglie che l’ha sempre considerato un selvaggio. L’unico modo per ripagarli è riposto nella speranza che Sybille, la primogenita, trovi marito; peccato che questa sia l’ultima cosa che la ragazza vuole fare.
La famiglia della madre vive per contro in una splendida tenuta alle cui dipendenze ci sono lavoratori aborigeni. Per lettera la nonna materna comunica di voler ospitare Sybille per preparare la sua entrata in società e naturalmente trovarle marito. Inizialmente sconvolta dalla notizia, la ragazza accetta solo perché convinta dal padre. Vivendo a casa della nonna avrà modo di entrare in contatto con una realtà culturale diversa verso cui è molto attratta, in particolare dai volumi della splendida biblioteca e dal pianoforte che ha imparato a suonare con la madre. Sybille si ritrova dunque in un ambiente stimolante ma allo stesso tempo poco consono al suo temperamento, perché così convenzionale e controllato.
La nonna, piuttosto dura e severa, le riserva inizialmente solo rimproveri e divieti; Sybille è più in sintonia con la zia e con Augusta, un’amica di famiglia, una donna moderna e di ampie vedute che sembra capirla molto bene e che è divertita dai suoi modi. Il nipote di Augusta, Harry, organizza una festa di compleanno per la zia, durante la quale Sybille finisce per assumere un comportamento poco decoroso; arrabbiata e offesa dalle parole che per caso ha sentito esprimere proprio da Harry e un altro giovane inglese su di lei, prima balla in modo eccessivo e poi recita una poesia dai toni sconci e provocatori. La poesia piace moltissimo ad Augusta, ma è l’unica in sala ad apprezzarla.
Fu la giovanissima Miles Franklin, scrittrice australiana vissuta nella prima metà del secolo scorso, a scrivere e veder pubblicata nel 1901 il suo primo racconto che aveva lo stesso titolo della miniserie di cui riferiamo, al cui centro c’è una ragazza forte e determinata a inseguire il sogno di diventare scrittrice. Nel 1979 Gillian Armstrong ne realizzò un lungometraggio che vinse due premi BAFTA. Sempre mantenendo identico il titolo, dopo un testo teatrale nel 2020 e un musical nel 2024, è ora Netflix ad adattarne la storia.
Uscita in queste settimane, la miniserie è ben scritta, costruita e brillante, sia per i brani della colonna sonora di François Tetaz che mescolano un tema barocco a brani moderni sia per la fotografia che mette in risalto la bellezza della natura e dei paesaggi australiani. Vivace e ritmata, apre sorprendentemente con una scena decisamente ardita: una giovane donna al centro di un gruppo di persone perbene declama una poesia sulla femminilità con disinibizione e sensualità, poi fugge via correndo nei boschi attorno alla bella villa, liberandosi di scarpe e abito pesante e infine si tuffa nel lago. Il resto del primo episodio è la ricostruzione di ciò che è avvenuto il mese precedente questa serata, introducendo la storia della grande famiglia di Sybille.
Philippa Northeast ha uno sguardo intenso e vivo; la ribellione del suo personaggio scaturisce da ogni suo gesto, una forza vitale che coinvolge e cattura. Siamo in un’epoca in cui le donne non ereditano, non decidono, e il cui unico obiettivo è obbedire alla legge della società, quasi sempre sposando un partito in grado di sollevare la situazione economica della famiglia. La ribellione di Sybille e le sue scelte cambieranno anche il destino dei suoi familiari.
★★★★ 1/2
Claudia Bersani