Il convegno
Titolo originale: Konferensen
Regia: Patrik Eklund
Soggetto: Mats Strandberg (basato sul romanzo Konferencen)
Sceneggiatura: Patrik Eklund, Thomas Moldestad
Fotografia: Simon Rudholm
Cast: Katia Winter, Adam Lundgren, Eva Melander, Bahar Pars, Amed Bozan, Maria Sid, Christoffer Nordenrot, Claes Hartelius, Cecilia Nilsson, Lola Zackow, Marie Agerhäll, Jimmy Lindström, Martin Lagos, Robert Follin
Origine: Svezia
Durata: 100’
Anno: 2023
Piattaforma: Netflix
In vista della costruzione di un grande centro commerciale, un gruppo di dipendenti pubblici mal assortito si ritira in un campeggio in prossimità del terreno dove sorgerà l’enorme struttura per effettuare un “esercizio per lo sviluppo delle competenze”. Mentre vengono discussi i dettagli del progetto tra litigi, pratiche dubbie e tentativi di occultare manovre fraudolente, uno spietato serial killer si aggira nei boschi circondando il campo e facendo mattanza tanto dei membri dello staff del campeggio quanto del gruppo di ospiti.
Nel corso della sua storia, non è raro che l’horror si sia prestato alla satira. Tale associazione è da ricercare in una più evidente libertà espressiva da parte del genere, capace di aprirsi, più di altri, a una maggiore esplicitazione e di adattarsi, a seconda delle circostanze, a contesti differenti. Questo è da ricondurre a una natura fortemente malleabile che consente all’horror di unirsi e di mescolarsi in scioltezza con altri generi, dando origine a vere ed autentiche ibridazioni. Proprio questa capacità ha permesso all’horror di diventare il mezzo ideale per trasmettere, attraverso la metafora, messaggi di diversa natura, sia essa politica, sociale o di costume. Il caso de Il convegno, horror comedy svedese, diretto da Patrik Eklund, diventa in tal senso rappresentativo.
Nonostante la natura all’apparenza dicotomica che esiste tra horror e commedia, in più occasioni l’incontro tra i due generi ha dato vita a risvolti intriganti, fondati sul contrasto tra risata e spavento. L’inizio del film è perfettamente in linea con questa opposizione di toni. Un gruppo di personaggi dalle caratteristiche grottesche, portate all’eccesso e al limite della vignetta satirica, si ritrovano inseriti dentro un’ambientazione tipicamente horror (un campeggio isolato, circondato da una fitta foresta). Tale corto circuito viene ulteriormente evidenziato dalla figura del serial killer, la cui ferocia omicida entra in opposizione con la maschera buffa e macrocefala del carbonaio, mascotte del centro commerciale di prossima costruzione.
Il film gioca sui cliché del genere e si pone come satira tagliente contro il capitalismo, focalizzandosi sui suoi aspetti più paradossali e facendoli letteralmente “a pezzi” con frizzante ironia. Purtroppo, questo gusto per l’humor macabro è presente solo nella prima metà del film e viene inspiegabilmente messo da parte nella seconda. Dopo circa cinquanta minuti dall’inizio, la freschezza nel combinare i toni della commedia con quelli dell’orrore viene abbandonata a favore di un risvolto al 100% horror, finendo per trasformare Il convegno in un canonico e alquanto insipido slasher e sacrificando quella verve satirica con la quale il film si era inizialmente presentato.
Luca D’Albis
Voto: ★★