Origine: Italia

Produzione: Rai Fiction, Wildside, 2018.

Regia: Antonio Albanese

Soggetto e sceneggiatura: Antonio Albanese

Musiche e collaborazione alla sceneggiatura: Alessandro Castriota

Interpreti: Antonio Albanese, Nicola Rignanese, Lorenza Indovina, Tony Sperandeo, Michela De Rossi, Andrea Colombo, Clelia Piscitello

Durata: 6 episodi da 30’

Messa in onda: dal 2 ottobre 2018 su RaiPlay, trasmessa su Rai 3 dal 6 al 20 ottobre 2018.

Trama

Sebastiano è un boss mafioso latitante che vive segregato in una villa del Nord Italia con videocamere, allarmi, recinzioni, passaggi segreti e bunker. Per scampare alla giustizia, i familiari di Sebastiano sono costretti a vivere come i topi di fogna, e in funzione del capofamiglia, aiutandolo a nascondersi e a far da tramite coni suoi contatti all’esterno.

 

 

PRIMO EPISODIO

La famiglia Calamaro

Il primo episodio si apre con l’esterno della villa dove sono rintanati Sebastiano Parrini (Antonio Albanese) e i suoi familiari. Seguono poi diverse inquadrature di varie videocamere di sorveglianza accompagnate da una musica grottesca che informa da subito lo spettatore sul genere commedia cui appartiene la serie tv. Si odono dei colpi di tosse fuori campo, una panoramica verso sinistra ci mostra la famiglia Parrini a tavola immersa in una fitta nebbia, si tratta del fumo della grigliata di carne anch’esso rinchiuso in casa a causa delle finestre serrate con le tapparelle abbassate.

Seduti vi sono Sebastiano a capotavola, alla sua destra la moglie Betta (Lorenza Indovina) e la figlia Carmen (Michela De Rossi), a sinistra il figlio Benni (Andrea Colombo), in piedi ai fornelli la zia Vincenza (Clelia Piscitello). Betta lamenta di avere una bella griglia inutilizzata in giardino e che si potrebbe almeno aprire una finestra dato che ogni volta che viene cucinata la carne si devono poi lavare tutti i vestiti; zia Vincenza, con una mascherina trasparente protettiva, dice di aver finito il collirio; Carmen, con un velo in testa, lamenta di doversi lavare i capelli ad ogni grigliata; Benni, che fa un corso di cucina vegetariana, propone di diventare tutti vegetariani; Sebastiano ordina il silenzio.

I figli Carmen e Benni discutono sulla possibilità di aprire un ristorante, come l’amico Leonardo, che paga le tasse, guadagna un sacco di soldi e “sta lavando la famiglia”, spiega Carmen al papà Sebastiano, il quale controbatte: “può lavare quanto vuole la famiglia, ma certe macchie non si puliscono mai”. Sebastiano dice di nuovo di fare silenzio durante il pranzo ma, prima il cinguettio del canarino, poi gli squilli al cellulare di zia Vincenza e infine il suono del citofono, non gli concedono neanche un attimo di pace per poter pranzare. Al suono del citofono Sebastiano scatta in piedi e si rintana nel bunker tramite un passaggio segreto a cui si accede dalla cucina. Lo si vede percorrere un labirinto di tubi sotterranei fino ad arrivare nel bunker dove si trova zio Vincenzo (Tony Sperandeo), il quale vive lì rintanato da dodici anni e non ha più la concezione del tempo. Al citofono era la vicina di casa che chiedeva un contributo per la processione del Santo, ignara del fatto che tale processione è finanziata proprio dalla famiglia Parrini. La zia punta di nascosto sui cavalli, dicendo che a chiamarla è una sua amica appena diventata vedova e devastata dalla morte del marito causata da un parassita proveniente dall’Africa del quale non ricorda il nome; il figlio Benni, oltre alla passione per la cucina vegetariana, ha il desiderio di un tatuaggio. Durante la processione arriva un messaggio in codice per Sebastiano da parte di U Siccu, il  testo del messaggio recita: “Il pane è bruciato, il dolce è arrivato”.

Benni incuriosito domanda a Sebastiano chi sia U Siccu, segue un dialogo grottesco sul motivo del soprannome, poi rientra Carmen con un succhiotto sul collo che provoca una reazione esagerata in Sebastiano, il quale chiede spiegazioni per poi scoprire che Carmen è fidanzata con il primogenito e unico figlio del grande Calamaro. Le due famiglie sono rivali da secoli e Sebastiano teme che stiano complottando qualcosa per colpire lo zio. La figlia rivendica la sua indipendenza e maturità di donna di 24 anni e dice di amare il figlio del grande Calamaro.

Sebastiano vuole andare a parlare con la madre, così chiede a Betta di chiamare U Grassu, il quale deve dire a U Siccu di organizzare un percorso a tappe verso la mamma, dopodiché Sebastiano si traveste da donna ed esce di casa. Cammina per i tubi sotterranei fino al garage dove prende l’automobile per pochi metri, la parcheggia e sale su un segway, poi guida un trattore, una barca per attraversare il fiume e, di nuovo sulla terraferma prende un quad, infine cammina per arrivare al cimitero e parlare di fronte alla tomba della madre. Sebastiano bussa tre volte sulla lapide che si apre e ne esce un uomo, è U Stortu (Nicola Rignanese), i due scambiano alcune battute sul bar di Serafino per poi virare il discorso sulla famiglia Calamaro. Si ode la sirena della polizia, così i due entrano nella tomba della madre dove un percorso sotterraneo porta alla tomba del fratello di Sebastiano, un’altra tana con cucina, credenza e reparto insaccati. L’episodio si conclude con lo sguardo assorto di Sebastiano che insieme a U Stortu guarda prosciutti, salami e salsicce che si dissolvono nel bianco; la musica ritmata e grottesca continua sui titoli di coda.

 

SECONDO EPISODIO

Cimici e insetti

Il secondo episodio si apre allo stesso modo del pilot, mostrando l’esterno della villa della famiglia Parrini, tramite un movimento di macchina verso l’alto che scavalca il muretto di cemento che recinta l’abitazione. La sequenza d’apertura è accompagnata dalla stessa musica grottesca che ha caratterizzato il primo episodio.

Sebastiano impreca e bussa contro una porta: è rimasto intrappolato in un passaggio segreto e non riesce a rientrare in casa. La moglie Betta prova ad aiutarlo ma si convince che c’è bisogno di un falegname, nel frattempo Sebastiano torna nel bunker dove vive zio Vincenzo, il quale gli dice di riferire a zia Vincenza di mettere più zucchero nel caffè e di accompagnarlo anche con un pasticcino. Sebastiano è visivamente irritato, lo zio lo percepisce e glielo fa notare.

La scena si sposta in camera da letto, dove un falegname sta installando una cimice sotto il comodino. Quando Betta entra in stanza portando il caffè, l’uomo nasconde il rilevatore di suoni nel borsone, scatta in piedi ed esce dalla stanza salutando, ringraziando per il caffè e dicendo che non vuole nulla. Betta chiama la zia che si trova in un’altra stanza dove sta scommettendo al telefono sui cavalli; dall’altro lato della cornetta c’è un uomo in vestaglia che appunta le giocate mentre si fa fare la manicure.

Vincenzo e Sebastiano ascoltano una canzone d’amore che sta passando alla radio, mentre lo zio comincia a rivangare il passato squilla il telefono nel bunker: è Betta che sussurra a Sebastiano di salire ma senza parlare, il marito non capisce e si innervosisce ancor di più, Betta prova più volte a farsi comprendere senza riuscirci. Sebastiano risale in casa tramite il percorso segreto, spalanca la porta con un calcio e impreca. Un poliziotto in ascolto allontana le cuffie dalle orecchie. Betta fa cenno a Sebastiano di stare in silenzio, si avvicina a lui e sussurra: “esci ma non parlare”. Betta riunisce la famiglia in cucina mostrando il seguente messaggio: “Il falegname che ha sistemato la porta non mi piaceva. Forse ha messo delle cimici. Stai zitto!!!”. Sebastiano risponde scrivendo sul retro del foglio: “Scendiamo dallo zio e parliamo in silenzio. Senza se e senza se”. Il figlio Benni lo corregge dicendo “senza ma papà” e si prende un ceffone sul collo.

Tutta la famiglia è costretta ad attraversare il tunnel segreto che porta al bunker. Vedendo arrivare tutti, lo zio si stranisce e Sebastiano gli spiega che probabilmente la casa è infestata di cimici. Betta dice che il falegname le è parso strano e che lei ha dovuto allontanarsi alla richiesta di un caffè. Sebastiano ritiene necessario escogitare un piano, comunicherà tramite foglietti e i familiari dovranno fare finta che lui non esista. Sebastiano chiede a Betta se ha captato la provenienza del falegname. La moglie risponde di essere stata colpita da queste parole: “so minchia mi”. La famiglia comincia ad analizzare la frase, Sebastiano giunge alla conclusione che si tratti di un poliziotto sottopagato nato in Sicilia e trasferitosi al nord per studiare, data l’evidente confusione linguistica. Si dubita sulla possibilità che si tratti di un Calamaro e viene domandato a Carmen il nome del suo fidanzato, la risposta è: Tancredi. La famiglia scherza sul fatto che tale nome non significa nulla. Mentre gli altri sono immersi nella discussione, zio Vincenzo vede lampeggiare la luce collegata al citofono e lo fa notare. La famiglia, ad esclusione di Sebastiano, risale il tunnel. Le telecamere di sorveglianza mostrano un giovane prete insieme a un bambino. Zia Vincenza apre la porta e fa entrare i due ospiti che sono venuti per chiedere alla famiglia se vuole partecipare alla raccolta fondi per gli attrezzi da giardinaggio per le aiuole abbandonate. Mentre Betta, Carmen e Benni cercano le cimici, zia Vincenza finge interesse e liquida velocemente i due ospiti contribuendo alla raccolta con due manciate di banconote.

Nel frattempo zio Vincenzo confida a Sebastiano il desiderio di fare un bagno al mare e domanda in merito alla fattibilità di costruire una galleria sotterranea fino al mare, Sebastiano lo ritiene assurdo e inverosimile. Squilla il telefono del bunker, è zia Vincenza per avvisare sottovoce Sebastiano sulla possibilità di risalire in casa. Mentre il capofamiglia si innervosisce perché Betta non capisce cosa lui le stia chiedendo a voce bassa, Benni arriva con una cimice in mano e la famiglia si blocca improvvisamente. Viene mostrato il poliziotto che, sentendo i rumori indistinti trasmessi dalla cimice, fa pressione sulle cuffie per ascoltare con maggiore attenzione. I Parrini esitano un momento, osservando la cimice sul tavolo per poi scattare tutti alla ricerca di altre. All’azione dei personaggi anche la musica conferisce carica e movimento alla sequenza, attaccando con il suono di una chitarra elettrica. Sebastiano si siede per scrivere il seguente messaggio: “X U Stuorto. Al solito momento, vicino alla salita, in fondo alla discesa”. Dopo aver scoperto altre due cimici, Betta e Carmen cercano di creare confusione recitando erroneamente il messaggio finché Sebastiano non abbatte le tre cimici, prima colpendole più volte con un grosso libro e infine calpestandole energicamente. Uno dei due poliziotti in ascolto si toglie immediatamente le cuffie. Sebastiano continua a calpestare le cimici.

Mentre U Stuorto è all’interno del suo negozio di abbigliamento e sta parlando con una signora, la quale si lamenta della qualità di una pelliccia, Betta e Carmen si presentano alla porta per recapitare il messaggio di Sebastiano. Tornata a casa, Betta avvisa il marito di trascorrere la serata dalle amiche, mentre lui si incammina per incontrare U Stuorto. Betta è seduta a tavola parlando del più e del meno e giocando a carte con le amiche. Sebastiano si introduce furtivamente nel retro del negozio di abbigliamento dell’amico, i due uomini, con indosso pelliccia e cappello, si chiudono in una cella frigorifera, dove Sebastiano rivela a U Stuorto la situazione problematica in casa. U Stuorto conosce Scintilla, un ragazzo che possiede un dispositivo capace di isolare qualsiasi apparecchio elettronico, così lo chiama e prende un appuntamento per risolvere il problema delle cimici in casa Parrini. Sebastiano indice una riunione fra tutte le famiglie e i politici di riferimento come il senatore, e dice a U Stuorto di informare le famiglie con il seguente messaggio: “Al solito momento, vicino alla pianura, nel centro della stanza Santa.”

Riuniti attorno a un tavolo ovale gli uomini discutono un piano, ma viene a galla una notizia, Giuseppe si rivolge a Calogero e Tano dicendo di sapere che i loro figli si frequentano col benestare dei genitori ma ciò va contro la legge, che stabilisce quanto segue: “ogni famiglia sacra non può e non deve rafforzarsi con sangue mischiato senza il benestare di tutti i capifamiglia”.

L’episodio si conclude tra le risate di tutti mentre U Stuorto comincia a recitare La quiete dopo la tempesta di Giacomo Leopardi.

 

TERZO EPISODIO

La Darsena

Il terzo episodio si apre, come ormai di consueto, con un movimento verso l’alto, a scavalcare il muretto e mostrare l’esterno dell’abitazione Parrini. In giardino si scorge un tagliaerba elettronico, comandato da Sebastiano da dietro il vetro della finestra che affaccia in giardino. Un ragazzo, accompagnato da zia Vincenza, lo interrompe per dirgli che è tutto a posto e che non ci sono più cimici, né mosche o zanzare, Sebastiano risponde di essergli grato. Si tratta del signor Scintilla, che regala il rilevatore a zia Vincenza, la quale si è appassionata nel vederlo all’opera.

Mentre la zia si diverte a perlustrate casa con il rilevatore, entra in scena Carmen, si siede sul divano per parlare con il padre, il quale comincia a spiegarle che c’è un problema, ma la discussione viene immediatamente interrotta dal suono del citofono. Sono Betta e Benni quest’ultimo comincia a sussurrare cose a Sebastiano che, a voce piena, informa il resto della famiglia che ora si può tornare a parlare normalmente. Dopodiché il padre si rivolge a Carmen per sapere se ancora  frequenta Tancredi, il figlio del grande Calamaro, Carmen tranquillizza il padre informandolo che Tancredi è andato in Germania per fare affari con il cugino e che quindi non si vedranno più, inoltre Carmen riferisce di stare lavorando alla tesi e di non avere tempo per queste cose. La discussione termina, Carmen si alza e se ne va e arriva Benni per chiedere al padre un parere sulla consistenza di un’oliva ricreata. Nel frattempo Betta si è seduta sul divano a fianco del marito, quando Benni torna in cucina Sebastiano raccomanda alla moglie di stare più vicina a Benni, Betta risponde che la cucina è la passione di loro figlio, poi vira immediatamente il discorso su un foglietto trovato nella confezione dei kiwi appena comprati, c’è scritto: “al solito momento, in fondo alla discesa, in mezzo alla pianura”. Sebastiano si allarma perché non c’è scritto “in mezzo alla salita”. Torna Benni per far assaggiare un’altra oliva e chiedere un confronto tra le due, Sebastiano domanda al figlio quale tipo di cucina stia provando, Benni risponde che si tratta di cucina molecolare e comincia a spiegarne i dettagli, allora il padre dice al figlio di stare calmo e gli spiega di dover uscire per risolvere un problema, ma lo avverte che al suo ritorno i due dovranno parlare. Benni ribadisce la sua passione per la cucina e dice al padre che un giorno gli dedicherà il suo ristorante stellato che chiamerà: Da Sebastiano. Il padre dice al figlio che stranamente oggi gli vuole bene.

Nella sequenza successiva Sebastiano si reca nella cella frigorifera (dove si è concluso il secondo episodio) per incontrare U Stuorto e il geometra, figlio del ballerino soprannominato “Denz denz denz”. Sebastiano e il geometra parlano delle casette del villaggio sul lago, il geometra, visibilmente agitato, solleva il problema di stabilità delle abitazioni a causa della troppa sabbia e della mancanza di fondamenta. Sebastiano chiede chiaramente quale sia il problema. Il geometra espone la criticità rappresentata dalla realizzazione di una Darsena di 180 metri che potrebbe cambiare l’ecosistema del lago e attirare troppe attenzioni, riferendo inoltre che l’associazione Amici del lago si è già mobilitata e, stando così le cose, è impossibile andare avanti. Sebastiano non vuole discussioni e chiede a quanti metri si può arrivare, il geometra risponde trenta al massimo, oltre i quali lui si dissocia. Uno stacco di montaggio ci mostra il geometra infreddolito in canottiera, boxer e calzettoni, mentre i due amici sorseggiano un caffè con pelliccia e colbacco e chiedono di trovare una soluzione per arrivare almeno a 100 metri.

Sebastiano rientra in casa mentre Benni sta cucinando il pollo flambeau e chiede al padre se voglia assaggiarlo, ma Sebastiano dice che il fuoco deve stare sotto e non sopra, così lo spegne buttando il colbacco e dell’acqua sulla padella infuocata, zia Vincenza esce da sotto il tavolo con il rilevatore di cimici esclamando, alla vista del colbacco in padella: “la volpe flambeau”, e resta sdraiata a terra continuando a ridere.

Sebastiano scende nel bunker e si schianta con la schiena sul cemento perché lo zio Vincenzo ha tolto il materasso con la motivazione che debba essere lavato. Sebastiano si lamenta ancora un po’, poi espone il problema relativo alle dimensioni della Darsena e chiede allo zio di trovare una soluzione. Lo zio riflette qualche attimo e afferma di avere l’uomo che fa al caso giusto, si chiama Pino U Mitra, lavora al comune, non parla perché è ignorante, ma è pensante. Mentre Sebastiano se ne sta andando lo zio gli ricorda il suo desiderio di far costruire un tunnel che colleghi il bunker al mare.

Sebastiano, travestito da donna, esce di casa e, analogamente al primo episodio, ripete il percorso con relativi cambi di mezzi, per recarsi al cimitero senza destare sospetti. Inginocchiato di fronte alla tomba della mamma, Sebastiano si sfoga riguardo la difficile realizzazione del desiderio di costruire la più grande Darsena “Gaetana”, l’avrebbe chiamata così per dedicarla alla madre, poi bussa tre volte sulla tomba ed esce U Stuorto, che prima sfotte la “poeticità” di Sebastiano, il quale gli riferisce che deve parlare con Pino U Mitra, ovvero il “risolvitore” di problemi, che però è all’ergastolo, ma U Stuorto conosce la persona giusta per entrare in contatto con Pino.

Nel frattempo Betta è in palestra con le amiche, si parla di vacanze ideali, c’è chi preferisce Sharm el-Sheik, chi Genova e l’Italia in generale, si parla anche di come reagirebbero i mariti e viene detto a Betta di essere una donna fortunata perché sola, libera e bella.

Sebastiano e U Stuorto si trovano con Tatino il telegrafista, che sta sistemando delle apparecchiature per comunicare con Pino U Mitra. Il dialogo si svolge tramite luci a intermittenza gestite da Tatino, intermediario di Sebastiano, e oggetti esposti da Pino U Mtra dalla finestra della sua cella: una calza azzurra, una tazzina e un cucchiaio, una forchetta e una caffettiera, uno scolapasta e un pettine.

In palestra un’amica di Betta si lamenta della menopausa, un’altra litiga con la governante Teresita che la riprende e la tratta continuamente come una bambina.

Fuori dal carcere, continua la conversazione in codice sulla costruzione di una Darsena di 180 metri, Pino U Mitra mostra una maglietta con una scritta e infine uno slip per concludere il dialogo dicendo che non è possibile soddisfare tale richiesta. U Stuorto dà un calcio al cavalletto con il fanale tramite il quale si è appena svolto il dialogo e, insieme a Sebastiano, saluta Tatino.

Mentre Benni porta una centrifuga allo zenzero al papà che si trova seduto sul divano a rimuginare, rientrano in casa Betta e Carmen, quest’ultima annuncia alla famiglia la data della sua laurea. Ma mentre Benni e zia Vincenza reagiscono alla notizia urlando dalla gioia, Sebastiano resta impassibile sul divano. L’episodio si conclude con lo sguardo affranto di Sebastiano in primo piano che sorseggia la centrifuga allo zenzero.

 

QUARTO EPISODIO

La laurea

Il quarto episodio si apre di notte mostrando l’esterno di villa Parrini. La tipica musica dal carattere grottesco accompagna le immagini, uno stacco di montaggio ci porta all’interno dell’abitazione dove Benni sta componendo vari assaggi di finger food, Betta e Sebastiano discutono sull’orario della serata: alle 23, massimo 23:15, Betta deve cacciare le amiche invitate a casa perché Sebastiano non potrebbe resistere più di tre ore nel bunker con zio Vincenzo. Nel momento in cui Sebastiano si dilegua dal passaggio segreto in cucina suona il citofono, la musica extradiegetica si interrompe e Betta va ad aprire la porta di casa, saluta la sua amica Bruna che, vedendo Carmen, si complimenta con lei per la laurea in arrivo. La seconda ad arrivare è Fabrizia, anche lei fa i complimenti a Carmen aggiungendo che se ci fosse suo padre sarebbe molto orgoglioso.

Arrivano altre tre amiche intristite perché Luisa ha scoperto che il marito la tradisce con una ragazza dell’età della figlia. Benni porta gli assaggi di finger food e le amiche si raggruppano per commentare la situazione.

Nel frattempo Sebastiano e zio Vincenzo cenano nel bunker davanti a un documentario sugli ippopotami. Zio Vincenzo spegne la tv perché l’accoppiamento lo disgusta e Sebastiano rivela allo zio l’emozione per la laurea in economia e commercio di Carmen. Sebastiano farà in modo che non mancherà nessuno, compresi loro due. Anche lo zio si emoziona e aggiunge che le polpette della zia sono senza sapore, mancano le spezie, inoltre sono anche un po’ crude. Sebastiano gli fa notare che è  sempre inopportuno e che rovina i momenti di emozione con cose futili e capricciose. Lo zio crede di essere fatto così per i suoi trascorsi nobiliari e i due ci ridono insieme.

In casa invece Luisa è affranta sul divano insieme alle amiche che la consolano,  così Betta chiede a zia Vincenza di portare altro liquore. Bruna tira fuori delle gocce “perfette per situazioni del genere”, Fabrizia dà un’occhiata alla boccetta, poi dice che è d’accordo con Bruna e consiglia a Luisa di ubriacarsi con queste gocce e tornare domani a casa. Betta esclama: “come domani?” e poi aggiunge che Carmen tornerà con un sacco di gente e ci sarà un baccano incredibile, ma le amiche rassicurano Betta che con queste gocce Luisa sarà completamente assente per tutta la notte. In quel momento Carmen rientra a casa da sola, Luisa prende un sacco di gocce e crolla sul divano. Zia Vincenza spiega il problema a Sebastiano, dicendogli che non può risalire a casa e deve passare la notte con lo zio. Sebastiano si rivolge allo zio, una musica di suspense in sottofondo accompagna il dialogo sull’eventuale russare, ma zio Vincenzo rassicura Sebastiano dicendogli che lui non russa.

Le amiche salutano Betta, poi zia Vincenza dà la buonanotte a Teresita che passerà la notte sul divano, a fianco di Luisa.

Zia Vincenza fa una telefonata per scommettere sul calcio, dato che quella sera non ci sono scommesse sui cavalli. Uno stacco mostra il primo piano di zio Vincenzo che russa sonoramente, il montaggio poi si sposta su altre inquadrature dei cunicoli del tunnel segreto dove riecheggia il russare dello zio. Sebastiano è seduto a braccia conserte e fissa il vuoto con gli occhi scavati dalla stanchezza.

Esterno di villa Parrini alle prime luci dell’alba. All’interno Betta avvisa Sebastiano di poter risalire in casa. Il marito ascolta in modo assente con la cornetta all’orecchio, mentre zio Vincenzo ride sullo sfondo in fuori fuoco.

Tornato in casa, Sebastiano dice alla famiglia: “non dite niente, non fatemi domande, non ho risposte”, indossa la vestaglia e si siede a tavola per la colazione. Betta dice al marito che Benni gli ha preparato delle buonissime paste, ma Sebastiano è pensieroso, poi interrompe il suo silenzio per dire: “lo zio Vincenzo è da operare, dobbiamo agire in fretta, non russa, urla. Ho sentito suoni che uomini umani non fanno da millenni”. Carmen lo informa sulla data della discussione della tesi, sottolineando che lui non può mancare, Sebastiano le promette di esserci, poi, mentre manovra il tagliaerba dall’interno dell’abitazione, dice a Carmen che è contento e fiero di lei, ed è inoltre felice per gli affari futuri della famiglia. Carmen interrompe il padre rivelandogli che ha intenzione di andare all’estero, Sebastiano spegne il tagliaerba, si gira verso la figlia e le dice di non ucciderlo subito, poi vira il discorso sull’abito su misura che vuole farsi fare per l’occasione. Sebastiano chiama Betta, le dice di andare da U Grassu, parlare con U Siccu e chiamare U Stuorto: “al solito momento, in fondo alla discesa, verso la pianura, ci vuole un vestito nuovo”. Betta titubante prova a correggere il marito, ma viene fermata da Carmen, che si intromette e dice alla madre di trascrivere quello che ha detto il padre, senza provare a correggerlo ogni volta. Sebastiano si siede e dice a Carmen che Betta si confonde perché esce troppo di casa, la figlia non è d’accordo e ricorda al capofamiglia i pochi appuntamenti mensili della madre. Benni si siede a tavola dicendo che ha scelto il buffet per la laurea di Carmen, sarà a base di germogli. Sebastiano e Carmen si guardano, il primo chiede alla seconda se può, Carmen fa cenno di sì col capo, il padre si gira e sputa in faccia a Benni.

Sebastiano percorre un condotto fognario fino ad incontrare U Stuorto, insieme si recano da Nick Boutique, il miglior sarto della piazza.

Uscendo da un tombino, i due uomini camminano fino all’abitazione di Nick Boutique. Il sarto è bendato perché, per una questione di privacy, non può vedere Sebastiano, al quale deve prendere le misure per l’abito. Sebastiano, vedendo il figlio del sarto con gli occhiali da sole in casa, chiede informazioni su di lui. Nick Boutique spiega che il figlio è cieco e frequenta un centro per disabili dove si trova molto bene, aggiungendo che fortunatamente in Italia ci sono molti finanziamenti per queste cose. Sebastiano è attirato da quest’ultima parte del discorso e chiede maggiori informazioni mentre comincia ad escogitare un piano.

Dopo aver preso le misure, U Stuorto e Sebastiano scendono di nuovo nelle fogne e discutono sui soldi che girano intorno a tale centro disabili. U Stuorto ha una persona di fiducia, si tratta di suo cugino Davide U Lupo, è dell’ambiente e ha il curriculum immacolato.

Sebastiano, U Stuorto e Davide U Lupo si incontrano nella solita cella frigorifera per discutere del piano. Sebastiano dice a Davide U Lupo, evidentemente affetto da distrofia muscolare, di trovarlo sempre inclinato ma, tutto sommato, bene. Davide U Lupo è disposto a collaborare ma vuole la metà dei soldi, Sebastiano gli dice di sì e, dato che il ragazzo lo ripete varie volte, Sebastiano diventa insofferente dicendo che ha capito: “è bello una volta, due, ma poi ti rompi i coglioni lupetto. La metà, abbiamo capito”.

Sebastiano prende il caffè con Betta, alla quale spiega che l’abito è quasi pronto e che inoltre il sarto gli ha dato una buona idea. È evidente che sia passato del tempo e che la laurea di Carmen è ormai vicina. Betta, triste e incupita, dice al marito che sarà elegantissimo e farà un figurone.

Sebastiano e U Stuorto tornano da Nick Boutique per le ultime rifiniture dell’abito. Sebastiano domanda circa il centro disabili del figlio e il sarto risponde che nelle ultime settimane si stanno verificando dei problemi, la brava direttrice si è dimessa e ora c’è un nuovo direttore anch’esso disabile. Nick Boutique spiega che ci sono problemi di tipo logistico, il pulmino non arriva sempre, il cibo non è buono e l’assistente sociale che curava il figlio ha avuto un incidente. Sebastiano e U Stuorto ridono e scherzano dicendo che non ci si può sempre lamentare e che si tratta anche di una questione di gusti, “de gustibus” esclama U Stuorto, Sebastiano risponde ridendo: “avemo ‘o spagnolo”, il figlio del sarto entra in camera rettificando che de gustibus è latino. U Stuorto e Sebastiano lo fissano, poi tornano all’abito, Sebastiano chiede al sarto bendato un parere su come gli calzi il completo, il sarto non sa cosa rispondere, U Stuorto con fare scocciato controbatte: “sulla fiducia!”.

Carmen sta discutendo la tesi, Benni le gira attorno con il cellulare e Sebastiano la segue in diretta dal bunker, insieme a U Stuorto e zio Vincenzo. Quando Carmen finisce la discussione la madre scoppia a piangere in modo fastidioso finché la figlia è costretta a riprenderla.

 

QUINTO EPISODIO

Il giovane magistrato

Il quinto episodio ha inizio come prosecuzione della sigla, né la musica né i titoli di testa si interrompono quando si vedono Sebastiano, U Stuorto e tutti gli altri uomini della banda camminare nei condotti fognari che portano alla sala riunioni definita “sacra”. Mentre gli uomini stanno finendo di riunirsi, si ode fuori campo una segreteria telefonica; appena dopo viene mostrata zia Vincenza al telefono intenta a fare l’ennesima puntata sui cavalli. L’uomo che prende le scommesse di zia Vincenza è infatti impegnato nella riunione. Mentre i presenti borbottano fra di loro, U Stuorto cerca di attirare l’attenzione fin quando non spara un colpo di pistola in alto e tutti si fermano a guardarlo. A questo punto U Stuorto chiede un applauso alla figlia di Sebastiano che si è appena laureata, dopodiché comincia a recitare una poesia a lei dedicata, ma viene interrotto con l’accusa di essere fascista, dato che la poesia che stava recitando è futurista.

Sebastiano dice di essere felice ed emozionato ma assicura gli amici che la figlia sa cucinare bene: “proprio perché noi preferiamo più l’arrosto che il fumo, che il vento si porta via”. Segue un applauso al breve discorso di Sebastiano. Poi si dà il via a quello che viene definito l’annuale ordine del giorno.

Dopo la presentazione di un amico tedesco esagitato, ogni socio espone una proposta: occuparsi del nuovo sindaco per le prossime elezioni; avere una tv privata e un giornale locale; trasformare il territorio in comunità montana; risolvere il problema dei trasporti dei “nobilissimi” traffici.

Si comincia dal progetto di Giuseppe per il nuovo sindaco: ha scelto Luigi, segue una breve discussione sulla sua tossicodipendenza ma Sebastiano dice che il ragazzo utilizza cocaina, perciò non si può dire che sia tossicodipendente.

Poi è la volta di Calogero, il quale, stanco di andare a vedere le partite di calcio, vuole avere un canale televisivo per poterle guardare comodamente da casa, inoltre desidera ideare un giornale locale e chiamarlo “È vero”.

Sebastiano si rivolge scetticamente all’ex sindaco per chiedere come la loro comunità possa diventare montana. L’ex sindaco spiega che sommando le buche del territorio si creerebbe una grande buca che chiameranno il cratere, questo sta in alto e il dislivello sarà considerato come una montagna. Seguono le risate di tutti, ed è la volta del senatore che vuole designare la dottoressa Carmen console onorario di un paese africano senza dignità per ottenere il passaporto diplomatico e spostarsi senza rischi e senza controlli. Sebastiano interrompe subito il senatore, dicendo che la figlia è già designata a gestire la sua umile attività.

Ora è la volta di Sebastiano, il quale vuole fondare un’associazione antimafia. Il sottofondo musicale che finora ha creato suspense si interrompe su un accordo dissonante. Sebastiano spiega ai soci interdetti che il progetto è semplice: loro dovranno dimostrarsi anti-mafiosi, basterà dare la cittadinanza onoraria a un personaggio televisivo simpatico e sorridente, attirando le simpatie dei concittadini. Inoltre si organizzeranno fiaccolate e cortei per favorire la partecipazione. Sarà una donna a dover gestire il tutto, aprendo un’associazione in difesa delle donne e allontanare qualsiasi dubbio dal loro sacro territorio.

U Stuorto vuole scusarsi per la poesia di prima e farsi perdonare con un’altra poesia, stavolta di Brecht, ma viene di nuovo fermato, stavolta dal nuovo arrivato tedesco che lo accusa di essere comunista, seguono poi le accuse e l’indignazione di tutti gli altri soci. Il tedesco non smette di dire “Nein” così Sebastiano lo sbatte fuori per l’esasperazione. U Stuorto ritenta con un’altra poesia ma stavolta viene accusato di essere “ricchione”.

Sebastiano chiude l’incontro invitando il senatore a tornare a Roma e augurando buon lavoro a tutti. U Stuorto gli chiede se può recitare un’altra poesia per scusarsi ma Sebastiano risponde seccamente: no.

L’ex sindaco si avvicina a Sebastiano per confidargli che zia Vincenza ha scoperto il gioco d’azzardo e lui, per rispetto, la fa sempre vincere ma il problema è che lei vuole farsi pagare in contanti, Sebastiano risponde che non c’è problema e che gli farà un bonifico. Rivolgendosi a U Stuorto, Sebastiano gli consiglia di smetterla con le poesie, ma U Stuorto comincia a recitare I fiori del male di Baudelaire, seguendo Sebastiano che se ne va disinteressato.

Carmen rientra a casa accompagnata da un ragazzo, i due si salutano ma mentre Carmen sta chiudendo il portone il giovane lo spinge, entra in giardino e bacia la ragazza. Betta, Benni e zia Vincenza guardano emozionati, attraverso le videocamere di sorveglianza, i due che amoreggiano.

Sebastiano rientra in casa insieme a U Stuorto, che continua a recitare Baudelaire e lo avvisa di non accettare eventuali “pranzetti” del figlio, il quale si sta avvicinando a un tipo di cucina “un po’ ricchionesca”. Sebastiano e U Stuorto si uniscono al resto della famiglia posta di fronte al televisore e il capofamiglia domanda chi sia il ragazzo che sta baciando Carmen. Il figlio Benni, per calmare il padre, gli propone una tisana rilassante alle bacche di bosco, ma Sebastiano risponde prontamente di avere fame, così si rivolge a zia Vincenza chiedendole di preparare una pasta semplice.

Carmen rientra in casa, saluta U Stuorto e domanda se per pranzo cucina lo “chef di casa”, Benni, così Sebastiano risponde di no, aggiungendo che cucinerà zia Vincenza.

U Stuorto si avvicina a Sebastiano per chiedere da quanto tempo Benni sta soffrendo in tal modo. Sebastiano non vuole parlarne e chiama Carmen per una conversazione riservata. Nel frattempo la madre spiega a Benni che il papà ama le cose semplici e che lui lo confonde con tutte le sue ricette. Zia Vincenza dice a Betta che Benni va seguito anche quando esce, ha bisogno di non essere lasciato solo perché è confuso.

In salone la conversazione tra Sebastiano e Carmen sta assumendo toni accesi, il padre vuole sapere chi sia questo nuovo ragazzo che la figlia sta frequentando. Carmen spiega che si tratta di Mario Russo, un giovane avvocato, gentile garbato e ambizioso. Sebastiano chiede di definire “ambizioso” e Carmen risponde che in realtà vorrebbe diventare magistrato. A questa notizia restano tutti impietriti, tranne Carmen che se ne va dalla stanza e Benni che porta a tavola un cocktail alcolico alla fragola.

Sebastiano e U Stuorto bevono l’aperitivo tutto d’un fiato, poi si avvicinano alla porta della stanza di Carmen per chiedere altre informazioni riguardo il ragazzo. Benni prepara altri cocktail con l’aiuto della madre che aggiunge alcol senza misura perché il papà ne ha bisogno. Carmen ribadisce che Mario vuole diventare magistrato, Betta cerca di calmare il marito. Parte una musica extradiegetica, una marcia funebre che accompagna il dolore della famiglia che si allontana dalla stanza di Carmen per riunirsi a tavola. Sebastiano vorrebbe andare dalla mamma ma non c’è il percorso preparato per il cimitero, allora va dallo zio nel bunker accompagnato da U Stuorto.

I due uomini, rallentati dall’alcol, seguono lentamente il percorso fino al bunker sotterraneo, dove arrivano alterati e barcollanti. Lo zio sta ascoltando il giornale radio e non vuole essere interrotto.

Dopo una dissolvenza sul nero, l’immagine si riapre sul tagliaerba in giardino, telecomandato da Sebastiano dall’interno dell’abitazione. La famiglia, Carmen compresa, è riunita a tavola, Sebastiano chiede alla figlia se i genitori abbiano mai fatto qualcosa di male nei suoi confronti dal momento che lei si è fidanzata con un ragazzo che oltraggia il pensiero della famiglia sognando una carriera nella… Sebastiano non riesce a pronunciare la parola, così Carmen afferma con decisione: “magistratura”. Tutta la famiglia resta inorridita al suono di tale esclamazione. Carmen spiega che i due non sono fidanzati ma Sebastiano le dice di non mentire alla famiglia, tutti hanno visto che si sono baciati in modo consenziente. Carmen è arrabbiata e scappa in camera per prepararsi la valigia e andarsene, nel frattempo Benni torna con un vassoio pieno di frullati alla frutta e comincia a spiegare le proprietà dello zenzero, ma la zia lo interrompe ordinandogli di andare in cucina con lei , spiegandogli che lo fa solamente per salvargli la vita.

Di nuovo fuori dalla porta della stanza, Sebastiano suggerisce a Carmen un elenco di località estere dove lei può trasferirsi per lavoro dato che è evidente che non può più rimanere a casa. Carmen fa la valigia e se ne va di casa.

La famiglia cerca di calmare e rassicurare Sebastiano dicendo che Carmen tornerà presto, ma Sebastiano vuole andare al cimitero per parlare con la mamma e dice a U Stuorto di dire a U Magro e U Secco di vedersi: “al solito momento, in fondo alla salita e vicino alla discesa” ma U Stuorto lo corregge, poi interviene Betta per dire che ha ragione lei a correggerlo sempre. Alla fine U Stuorto dice di aver capito e di andare a preparare il percorso. Mentre U Stuorto esce di casa dal passaggio segreto, Sebastiano ripete a se stesso la frase in codice.

 

SESTO EPISODIO

Finalmente il mare

 

Il sesto ed ultimo episodio si apre sulla lapide della madre di Sebastiano mentre lui le racconta che Carmen vuole andare a vivere da sola, sapendo che la madre, come lui, sarebbe in disaccordo. Inoltre, dice Sebastiano alla madre, Carmen ha studiato e le conseguenze saranno terribili, infine ringrazia i genitori per non averlo fatto studiare. Poi bussa sulla tomba ed esce U Stuorto che comincia a fargli i complimenti e a correggere gli errori grammaticali, ma Sebastiano è troppo addolorato per reagire, lo Stuorto tenta di intrattenerlo per tirargli su il morale ma l’uomo è deciso a tornare dalla sua famiglia, sperando di trovare Carmen a casa. U Stuorto insiste ancora e vorrebbe almeno recitargli una poesia ma Sebastiano lo zittisce e se ne va. Una marcia funebre lo accompagna nel percorso di ritorno verso casa, prima a piedi, poi sul quod, sul canotto, di nuovo a piedi, a cavallo, e infine gli ultimi metri in macchina, per poi entrare nel tunnel sotterraneo che lo porta fin dentro la sua abitazione.

Sebastiano sta dormendo sul divano quando Carmen rientra in casa e nel vederlo gli dice di non voler parlare, allora il padre ringrazia la figlia perché il suo gesto di ribellione gli ha fatto capire che prima di ogni cosa c’è la famiglia, la quale non ha mai nascosto niente. A questo punto Carmen, che è giunta sulla soglia della sua stanza, fa qualche passo indietro per ripetere retoricamente le ultime parole del padre: “che non ha mai nascosto niente?”, dopodiché gli augura una buonanotte e dice di volergli bene.

Sebastiano va in camera dove Betta sta dormendo, le si avvicina affettuosamente quando la moglie si gira nel sonno e lo colpisce in testa con il crocifisso che tiene stretto in mano. Uno stacco musicale di pochi secondi mostra l’esterno notturno della villa, poi le telecamere di sorveglianza e infine due poliziotti che citofonano. Si attiva l’allarme, Sebastiano e Betta scattano giù dal letto, un’intera squadra di polizia fa irruzione nella villa dei Parrini, i quali vedono i poliziotti dallo schermo collegato alle telecamere di sorveglianza, così Sebastiano dice a Betta di avvisare U Stuorto, dopodiché raggiunge lo zio tramite il percorso che porta al bunker.

Betta, Carmen, Benni e zia Vincenza aprono la porta ai poliziotti, che domandano quante persone ci siano in casa, Betta e zia Vincenza dicono che sono loro quattro presenti ormai da molti anni, poi domandano se abbiano voglia di un caffè, i poliziotti rifiutano e cominciano a perlustrare l’abitazione. Benni spiega al poliziotto intento a perlustrare la cucina che ha di fronte un abbattitore domestico per il surgelamento degli alimenti, il poliziotto lo interrompe dicendogli di raggiungere i suoi familiari.

Nel frattempo Sebastiano parla con lo zio, rivelandogli il sospetto che qualcuno abbia parlato perché i poliziotti hanno dimostrando troppa sicurezza nel fare irruzione. Lo zio domanda se fuori è freddo e in quale stagione dell’anno si trovino, Sebastiano risponde che è primavera e lo zio replica che non si ricorda se in primavera faccia caldo o freddo.

In casa un poliziotto ha trovato una scatola piena di contanti, zia Vincenza spiega che si tratta dei risparmi di una vita e che non sapeva dove fossero, il poliziotto replica scetticamente che i soldi erano nel cassetto del comodino, ma la zia dice di non aprirlo da anni, ovvero dalla scomparsa di suo marito. Il poliziotto dice di dover trattenere il denaro, la zia comincia a scaldarsi così Carmen le dice di calmarsi e di lasciar lavorare i signori.

Dopo la scoperta di un passaggio segreto dietro un armadio, due poliziotti vi entrano e cominciano a seguire il tunnel. Nel frattempo U Stuorto raggiunge Sebastiano e lo zio nel bunker. Sebastiano ha capito che il tunnel principale è stato scoperto così i tre uomini si incamminano per scappare dal bunker. Una volta raggiunto il garage in superficie, Sebastiano e zio Vincenzo entrano nel bagagliaio di una jeep, mentre  U Stuorto si mette alla guida. Nessun posto è sicuro ma dopo un attimo di esitazione si decide per il sogno dello zio: si va al mare.

Nel frattempo zia Vincenza porta il caffè a tavola, dove fa conversazione con i due poliziotti seduti insieme con il resto della famiglia Parrini.

Mentre zia Vincenza scambia qualche chiacchiera con la polizia e Benni propone una colazione a base di uova di bosco e bacon biologico, che viene prontamente rifiutata da Carmen e Betta, i poliziotti nel tunnel cominciano a soffrire di claustrofobia e infine realizzano di essersi persi, così chiamano uno dei colleghi al piano di sopra chiedendo di far venire i cani cerca persone e dicendo che la famiglia non può essere trattenuta.

In autostrada u Stuorto viene fermato dai carabinieri che gli chiedono i documenti, uno dei due scopre che è un lontano parente da parte della madre che ha lo stesso cognome, così il carabiniere lo invita a fermarsi a pranzo dato che sta per finire il turno. Quasi costretto, U Stuorto accetta.

Benni chiede alla famiglia quando torni il papà, Carmen fa dell’ironia e poi gli fa notare che la polizia ha fatto irruzione in casa e che il padre rischia di non tornare. Betta dice a Benni che lo trova di un’ignoranza quasi interessante. Zia Vincenza gli dice che esistono due tipi di ragazzi: “quelli che hanno buonsenso e quelli che non ce l’hanno. Tu ce l’hai il buonsenso, ma è insensato”. U Stuorto segue i carabinieri fino al ristorante, dove però entra solo il carabiniere imparentato, mentre il collega resta fuori. Durante il pranzo il carabiniere e U Stuorto parlano dei ricordi d’infanzia, mentre il collega rimasto fuori osserva con curiosità l’interno della jeep.

Mentre aspettano l’arrivo dei cani, i poliziotti intrappolati nel tunnel si trovano al buio con le torce esaurite.

Nel momento in cui U Stuorto e il carabiniere si stanno salutando, quest’ultimo si accorge dei rumori provenienti dal bagagliaio e, prontamente, U Stuorto dice di avere un paio di “animali da pelliccetta” per la sua attività.

Rientrato nella jeep U Stuorto mette in moto e, come richiesto da Sebastiano e zio Vincenzo, si ferma al primo posto isolato che trova, dove c’è il mare, apre il bagagliaio e fa scendere i due uomini. Lo zio si siede ad osservare il mare e dice che l’ossigeno è inquinato.

I tre poliziotti sono finalmente usciti dal tunnel e domandano ad alcuni sciatori di fondo dove si trovano, questi, con accento tedesco, rispondono che si trovano in Tirolo.

L’inquadratura torna su zio Vincenzo che guarda il mare e infine si sposta sull’entrata di un tunnel lì vicino.

 

I topi è una divertente e originale parodia della mafia, una sit-com dall’impianto teatrale che fa forza su una comicità grottesca, il ritratto di una famiglia mafiosa e dei paradossi che è costretta a vivere al fine di coprire sempre e comunque il capofamiglia Sebastiano e permettere la continuità dei loschi affari dell’“azienda familiare”.

Uno degli aspetti centrali de I topi è l’esasperazione di ogni cosa, a partire dalla caratterizzazione dei personaggi stereotipati e caricaturali: Benni è un ragazzo incompreso, spesso inopportuno e fuori luogo, un giovane chef troppo raffinato per il padre che preferisce la cucina semplice di zia Vincenza, una donna genuina e concreta, che però ha il vizio delle scommesse. Come zia Vincenza, che ha sposato zio Vincenzo, il quale da anni fa una vita da eremita rintanato nel bunker, allo stesso modo Betta, insieme con Sebastiano, ha sposato una vita nell’ombra e fatta di privazioni, difatti ha poche amiche che vede di tanto in tanto ed esce solo per fare la spesa. Così come Benni sogna di aprire un ristorante stellato, la sorella Carmela, che si fa chiamare Carmen, si laurea in economia e sogna una vita normale all’estero.

La sceneggiatura è arguta, i dialoghi sfiorano di continuo il nonsense, la recitazione è teatrale e i personaggi si muovono spesso in un ambiente unico come a teatro, dando vita a divertenti gag. Uno dei maggiori momenti di comicità si ha con Sebastiano che si traveste da donna e il relativo percorso a tappe, con continuo cambio del mezzo di trasporto, che egli compie ogni volta per raggiungere la tomba della madre al cimitero, sulla quale è affissa una foto di Antonio Albanese truccato da signora e con la parrucca. La regia è fluida e dinamica, l’effetto comico è dato spesso dal montaggio, dai raccordi sul sonoro e dalle musiche dal carattere grottesco.

I topi è una serie tv che strizza l’occhio al teatro ma che tuttavia fa largo utilizzo di svariate tecnologie, dalle telecamere di sorveglianza poste intorno all’abitazione della famiglia Parrini, con cui si apre il primo episodio, fino ai vari passaggi segreti con relativi citofoni, telefoni e apparecchi per comunicare dall’interno del bunker, e ancora antifurti, spie, allarmi per ogni passaggio segreto.

Martina Cancellieri